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CRISI, GILDA: PROVVEDIMENTI INIQUI, PRONTI ALLA MOBILITAZIONE
Comunicato

ingiustizia"La gravità della crisi economica che sta affrontando l'Italia impone sacrifici inevitabili, ma non è giusto che a sostenerli sia soltanto una parte dei cittadini". E' quanto afferma la Gilda degli Insegnanti riferendosi ad alcuni provvedimenti che sta assumendo il Governo e definiti "iniqui" dal coordinatore nazionale Rino Di Meglio. "Basta pensare – afferma il leader della Gilda citando un esempio – alla questione del riscatto degli anni di laurea. In base a una legge, un cittadino paga allo Stato un corrispettivo per farsi riconoscere il periodo di studi universitari come servizio ai fini pensionistici: lo Stato prima incassa e poi retroattivamente cambia le carte in tavola, stabilendo che quegli anni non valgono più per il calcolo della pensione.

 

Si tratta – denuncia Di Meglio – di un'ignobile furberia, perché non è giusto che i requisiti pensionistici vengano modificati soltanto a scapito di alcuni cittadini. Di fronte a tali iniquità, anche gli insegnanti si mobiliteranno per intraprendere ogni forma di lotta contro questa manovra economica".

"Come cittadini – aggiunge Di Meglio – esprimiamo forti dubbi sulla reale volontà di questo parlamento di intervenire sui costi spropositati della politica: prima di chiedere pesanti sacrifici ai cittadini, i nostri parlamentari dovrebbero ridurre i loro stipendi che sono il doppio rispetto a quelli dei colleghi europei. Ma ci rendiamo conto – conclude il coordinatore della Gilda – che sarebbe come chiedere ai topi di smantellare le aziende casearie".

Roma, 31 agosto 2011

Ufficio stampa Gilda Insegnanti

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