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Concorsi - Pubblicato il Decreto relativo al concorso straordinario per l’immissione in ruolo
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CONCORSO STRAORDINARIO, GILDA: PER I PRECARI STRADA IN DISCESA
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La Scuola Statale di Asmara deve continuare la sua missione
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BONUS MERITO SIA ASSEGNATO SOLO AI DOCENTI, APPELLO ALLE RSU
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mdipatre“Un risultato di cui possiamo definirci globalmente soddisfatti, soprattutto perché è stato sventato il rischio che alcune categorie di docenti venissero escluse dalla possibilità di rientrare nelle proprie province”.

Così Maria Di Patre, vice coordinatrice nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta la firma del CCNI sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie il cui testo resta invariato rispetto allo scorso anno.

“Anche i docenti assunti con decorrenza giuridica dal primo settembre 2019, ovvero chi è sottoposto al vincolo quinquennale, – afferma Di Patre - potranno presentare domanda di assegnazione provvisoria.

Nessun blocco, dunque, per questi insegnanti, così come per quelli assunti sui posti di quota 100.

Alla normativa dovranno attenersi anche i docenti in servizio nei licei musicali, altrimenti – spiega la vice coordinatrice nazionale - il contratto dovrebbe tornare al Mef, i tempi si allungherebbero e ciò comprometterebbe tutta la mobilità annuale”.

“Ci auguriamo – conclude Di Patre – che l’Amministrazione mantenga fede all’impegno assunto durante la trattativa e dia seguito alla nostra richiesta di maggiore uniformità tra le varie regioni e province per le date delle operazioni, così da evitare le discrasie che si verificano ogni anno e che arrecano innumerevoli disagi agli insegnanti e all’organizzazione di tutta la complessa macchina scolastica”.

Roma, 9 luglio 2020

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Comunicato

 Rino"Settembre è sempre più vicino ma la scuola, vittima di ritardi e confusione, rischia di presentarsi impreparata all'appuntamento con la ripresa delle attività didattiche in presenza".

È forte la preoccupazione espressa dal coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, e che oggi pomeriggio ribadirà ai rappresentanti del Ministero dell'Istruzione in occasione dell'incontro sull'avvio del prossimo anno scolastico al quale parteciperà insieme con le altre organizzazioni sindacali.

"L'ennesimo ritardo riguarda il cruscotto informativo, strumento che dovrebbe servire per definire il distanziamento e rilevare i casi in cui gli spazi siano insufficienti, ma di cui, almeno da quanto ci risulta, le scuole non dispongono ancora. Questo – sottolinea Di Meglio - nonostante figuri tra le misure previste dal Piano Scuola 2020/2021 del 26 giugno e la ministra Azzolina lo abbia tirato in ballo il 1 luglio in audizione davanti alla commissione Istruzione del Senato".

"Se agli annunci poi non seguono i fatti, si verificano pericolose fughe in avanti come quella del Veneto, che ha sfornato un manuale operativo per la ripartenza della scuola che interviene indebitamente anche su questioni di natura contrattuale, portando a 24 le attuali 22 ore di servizio settimanale dei docenti della primaria.

Praticamente – commenta il coordinatore nazionale della Gilda – si riportano indietro le lancette della storia di oltre un ventennio. Altrettanto pesanti sono le incursioni a gamba tesa nella scelta delle metodologie didattiche che, invece, spetta ai docenti e rientra nell'ambito della libertà di insegnamento tutelata dalla Costituzione".

Roma, 9 luglio 2020

 
Comunicato

mascherine_protettive“Poter ascoltare di nuovo il suono della campanella a settembre è desiderio e auspicio dell’intera comunità scolastica, ma affinché ciò accada, devono essere garantite tutte le imprescindibili condizioni di sicurezza. Ed è proprio al raggiungimento di questo obiettivo fondamentale che mira il nostro contributo al lavoro del Comitato Tecnico Scientifico”. È   quanto afferma Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, in merito all’incontro con il Cts per la stesura del protocollo di sicurezza per il rientro a scuola.

 

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Comunicato

Dalla data ancora ignota al poco tempo a disposizione dei candidati per completare la prova, passando per la pretesa assurda che tutti posseggano il livello B2 di conoscenza della lingua inglese.

Sono numerose le criticità riguardanti il concorso straordinario, rilevate dalla Gilda degli Insegnanti nel corso dell’incontro di questa mattina con il Mi e che stanno mettendo a subbuglio i precari con oltre 36 mesi di servizio.

“In origine, il carattere straordinario di questo concorso – afferma Maria Domenica Di Patre, vice coordinatrice nazionale, presente alla riunione con l’Amministrazione – era dato da una prova semplificata che riconoscesse l’esperienza già maturata in cattedra per tre anni come supplenti. Adesso di straordinario non esiste più nulla e la prova che i precari dovranno affrontare sarà resa molto difficile dagli appena 150 minuti concessi per rispondere a 8 quesiti a risposta aperta che, per loro natura, richiedono un tempo ben maggiore di riflessione ed elaborazione.

A complicare il raggiungimento della sospirata stabilizzazione, inoltre, il quesito mirato ad accertare il livello di conoscenza B2 di inglese, cioè quello dei laureati nella materia, richiesto a prescindere dalla lingua straniera studiata dai candidati. In pratica a questi colleghi, già provati da anni di precariato, – incalza Di Patre – si chiede la luna”.

“Senza considerare, poi, che ad oggi non è stata ancora fissata la data del concorso e che, quindi, sarà molto difficile, per non dire utopistico, iniziare il prossimo anno scolastico con i vincitori immessi in ruolo. E intanto, in attesa che le procedure concorsuali vengano completate, a settembre assisteremo al solito balletto di supplenti che nuoce a docenti e studenti”.

Di Patre pone, infine, l’attenzione sull’atavico problema delle commissioni che la Gilda degli Insegnanti denuncia da sempre: “I criteri con cui saranno formate non cambiano: zero esoneri dall’attività didattica e compensi irrisori. Un mix deleterio – conclude la vice coordinatrice nazionale – che provocherà ritardi nella nomina delle commissioni e le dequalificherà”.

 

Roma, 25 giugno 2020

 
Comunicato

oo_ss_unitarieOn. Lucia Azzolina

Ministra dell’istruzione

p.c. dott. Luigi Fiorentino

Capo di Gabinetto del Ministro dell’Istruzione

Oggetto: richiesta attivazione confronto sindacale

È certamente nelle attese di tutti un ritorno in sicurezza alle attività scolastiche in presenza, obiettivo per il quale va messo in atto il massimo impegno, garantendo anche le risorse necessarie per attuare in modo scrupoloso tutte le misure volte a contrastare i rischi di contagio.

A tal fine le scriventi Organizzazioni Sindacali, come già avvenuto con la sottoscrizione del protocollo d’intesa del 19 maggio u.s. per lo svolgimento in sicurezza degli esami di Stato e con la partecipazione al Tavolo Nazionale Permanente previsto dallo stesso protocollo, chiedono di attivare il preliminare confronto sindacale (CCNL art 22 coma 8 lettera a) sulle linee guida che le istituzioni scolastiche saranno chiamate ad osservare nella gestione delle attività didattiche nel nuovo anno scolastico.

Ciò anche in considerazione delle ripercussioni che le misure da adottare potranno avere sul rapporto di lavoro del personale, rispetto alle quali andrà anche valutata l’eventuale necessità di procedere a integrazioni della disciplina contrattuale. Confidando in un positivo riscontro, si porgono distinti saluti

Roma, 18 giugno 2020 

 
Comunicato

ferieÈ una condotta illegittima quella del dirigente scolastico che nega al personale docente la possibilità di fruire di giorni di ferie in determinati giorni di luglio e agosto. A sottolinearlo, contratto alla mano, è la Gilda degli Insegnanti in seguito alle ripetute segnalazioni, che stanno giungendo in questi giorni alle sedi territoriali del sindacato da parte di alcuni docenti, relative all'emanazione di circolari in merito alla richiesta di ferie.

"Si va dalla imposizione di termini precisi, - spiega la Gilda - alla compressione della finestra temporale di fruizione, alla istituzione di periodi uguali per tutti in modo, a volte, totalmente arbitrario. Le difficoltà organizzative legate alla conclusione di questo anno scolastico e all'avvio del prossimo, alla luce delle disposizioni di sicurezza per l'emergenza Covid-19, che pur comprendiamo, non autorizzano però le istituzioni scolastiche a derogare alla normativa vigente".

"Il Ccnl stabilisce che i docenti devono fruire delle ferie durante i periodi di sospensione delle attività didattiche, ovvero dal 1 luglio al 31 agosto per quanto riguarda l'estate. Fanno eccezione coloro che sono impegnati negli esami di Stato, per i quali è disponibile solo il periodo tra la conclusione delle operazioni di esame e il 31 agosto. L'unica possibilità di riduzione o di frazionamento del periodo in cui poter richiedere le ferie si configura quando il Collegio dei Docenti delibera un piano annuale delle attività, di cui i rappresentanti sindacali devono essere informati, che prevede impegni specifici nei mesi di luglio e agosto. Se non sussistono queste condizioni – conclude la Gilda – qualunque circolare che comprima il diritto alle ferie è priva di fondamento giuridico".

Roma, 12 giugno 2020

 
Comunicato

esami idoneitàProblemi con la fruizione delle ferie dei docenti richiamati a scuola a luglio e ad agosto


“Ancora una volta il ministero dell’Istruzione dimostra di avere una tempistica sbagliata”.

A rilevarlo è la Gilda degli Insegnanti che critica la decisione assunta da viale Trastevere di fissare le date degli esami di idoneità all’inizio di settembre invece che alla fine, come il aveva chiesto il sindacato.

“Il calendario stabilito dal Mi – spiega la Gilda – sta provocando non pochi problemi con la fruizione delle ferie da parte dei docenti che, per adempiere alle formalità necessarie a garantire il corretto svolgimento degli esami di idoneità, sono richiamati a scuola sia nel mese di luglio che in agosto.

Senza considerare, poi, il tempo per implementare tutte le misure di sicurezza anti-Covid che, in questo caso, dovranno tenere conto della prova scritta non prevista, invece, per l’esame di Maturità”.


Roma, 7 luglio 2020“

 

 
Comunicato

gradutorie_provinciali“I tempi troppo ristretti non hanno consentito un confronto disteso e un’analisi approfondita del testo, soprattutto per quanto riguarda le tabelle di valutazione che modificano i punteggi. E la fretta, si sa, è una cattiva consigliera. Senza considerare, inoltre, che si rischiano contraddizioni rispetto al regolamento attualmente vigente sulle supplenze”.

Così Maria Di Patre, vice coordinatrice nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta l’ordinanza sulle graduatorie provinciali e di istituto che è stata oggetto di una trattativa serrata con il ministero dell’Istruzione e per il cui esame i sindacati hanno avuto pochissimo tempo a disposizione.

Molte le ombre che caratterizzano il provvedimento, tra cui il mancato riconoscimento dei titoli artistici, il lasso di tempo esiguo, appena 15 giorni, per compilare le domande di aggiornamento, che con l’informatizzazione del sistema richiedono la presentazione ex novo, per l’ennesima volta, di tutta la documentazione relativa ai servizi svolti, e soprattutto l’impossibilità, sempre a causa della mancanza di tempo, di regolarizzare le domande in caso di errori da parte dell’Amministrazione o dei docenti.

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Comunicato

blablaInadeguate e pericolose, specchio della solita repubblica delle chiacchiere e delle scartoffie inutili.

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, bolla le linee guida sulla ripresa della scuola in presenza a settembre, la cui bozza è stata resa nota ieri e che oggi pomeriggio verrà illustrata ai sindacati dalla ministra Azzolina nel corso di un incontro.

"Il piano elaborato da viale Trastevere – afferma il leader della Gilda – risulta del tutto inadeguato a garantire che il rientro in aula tra due mesi avvenga in sicurezza. Tutte le elucubrazioni sui possibili accorpamenti delle discipline e delle classi e sulla riduzione dell'orario di lezione, come ci insegna la proprietà invariantiva, non cambiano il risultato finale, cioè non evitano l'impoverimento dell'offerta formativa, impedendo, di conseguenza, agli studenti di godere pienamente del diritto all'istruzione. Inoltre, continuando a delegare alle singole scuole le decisioni circa le strategie da adottare, – sottolinea il coordinatore nazionale – si mina gravemente l'unitarietà degli ordinamenti e del sistema scolastico garantita dalla Costituzione e il valore legale del titolo di studio. A tal proposito, sarebbe opportuno smetterla di invocare l'autonomia scolastica per giustificare lo scaricabarile costante che il ministero dell'Istruzione opera ai danni delle istituzioni scolastiche e di cui queste linee guida sono l'ennesima prova".

Discorso analogo per la tanto decantata innovazione didattica, "che non è funzionale alla didattica, ma semplicemente sopperisce alla mancanza di un quadro generale di riferimento nel quale tutti gli operatori della comunità scolastica possano agire".

Per Di Meglio, all'inadeguatezza del piano scuola, che si potrebbe superare soltanto individuando e assegnando altri spazi alle attività didattiche e assumendo più insegnanti, si associa un aspetto di pericolosità laddove si parla di aperture ai privati e agli enti del terzo settore ai quali, in ossequio a un principio di sussidiarietà sbandierato a uso e consumo di un'Amministrazione incapace di assolvere ai propri compiti, verrebbero affidate attività integrative alla didattica.

"Queste linee guida dimostrano che tavoli, task-force e comitati vari, ai quali partecipa un'infinità di persone, sono scarsamente utili", conclude Di Meglio.

Roma, 24 giugno 2020

 
Comunicato

Posticipare all’anno scolastico 2021/2022 l’avvio dell’insegnamento dell’Educazione Civica previsto dalla legge 92/2019.

A chiedere un provvedimento ad hoc che faccia slittare l’introduzione di Cittadinanza e Costituzione nel novero delle materie curricolari è la Gilda degli Insegnanti.

“Sin dall’inizio – spiega il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio – abbiamo contestato le condizioni e le procedure per l’attuazione di questa legge, rese oggi ancora più problematiche dalle difficoltà che caratterizzeranno l’inizio del prossimo anno scolastico a causa dell’emergenza epidemiologica.

Con le linee guida, emanate dal Ministero con notevole ritardo, si scarica sulle scuole e sui docenti la complessa attuazione dell’insegnamento dell’Educazione civica che prevede 33 ore ricavate dal monte ore, recuperate cioè dalle altre discipline, con la valutazione intermedia e finale e l’individuazione di un coordinatore per ogni classe. Incarico per il quale, tra l’altro – sottolinea Di Meglio - non viene indicato l’organismo responsabile della nomina né il compenso. Inoltre, manca un piano di formazione retribuito per i docenti che si dedicheranno all’insegnamento dell’Educazione civica”.

“Per dare piena attuazione alla legge 92/2019 – conclude il coordinatore nazionale della Gilda - occorre aumentare l’organico e investire risorse che al momento, invece, non sono previste. Le solite nozze con i fichi secchi al grido di ‘armiamoci e partite’”.

 

 

Roma, 16 giugno 2020

 
Comunicato

“Il Ministero dell’Istruzione smentisce se stesso. Accade così che, a distanza di pochi giorni, viale Trastevere sforni provvedimenti tra loro contrastanti su uno stesso tema. È ormai evidente come la gestione del dicastero sia caratterizzata da un clima di improvvisazione, una condizione resa ancora più grave dall’emergenza che il mondo della scuola sta affrontando”.

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, interviene in merito alla nota n. 9168 sulla pubblicazione degli esiti degli scrutini finali diramata ieri dal Mi, contenente precisazioni e chiarimenti sull’applicazione dell’ordinanza ministeriale n. 11 del 16 maggio 2020 che contraddicono le disposizioni previste precedentemente dalla nota n. 8464 del 28 maggio 2020.

“La mancanza di indicazioni chiare e univoche riscontrate anche in questo caso, causa di un confusionario balletto di provvedimenti, sono l’ennesima dimostrazione dello stato di caos in cui agisce la macchina amministrativa. A questo punto – conclude Di Meglio – è sempre più evidente l’inadeguatezza della direzione politica del Ministero dell’Istruzione”.

 

Roma, 10 giugno 2020

 
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