CCNL 2016-18

schede_ccnl_parte_comune
schede_ccnl_parte_scuola_fw
schede_ccnl_parte_economica

Ultime Notizie

Le richieste della Gilda-Unams alla Ministra Azzolina
Le richieste della Gilda-Unams alla Ministra Azzolina
L'AUTONOMIA SCOLASTICA NON È LICENZA DI DISCRIMINAZIONE
L'AUTONOMIA SCOLASTICA NON È LICENZA DI DISCRIMINAZIONE
Servizi minimi, no al demansionamento dei docenti!
Servizi minimi, no al demansionamento dei docenti!
RICHIESTA UNITARIA DI PROROGA SCADENZA DOMANDE PENSIONE
RICHIESTA UNITARIA DI PROROGA SCADENZA DOMANDE PENSIONE

Dipartimenti

AFAM
Ricerca
Università

Login




cicogna

 

 

Petizione scatto 2013 e aumenti stipendiali

 

EuroCQS

Federazione Gilda-Unams
Comunicato

La scuola non può attendere i tempi della politica

Chiesto l’immediato avvio dei tavoli di confronto previsti dagli accordi sindacati - MIUR

oo_ss_unitarie

 

Le segreterie nazionali di Flc CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e Federazione GILDA-Unams, riunite congiuntamente, esprimono forte preoccupazione riguardo alla procedura e ai tempi con cui si sta realizzando il passaggio di testimone alla guida del Ministero dell'Istruzione.
In un telegramma inviato al presidente del Consiglio e ministro ad interim del MIUR, Giuseppe Conte, hanno chiesto un incontro urgente per l'attivazione dei tavoli previsti dagli accordi sia pure in attesa del giuramento dei nuovi ministri.
I segretari generali dei cinque sindacati, nel fare il punto della situazione alla luce del cambio al vertice di viale Trastevere e degli impegni presi dall'ex titolare del MIUR, denunciano la gravità del ritardo che sta incidendo in termini negativi sulle procedure attuative degli accordi sottoscritti tra il Governo e le organizzazioni sindacali, intese che hanno determinato la sospensione delle iniziative decise nell'ambito dello stato di agitazione.
L'attività di confronto può essere attivata, a parere dei sindacati, anche nelle more dell'avvicendamento al vertice del Dicastero, per il rispetto degli impegni e dei tempi di attuazione degli accordo sottoscritti.
La scuola - affermano i sindacati - non può essere messa in stand-by: è la politica che deve rispettare i tempi della scuola e non viceversa. Il ritardo che sta subendo l'iter dei bandi del concorso ordinario e di quello straordinario, che meritano insieme alle procedure di abilitazione un approfondito confronto di merito, rischia di far slittare la stabilizzazione dei precari e far partire il prossimo anno scolastico con un numero di cattedre scoperte ancora più alto.
È urgente che il Governo si faccia carico concretamente del fenomeno del precariato nella scuola, che sta assumendo dimensioni sempre più allarmanti: mortifica migliaia di insegnanti, mina la continuità didattica e pregiudica il diritto all'istruzione di studentesse e studenti.
Fondamentale, inoltre, accelerare anche la procedura per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, reperendo le risorse economiche necessarie per colmare il divario tra le retribuzioni del personale del comparto Istruzione e Ricerca e quelle del resto del pubblico impiego, con l'obiettivo strategico di allineare gli stipendi di tutto il personal, a partire dai docenti, a quelli dei loro colleghi europei.
I segretari generali dei cinque sindacati più rappresentativi del comparto si dicono pronti, in mancanza di risposte concrete sui temi sopra enunciati come sul concorso riservato ai facenti funzione di DSGA e in mancanza della convocazione immediata dei tavoli previsti dagli accordi, a riprendere le iniziative di mobilitazione di tutto il personale.

Roma, 8 gennaio 2020

 
Comunicato

allarme crolli"I nostri studenti rappresentano il più grande patrimonio dell'Italia e, come dimostrano le tragedie sfiorate di questa mattina a Massa Carrara e a Sassari, è urgente un piano straordinario di investimenti per metterlo in sicurezza e ristrutturare gli edifici scolastici".

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, interviene in merito ai crolli dei solai avvenuti oggi in una classe del liceo pedagogico 'Giovanni Pascoli' di Massa e in una scuola dell'infanzia di Sassari.

"Un ritorno sui banchi - commenta Di Meglio - che ha rischiato di trasformarsi in dramma e che si aggiunge ad altri episodi analoghi verificatisi con allarmante frequenza nei nostri edifici scolastici. Da molto tempo, ormai, denunciamo l'inadeguatezza strutturale di tante scuole italiane che, oltre all'incolumità di alunni e docenti, compromette anche l'aspetto didattico".

"Un intelligente piano di investimenti dedicato alla ristrutturazione e all'adeguamento funzionale degli edifici scolastici può essere un volano importante per lo sviluppo economico del Paese, soprattutto se libero dai vincoli di bilancio imposti dall'Unione europea. Occorre che la politica - conclude il coordinatore nazionale della Gilda - trovi la modalità adatta per superare due tradizionali grandi barriere che in Italia spesso ostacolano i processi di rinnovamento: le pastoie burocratiche e il rischio corruzione".

Roma, 7 gennaio 2020

 
Comunicato
oss_unitarie
Un presidio con flash mob davanti al MIUR mercoledì 18 dicembre dalle ore 17 alle ore 19. Questa l’iniziativa con cui FLC Cgil, CISL FSUR, UIL Scuola Rua, SNALS Confsal e GILDA Unams danno avvio allo stato di agitazione proclamato ufficialmente dalle segreterie unitarie a causa dei troppi nodi che restano ancora irrisolti nel momento in cui la legge di Bilancio 2020 giunge alle battute finali in Parlamento.
Dopo la riunione degli organismi nazionali al teatro Quirino di Roma, le cinque organizzazioni sindacali rappresentative del comparto Istruzione e Ricerca chiamano ancora alla mobilitazione gruppi dirigenti, quadri e RSU per ribadire con forza gli obiettivi del documento unitario redatto dopo l’evento del 20 novembre.
In testa alle rivendicazioni, l’aumento delle risorse per il rinnovo contrattuale, visto che quelle stanziate nella legge di Bilancio consentono, a regime, un incremento delle retribuzioni di poco superiore all’inflazione: meno di 80 euro medi mensili, ben lontano dall’aumento a “tre cifre” promesso a più riprese.
Le richieste delle sigle sindacali riguardano anche la valorizzazione professionale e la perequazione retributiva rispetto al resto del personale della PA. “Il fatto che oltre il 40% dei lavoratori del comparto beneficia dell’elemento perequativo – affermano Sinopoli, Gissi, Turi, Serafini e Di Meglio - dimostra che le retribuzioni del comparto istruzione e ricerca sono significativamente inferiori a quelle delle altre pubbliche amministrazioni. Se le risorse stanziate per il rinnovo contrattuale sono comprensive della quota necessaria a finanziare il perequativo, l’aumento medio mensile reale si riduce a circa 70 euro: queste - spiegano i leader dei cinque sindacati - devono pertanto essere considerate aggiuntive rispetto a quelle occorrenti per il rinnovo contrattuale. Al fine di conseguire un reale avvicinamento alla media delle retribuzioni europee, è dunque necessario un ulteriore significativo stanziamento”.
Il presidio di mercoledì 18 dicembre punterà i riflettori anche sulle problematiche relative ai punti delle intese del 24 aprile e 1° ottobre rimasti inattuati, a partire dalla questione degli assistenti amministrativi facenti funzioni di DSGA e dal mancato avvio del tavolo di confronto sui percorsi di formazione e abilitazione. I sindacati contestano inoltre le invasioni di campo su materie contrattuali che si stanno compiendo in sede di conversione del decreto scuola, che interviene sulla mobilità del personale docente; insistono inoltre sulla necessità di rivedere la normativa generale sul pubblico impiego e di rifinanziare e rendere più flessibile la composizione e l’utilizzo dei fondi del salario accessorio. Il presidio rilancerà anche le motivazioni delle manifestazioni unitarie del 3 dicembre sulla ricerca e del 16 dicembre sull’università.
Roma, 16 dicembre 2019

Un presidio con flash mob davanti al MIUR mercoledì 18 dicembre dalle ore 17 alle ore 19.

Questa l’iniziativa con cui FLC Cgil, CISL FSUR, UIL Scuola Rua, SNALS Confsal e GILDA Unams danno avvio allo stato di agitazione proclamato ufficialmente dalle segreterie unitarie a causa dei troppi nodi che restano ancora irrisolti nel momento in cui la legge di Bilancio 2020 giunge alle battute finali in Parlamento. 


Dopo la riunione degli organismi nazionali al teatro Quirino di Roma, le cinque organizzazioni sindacali rappresentative del comparto Istruzione e Ricerca chiamano ancora alla mobilitazione gruppi dirigenti, quadri e RSU per ribadire con forza gli obiettivi del documento unitario redatto dopo l’evento del 20 novembre. 


In testa alle rivendicazioni, l’aumento delle risorse per il rinnovo contrattuale, visto che quelle stanziate nella legge di Bilancio consentono, a regime, un incremento delle retribuzioni di poco superiore all’inflazione: meno di 80 euro medi mensili, ben lontano dall’aumento a “tre cifre” promesso a più riprese.

Leggi tutto...
 
Comunicato

"Stando a quanto stabilito dalla bozza di circolare sulle pensioni, la scadenza per la ricognizione delle domande di riscatto e computo attraverso l'utilizzo dell'applicativo Nuova Passweb sarebbe fissata al 31 dicembre.

Ci domandiamo se si tratti di uno scherzo, tra l'altro fuori stagione perché siamo in periodo natalizio e non carnevalesco, oppure se sia colpa delle sempre più scarsa conoscenza da parte del Miur dei problemi che attanagliano le scuole".

Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che ha inviato al Miur una richiesta di incontro urgente.

"La circolare in questione non è ancora ufficiale, circostanza già di per sé ampiamente criticabile.

A ciò - spiega Di Meglio - si aggiunge la tempistica troppo stretta, considerato anche il numero insufficiente di assistenti amministrativi in organico.

Inoltre, le segreterie delle scuole non sono formate per utilizzare l'applicativo Passweb che, tra l'altro, richiede la conoscenza di dati non sempre in possesso degli istituti".

"Non è ammissibile che i docenti siano costretti a scapicollarsi tra patronati e segreterie delle suole per presentare le domande di pensionamento entro l'assurda scadenza di San Silvestro.

Chiediamo, dunque, al Miur di posticipare almeno al 10 gennaio il termine per il completamento delle operazioni", conclude il coordinatore nazionale della Gilda.

 

Roma, 10 dicembre 2019

 
Comunicato

 "I dati del Rapporto sull'edilizia scolastica elaborato dalla Fondazione Agnelli confermano quanto sosteniamo da sempre circa l'inadeguatezza strutturale di tante scuole italiane che, oltre all'incolumità di alunni e docenti, compromette anche l'aspetto didattico.

Siamo, dunque, d'accordo sulla necessità di un piano Marshall per ristrutturare gli edifici scolastici e mettere in sicurezza il più grande patrimonio dell'Italia rappresentato dai nostri studenti".

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta l'indagine condotta dall'ente torinese.

"Un intelligente piano di investimenti dedicato alla ristrutturazione e all'adeguamento funzionale degli edifici scolastici può essere un volano importante per lo sviluppo economico del Paese, soprattutto se libero dai vincoli di bilancio imposti dall'Unione europea.
Occorre che la politica - conclude Di Meglio - trovi la modalità adatta per superare due tradizionali grandi barriere che in Italia spesso ostacolano i processi di rinnovamento: le pastoie burocratiche e il rischio corruzione".

Roma, 28 novembre 2019

 
Comunicato

oo_ss_unitarieSi profila una soluzione positiva per la vertenza degli assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA da almeno tre anni, per i quali si rivendicava la possibilità di partecipare, anche se non in possesso del titolo specifico, alla procedura di reclutamento straordinaria prevista dal dl 126/2019.

Possibilità che ora è prevista in un emendamento sostenuto dalla maggioranza al decreto in via di conversione, fatto proprio dalle Commissioni Cultura e Lavoro della Camera.
Si evita in questo modo una palese ingiustizia nei confronti di personale che per anni ha permesso il regolare funzionamento amministrativo di centinaia di scuole, che sarebbe risultato escluso da una procedura straordinaria finalizzata proprio a riconoscere l'esperienza di lavoro maturata sul campo.
Il risultato ottenuto è frutto di una mobilitazione sostenuta in modo attivo e compatto dal personale e condotta con lucidità e determinazione su un piano squisitamente sindacale, che si conferma ancora una volta come la via giusta e più efficace per rappresentare e tutelare gli interessi dei lavoratori.

Con l'emendamento approvato si ristabilisce una linea di maggiore coerenza del decreto rispetto alle intese da cui è scaturito, su problemi la cui urgente soluzione è una necessità più volte rivendicata.
Il provvedimento approderà nei prossimi giorni in Aula, l'auspicio è che il suo percorso proceda in modo sollecito verso una definitiva approvazione col più ampio consenso possibile.


Roma, 21 novembre 2019

 
Comunicato

semaforo_lumaca.jpg "Dopo un anno di travaglio, è finalmente arrivato il via libera al concorso riservato.

Adesso è necessario che la macchina organizzativa si metta subito in moto, così da consentire entro l'inizio del prossimo anno scolastico l'immissione in ruolo dei precari interessati dalla procedura di stabilizzazione".

È quanto dichiara Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commentando il voto favorevole con cui il Senato ha licenziato il decreto legge 126.

"Quanto al concorso ordinario previsto dal decreto, resta da risolvere la questione dei tempi resi eccessivamente lunghi da meccanismi farraginosi e dal mancato esonero dal servizio per gli insegnanti che svolgono la funzione di commissari.

Soltanto intervenendo su questi talloni di Achille e ripristinando i concorsi con cadenza biennale, accelerandone l'iter, sarà possibile sanare definitivamente la piaga del precariato".

Entrando nel merito del testo, Di Meglio sottolinea due aspetti critici: il blocco quinquennale dei neo assunti nelle operazioni di mobilità, "materia che attiene la sfera della contrattazione integrativa e che, quindi, rappresenta una pesante invasione di campo rispetto alle prerogative sindacali", e la totale assenza del disegno di legge collegato alla Finanziaria riguardante le abilitazioni, "misura promessa più volte e ad oggi inevasa".

"Purtroppo, però, - conclude il coordinatore nazionale della Gilda - nel provvedimento mancano quegli interventi strutturali necessari per risolvere l'atavico e sempre più grave fenomeno della 'supplentite' che conta ancora 200mila precari, di cui oltre 170mila docenti".

Roma, 19 dicembre 2019

 
Comunicato

buona_scuola_mostro "È ora di dire basta al gioco delle tre carte con i fondi stanziati dalla famigerata legge 107/2015 per il bonus merito.

Quelle somme, la cui destinazione abbiamo sempre contestato, riguardano unicamente i docenti e devono andare a incrementare le loro buste paga".

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta l'emendamento Granato che dirotta le risorse del bonus merito nel Fondo di istituto, mettendole dunque a disposizione anche del personale amministrativo.

"Oltre allo scippo subito dagli insegnanti, resta il danno provocato dalla 'Buona Scuola' con l'istituzione di un sistema premiale concettualmente sbagliato.

Con estremo disappunto, siamo costretti a constatare che delle promesse sbandierate prima, durante e anche dopo la campagna elettorale rispetto alla legge 107 - attacca Di Meglio - ben poco si è realizzato, di fatto lasciandone l'impianto pressoché inalterato".

"Al ministro Fioramonti, nel quale abbiamo trovato in varie occasioni un interlocutore disponibile, chiediamo di inserire nell'atto di indirizzo per il rinnovo del contratto le risorse del bonus merito e anche i 500 euro della card docente.

Invece di distribuire oboli, - conclude il coordinatore nazionale della Gilda - occorre con urgenza intervenire sugli stipendi degli insegnanti i cui livelli sono non soltanto di gran lunga lontani dalla media europea, ma anche nettamente inferiori a quelli degli altri dipendenti del pubblico impiego".

Roma, 16 dicembre 2019

 
Comunicato

oo_ss_unitarieLa Camera ha approvato nella seduta di oggi, 3 dicembre, gli emendamenti al Decreto Legge 216/2019 su scuola e ricerca, stravolgendo su molti punti le Intese alle quali il Decreto doveva dare concreta attuazione.

Pesante invasione di campo su materie di natura sindacale, come la mobilità. Eluso, ad oggi, l'impegno riguardante le misure da inserire nella legge di bilancio sul sistema delle abilitazioni e per la valorizzazione professionale di docenti e Ata.

Un governo che sottoscrive un accordo e assume degli impegni davanti ai lavoratori deve essere coerente e rispettarli fino in fondo.

Ciò significa anche farsi carico in modo attivo di garantire sugli impegni assunti il necessario consenso in Parlamento, pena il venir meno di credibilità e affidabilità.
Quella che si sta delineando è una situazione grave e assai preoccupante, suscettibile di vanificare il buon lavoro fatto ai tavoli di confronto col MIUR nei mesi scorsi.

Le invasioni di campo su materie contrattuali, che tolgono valore alle relazioni sindacali, ci riportano ad anni e contesti politici che credevamo superati e che vengono inopinatamente riproposti, un enorme passo indietro che azzera quanto di positivo era stato realizzato a partire dall'accordo del 30 novembre 2016 Governo- Sindacati, in materia di relazioni sindacali
È urgente un confronto col Ministro per una verifica che chiediamo avvenga quanto prima perché possa avere incidenza sul dibattito parlamentare in corso.

 

Roma, 3 dicembre 2019

 
Comunicato

"Il nuovo testo del decreto scuola licenziato dalle Commissioni Lavoro e Istruzione della Camera dimostra l'efficacia della mobilitazione di questi giorni che sta mettendo a segno i primi risultati".

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta le novità introdotte nel provvedimento che lunedì approderà nell'aula di Montecitorio.

"Con soddisfazione apprendiamo che sono state accolte molte delle modifiche suggerite dalla nostra delegazione in audizione la scorsa settimana.

In particolare - sottolinea Di Meglio - l'aumento di 9mila posti per le assunzioni, liberati da Quota 100; la possibilità di partecipare con riserva ai concorsi ordinari e straordinari per coloro che stanno completando il quarto ciclo del TFA sostegno e per i precari che durante questo anno scolastico raggiungeranno il requisito dei 36 mesi di sevizio.

E ancora: la possibilità per i docenti di ruolo di abilitarsi e partecipare ai concorsi ordinari e per i docenti della Formazione Professionale di partecipare alle procedure di abilitazione.

Infine, la garanzia della continuità didattica fino al 30 giugno per i diplomati magistrali".

"Confidiamo che il lavoro svolto dalle Commissioni sia confermato dall'esame delle Camere.

Questo primo risultato positivo non esaurisce, però, la nostra mobilitazione che adesso si intensificherà ulteriormente per ottenere maggiori risorse da destinare in legge di Bilancio agli stipendi dei docenti e conseguire almeno quell'aumento a tre cifre concordato nell'intesa con il Governo", conclude il coordinatore nazionale della Gilda.

Roma, 21 novembre 2019

 
Comunicato

Che fine ha fatto l'anticipo del TFS?Ancora in stallo l'anticipo del TFS previsto dal Decreto legge n. 4/2019.

La misura sarebbe dovuta entrare in vigore con Quota 100, così da consentire ai neo pensionati dal 1 settembre 2019 di riscuotere subito una parte del TFS, per un tetto massimo di 45.000 euro, pagando un tasso agevolato.

"Nonostante le nostre continue sollecitazioni - attacca la Gilda degli Insegnanti - il Governo non ha ancora emanato i decreti attuativi, bloccando di fatto il provvedimento.

Si tratta di una negligenza molto grave che sta penalizzando molti docenti ai quali viene negata la possibilità, prevista per legge, di disporre anticipatamente di una somma di denaro con cui far fronte a impegni economici magari già assunti proprio in virtù di questa norma".

"I tassi di mercato applicati dagli istituti bancari non sono di certo convenienti e non si può negare a tanti dipendenti pubblici l'opportunità, garantita da una legge dello Stato, di godere di condizioni più vantaggiose".

"Questo ritardo è scandaloso, perché si tratta di somme versate dagli insegnanti durante gli anni di servizio e che lo Stato, cioè il loro datore di lavoro, dovrebbe aver accantonato per corrispondere la liquidazione nei tempi stabiliti dalla legge.

Chiediamo, dunque, al Governo di porre fine a questa situazione vergognosa e di dare immediata attuazione alla norma sull'anticipo pensionistico", conclude la Gilda.

Roma, 19 novembre 2019

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 27

Iscrizione FGU

 

EuroCQS

 

Locandina-gilda-1200x1200

 

corsi_formazione_art_33

 

Assicurazione Iscritti Gilda AIG Europe

 

 

caf_anmil

 

caf_acli

bannerinofgu2

 

cgs_logo

logo-centrostudigilda

 

professione_docente_logo

CONTRATTAZIONI INTEGRATIVE

cdr