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A proposito del periodo di prova del personale ATA. Cosa prevede il nuovo CCNL 2016/2018
ATA

A proposito del periodo di prova del personale ATA.

Cosa prevede il nuovo CCNL 2016/2018

 

L'art. 30, comma 1 dell CCNL 2016/2018 prevede che il personale ATA assunto in servizio a tempo indeterminato debba svolgere un periodi prova la cui durata è stabilita in 2 mesi per i dipendenti dell'Area A e A super (Collaboratore scolastico e Addetto azienda agraria) e di 4 mesi per i restanti profili (assistente amministrativo, Assistente Tecnico, Guardarobiere, Cuoco, Infermiere e DSGA).

Ai fini del compimento del periodo di prova, il comma 3 prevede che si debba tenere conto del solo servizio effettivamente prestato e che il periodo di prova sia sospeso in caso di assenza per malattia (durata massima 6 mesi) o di infortunio sul lavoro e/o malattia dovuta a causa di servizio (per la durata prevista dall'art.20 del CCNL comparto Scuola 2006/2009) e in presenza di tutti gli altri casi di assenza previsti dalla legge o dal CCNL.

Trascorsi i periodi massimi di sospensione consentita il rapporto di lavoro può essere risolto. La norma contrattuale usa l'espressione può, significa che può anche non essere risolto (a insindacabile giudizio dell'amministrazione... D.S.?).

Il comma 6 dell'art.30, che, nella sostanza, ripropone l'art.45 del vecchio CCNL Scuola 2006/2009, prevede che, decorsa la metà del periodo di prova, ciascuna delle parti possa recedere dal rapporto in qualsiasi momento senza obbligo di preavviso né di indennità sostitutiva di preavviso, fatti salvi i casi di sospensione per malattia o infortunio prima citati. L'unica garanzia per il dipendente è che il recesso dell'amministrazione dovrà essere motivato.

Decorso il periodo di prova senza che il rapporto di lavoro sia stato risolto, il dipendente si intende confermato in servizio con riconoscimento dell'anzianità dal giorno dell'assunzione.

Il vecchio CCNL 2006/2009 prevedeva l'emanazione di un atto di conferma del contratto a tempo indeterminato per superamento del periodo di prova da parte del DIRIGENTE SCOLASTICO, come previsto dall'art.14 del DPR 8/3/1999, n.275). Questo significa che a seguito del l'entrata in vigore del nuovo CCNL 2016/2018 la conferma del contratto a tempo indeterminato, al termine del periodo di prova, non necessita di alcun atto formale ed è quindi automatica..

In sostanza mentre prima. anche nella ipotesi in cui l'amministrazione non si fosse avvalsa della facoltà (motivata) di recesso, il dipendente al termine della prova poteva non essere confermato (non superare il periodo di prova), oggi questo non può accadere dal momento che se il dipendente al termine del periodo di prova è ancora in servizio è da considerare confermato (comma 7 dell'art.30 del nuovo CCNL 2016/2018). Il non superamento del periodo di prova potrà quindi avvenire esclusivamente attraverso l'esercizio da parte dell' Amministrazione della facoltà di recesso (che deve essere motivata).

Il Dipendente a tempo indeterminato già di ruolo in atro profilo a Area, vincitore di concorso (la graduatoria per titoli per gli ATA rappresenta sicuramente un procedura concorsuale) a seguito del mancato superamento della prova per recesso di una delle parti, potrà rientrare, a domanda, nell' Area e/o Profilo di provenienza.

Il nuovo Contrato all'art.30, comma 9, prevede ancora la possibilità di proroga o rinnovo del periodo prova per cui il Dipendente nel momento in cui riceve dall'amministrazione la comunicazione della volontà di recesso prevista dall'art. comma 6 dell'art.30, può chiedere di ottenere (per una sola volta) il rinnovo o la proroga del periodo di prova. Il vecchio Contratto non era specificato il numero dello volte di rinnovo/proroghe.

 

Silvio Mastrolia

Esecutivo Nazionale FGU

 

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