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FASE B, GILDA: MIUR PUBBLICHI ELENCHI ASSUNTI E PUNTEGGI
Comunicato

altan-baratro2"Per la prima volta nella storia del pubblico impiego ci troviamo di fronte a una selezione al buio in cui non vengono resi noti elenchi e punteggi degli assunti. Si tratta di una grave mancanza di trasparenza da parte del Miur che nega così ai precari il diritto di verificare la procedura di assegnazione dei posti".

È quanto dichiara Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, in merito alla fase B del piano di immissioni in ruolo, chiedendo con forza che vengano pubblicati online elenchi e punteggi dei 9mila docenti ai quali la scorsa notte è stata inviata la proposta di assunzione da viale Trastevere.

"Sorprende poi – aggiunge Di Meglio commentando i dati illustrati dal ministro Giannini in conferenza stampa – che, rispetto ai 16mila posti vacanti, siano state effettuate soltanto 9mila nomine. Del resto, da mesi abbiamo rilevato che una parte dei posti sarebbe rimasta vacante perché già a livello nazionale scarseggiavano i docenti di alcune classi di concorso, per esempio matematica e laboratori.

Non è vero, quindi, che la differenza tra i posti disponibili e le assunzioni sia da attribuire alla mancanza di domande".

"Se si tiene conto che le due precedenti fasi del piano di immissioni in ruolo (0 e A) hanno riguardato le graduatorie locali, - conclude il coordinatore della Gilda – è evidente che il numero di docenti costretti a spostarsi nella fase B è abnorme e molto lontano da quel 10% profetizzato dal ministro".

Roma, 2 settembre 2015

 
RIFORMA SCUOLA, DA DOMANI AL VIA RESISTENZA ATTIVA CONTRO LEGGE 107
Comunicato

pesceGPAl via da domani in tutte le scuole la "resistenza attiva" contro la legge 107 in difesa della libertà di insegnamento e per tutelare la scuola pubblica statale dai poteri del "preside-autocrate".

A promuovere la mobilitazione è la Federazione Gilda-Unams che invita tutti i docenti ad astenersi da alcune attività aggiuntive e dalle funzioni non obbligatorie a livello contrattuale.
Nel dettaglio, la Fgu propone di non accettare la nomina a coordinatore di classe, dipartimento, coordinamento per materia; di rifiutare le funzioni di responsabile di laboratorio e l'incarico di responsabile di plesso; non accettare la nomina a staff della dirigenza e quella di collaboratori del dirigente scolastico, in particolare nelle scuole in cui manca il capo d'istituto e sono quindi in reggenza.

"Si tratta di suggerimenti – sottolinea la Fgu – ai quali possono ovviamente aggiungersi altre forme di 'resistenza attiva' proposte dai docenti".
Per organizzare la mobilitazione, la Federazione Gilda-Unams indica agli insegnanti le istruzioni operative: "Nel primo collegio docenti, nel caso sia presente all'ordine del giorno l'elezione dei due membri del nuovo comitato di valutazione, - spiega il sindacato - bisogna presentare una mozione di rinvio, così da poter scegliere le colleghe e i colleghi più idonei. Inoltre è opportuno che, prima dei collegi dei docenti per l'elezione dei membri del comitato di valutazione e per la delibera del Pof triennale, in ogni scuola si svolgano riunioni delle Rsu e dei docenti per progettare la resistenza alla legge 107".
Per quanto riguarda l'assegnazione del "bonus qualità", la Fgu sottolinea che i docenti premiati con il fondo per il merito non possono essere riconosciuti per le stesse attività a livello di distribuzione del fondo dell'istituzione scolastica "perché non è possibile pagare una persona due volte per la stessa funzione".
"La mobilitazione nelle scuole – ricorda la Fgu – si affianca alle iniziative già in cantiere, tra cui la costituzione di un Comitato per l'indizione di un referendum abrogativo delle norme della legge 107/2015 e, insieme con le altre organizzazioni sindacali, i ricorsi presso il Tar e il giudice ordinario, primo fra tutti quello riguardante l'esclusione di alcune categorie di docenti dal piano di assunzioni".

 

Roma, 31 agosto 2015

 
PIANO ASSUNZIONI, GILDA: “FASE B GRANDE FLOP”

bolla_sapone"Il Governo ha ben poco da festeggiare: la fase B del piano di assunzioni è stato un grande flop.
Il numero di candidati che hanno fatto domanda non riuscirà a coprire il contingente del piano straordinario".

Così Antonio Antonazzo, referente precari della Gilda degli Insegnanti, commenta i dati pubblicati ieri dal Ministero dell'Istruzione (e rielaborati nella tabella in allegato, ndr).
"Le domande sono circa 71.000, ma di queste circa 15.000 sono dell'infanzia e quindi quelle reali sono circa 56.000.

Già in fase B – spiega Antonazzo - i posti di sostegno dell'infanzia, della primaria e della media, non saranno tutti coperti. Ciò significa che non ci saranno candidati di sostegno per la fase C se non per la sola scuola secondaria superiore. Per la fase C, pur supponendo che i candidati siano distribuiti in maniera tale da poter coprire tutte le classi di concorso che verranno individuate e che tutti i posti di sostegno di questa fase verranno assegnati alle superiori, rimarrebbero 14.000 posti scoperti.

Ma è già possibile affermare con certezza che saranno almeno il doppio se non di più. Per fare un esempio – prosegue Antonazzo - sulla classe A019 (discipline giuridiche ed economiche, ndr) ci sono oltre 5400 domande di candidati per poche decine di posti nella fase B e, per bene che vada, qualche centinaia nella fase C. Viceversa in altre classi di concorso, come il sostegno nelle scuole medie, risultano molti posti disponibili, circa 1500-2000 in fase B, senza candidati".

 "Questi numeri – conclude Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda - dimostrano in maniera inequivocabile l'inadeguatezza del piano di immissioni in ruolo messo a punto dal Governo e il paradosso per cui i precari che rientrano nella fase C, nonostante i loro punteggi più bassi, hanno maggiori possibilità di ottenere una cattedra vicino casa mentre quelli della fase B, pu con punteggi più alti, rischiano di dover emigrare".


Roma, 27 agosto 2015

 
PIANO ASSUNZIONI. CHIUSURA NEL CAOS
Comunicato

caos"Se il buongiorno si vede dal mattino - commenta il coordinatore della Gilda degli Insegnanti Rino Di Meglio- la prima scadenza della Legge 107/2015, quella della scuola alla buona, fa temere un anno scolastico decisamente sconquassato".

"Infatti tutta la vicenda del Piano straordinario di assunzioni non poteva essere peggio organizzata e gestita dallo staff del ministero -denuncia Di Meglio- staff che ha operato asetticamente sui numeri come se non ci fossero in gioco esistenze e rapporti umani consolidati.

Come se non sapessero che l'età media dei partecipanti al piano straordinario di assunzioni supera i 45 anni, un'età nella qule spostarsi significa mettere in discussione tutta la propria vita.

 

"Quanto è avvenuto in questi ultimi giorni che ci hanno visto in prima linea con le nostre sedi prese d'assalto dai precari costretti a presentare una domanda al buio accusa in modo drammatico è espressione di una politica dei numeri che non presta attenzione alle persone.

Neppure nelle riffe di paese si compra il biglietto della lotteria senza sapere quale sarà il premio, questo avviene solo nel Piano straordinario di assunzioni della scuola alla buona - afferma il Coordinatore della Gilda- infatti il Ministero non è stato in grado di fornire alcuna informazione sulle disponibilità delle cattedre (dove saranno i posti) né sui criteri che saranno usati (il famoso algoritmo) dal computer per assegnare i docenti alla provincia di servizio".

"Tutto questo perché ancora una volta i tecnici e i politici che poco conoscono il mondo della scuola non hanno voluto ascoltare i consigli dei rappresentanti dei docenti che avevano indicato le soluzioni migliori per evitare il caos drammatico di questi giorni".

 

Ufficio stampa Gilda Insegnanti
Roma, 14 agosto 2015

 
IMMISSIONI IN RUOLO, GILDA: “BATTAGLIA VINTA SU COMPENSAZIONI TRA AREE SOSTEGNO”
Comunicato

buonenotizie--400x300“Partita vinta sulle compensazioni tra le aree di sostegno negli istituti superiori: finalmente il Miur, con una nota interna inviata ieri agli Usr, ha autorizzato la procedura così come avevamo chiesto durante un recente incontro a viale Trastevere. Fino a oggi si combatte contro i mulini a vento, ma almeno questa piccola battaglia vinta possiamo rivendicarla, perché per i docenti da immettere in ruolo si tratta di un grande risultato”.

A dichiararlo è Maria Domenica Di Patre, vice coordinatrice nazionale della Gilda degli Insegnanti.

“Limitatamente alle quattro aree disciplinari del sostegno dell’istruzione secondaria di secondo grado – si legge nella nota – codesti Uffici scolastici possono valutare di effettuare eccezionalmente la compensazione tra le aree in cui si registri un maggior numero di posti rispetto agli aspiranti e quelli in cui il numero dei posti risulti inferiore al numero degli aspiranti stessi”.

“In pratica – spiega Di Patre – si permette di spostare i ruoli da un’area priva di candidati all’altra in cui invece sono presenti. Già da tempo, nel periodo della contrattazione sulla mobilità, la Gilda si era opposta all'unificazione delle aree solo per la mobilità in tempi diversi dall'unificazione per i precari: per questo motivo fu l'unica sigla a non firmare quel contratto. Anche durante l'ultima riunione al Miur, la delegazione Gilda aveva chiesto con forza la compensazione fra le aree di sostegno, ricevendo però un netto rifiuto da parte dell’amministrazione.

Ecco perché adesso la nota inviata agli Usr rappresenta per noi un successo significativo e chiediamo – conclude Di Patre – che il Miur dia il via libera alle compensazioni anche per le altre classi di concorso”.

Roma, 30 luglio 2015

 
RIFORMA SCUOLA, GILDA LANCIA APPELLO PER REFERENDUM ABROGATIVO
Comunicato

 "Lanciamo un appello ad associazioni, forze politiche e sindacali per organizzare a settembre un incontro pubblico nazionale a Roma in cui discutere la costituzione di un comitato promotore referendario contro la riforma della scuola". A proporre l'iniziativa, nel giorno in cui entra in vigore la legge n.107/2015 cosiddetta "La Buona Scuola", è la Gilda degli Insegnanti.

"Come abbiamo ribadito più volte nel corso dell'ultimo anno, - spiega il coordinatore nazionale Rino Di Meglio – riteniamo che questa legge leda profondamente i principi sui quali dovrebbe essere fondata la scuola pubblica statale".

I punti maggiormente contestati dalla Gilda riguardano il rafforzamento della figura del dirigente scolastico e il depotenziamento degli organi collegiali e della libertà di insegnamento, prevista dal primo comma dell'articolo 33 della Costituzione; l'aziendalizzazione delle istituzioni scolastiche; il riconoscimento di deduzioni fiscali e di aiuti a favore della scuola paritaria non statale, che risultano in contrasto con il secondo comma dell'art.33 della Costituzione; la presenza di importanti deleghe al governo e al Miur in relazione a materie fondamentali sulle quali si basa l'organizzazione e la funzione educativa e formativa della scuola pubblica.

"Contro questa riforma si è creato un fronte compatto di cui la Gilda è stata uno degli attori principali. Ed è proprio da quest'ampia convergenza di posizioni avverse alla 'Buona Scuola' – conclude Di Meglio – che deve proseguire la mobilitazione per indire un referendum con cui abrogare le parti più inaccettabili del testo di legge".

 

Roma, 16 luglio 2015

 
COMITATO VALUTAZIONE, GILDA: "NO ELEZIONE IN PRIMO COLLEGIO DOCENTI"
Comunicato

disinnescare "bomba" comitato valutazione"Ancora troppi i 'buchi neri' sul Comitato di valutazione istituito dalle legge 107: invitiamo perciò tutti gli insegnanti a non eleggerlo durante il primo collegio dei docenti e a chiederne il rinvio qualora sia stato già inserito nell'ordine del giorno della riunione".

L'appello arriva dalla Gilda degli Insegnanti, che sottolinea come nella riforma non sia stabilito alcun termine temporale entro il quale nominare il nuovo organismo.

"Il legislatore ha pure dimenticato di prevedere l'elezione dei membri supplenti.

Questo particolare – spiega la Gilda motivando il suo appello – potrebbe bloccare il comitato anche per la semplice assenza di un componente, visto che si tratta di un collegio perfetto come tutti gli organismi valutativi.

Senza considerare, poi, il rischio che nasca un conflitto di interessi tra chi decide i criteri di attribuzione del bonus e chi lo ottiene".

La Gilda ribadisce comunque il proprio giudizio fortemente negativo su questa modalità di valutazione della professione docente che introduce nel comitato anche figure non competenti come genitori e alunni.

 

Roma, 28 agosto 2015

 
GILDA: “AVVIO ANNO SCOLASTICO NEL SOLITO CAOS, ALTRO CHE BUONA SCUOLA”
Comunicato

buona_scuola_non_trovata“L'avvio del prossimo anno scolastico si preannuncia all'insegna del caos, in barba alle promesse sbandierate dal ministro Giannini e da Renzi. Più che 'Buona Scuola', quella che si profila per docenti e studenti sembra una scuola alla buona”. A dichiararlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.

“Il Governo ha spacciato la riforma come cura miracolosa contro la 'supplentite', ma in realtà anche quest'anno assisteremo al solito balletto dei supplenti, aggravato dal fatto che, in base al nuovo piano di immissioni in ruolo, bisognerà attendere novembre per sapere se e dove verranno assunti.

Inoltre la legge 107/2015 – incalza Di Meglio – aumenta la burocrazia all'interno della scuola con l'introduzione del Pof triennale, che deve essere approvato entro ottobre, e del nuovo comitato di valutazione di cui non si conoscono ancora le modalità di funzionamento.

Sarebbe dunque auspicabile – sottolinea il coordinatore della Gilda – che questo nuovo organismo non fosse eletto in occasione del primo collegio dei docenti e aspettare che si definisca la sua funzione in maniera più dettagliata”.

“Ai già noti problemi che segnano sempre l'inizio di ogni anno scolastico, come il sovraffollamento delle classi e la sicurezza degli edifici, soltanto per citarne alcuni, – conclude Di Meglio – ora si aggiungono quelli causati da una legge sbagliata che costringerà ad occuparsi più delle questioni amministrative che della didattica”.


Roma, 20 agosto 2015

 
LEGGE SULLA SCUOLA - Partono i primi ricorsi!
Comunicato

oo_ss_unitarieAssunta unitariamente dai sindacati scuola la decisione di impugnare davanti al Tar del Lazio il decreto che esclude dal piano straordinario di assunzioni il personale docente abilitato ed in particolare qu\ello in possesso dei requisiti previsti dalla Corte di Giustizia Europea.
Le prime iniziative legali contro la legge 107/2015, promosse da FLC CGIL, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda, riguardano gli esclusi dal piano delle assunzioni.
Il DM 767 del 17 luglio 2015, in particolare all'art.2, individua i destinatari del piano straordinario di assunzioni in ruolo e, in applicazione di quanto prevede la legge 107/2015, esclude illegittimamente alcune tipologie di personale precario: molti lavoratori in possesso dei requisiti previsti dalla Corte - abilitazione più 36 mesi di servizio – il personale docente della scuola dell'infanzia escluso dai posti di potenziamento nonché il personale ATA.
Le Organizzazioni Sindacali, sostenute dai rispettivi uffici legali, impugneranno quindi il citato decreto ministeriale di fronte al Tar Lazio al fine di ottenerne l'annullamento nella parte in cui esclude le diverse categorie di docenti, chiedendo contestualmente il rinvio della legge 107/2015 alla Corte Costituzionale e il coinvolgimento della Commissione Europea rispetto alla violazione dei principi sulla stabilizzazione dei precari.
La prima azione legale si concentrerà sui motivi di illegittimità dei criteri previsti per evidenziare l'infondatezza sul piano giuridico, oltre che politico-sindacale, dell'operato dell'Amministrazione.
Rispetto agli altri profili oggetto di contestazione della legge 107/2015 - la mancata tutela della libertà d'insegnamento, la chiamata diretta, il cosiddetto merito e, novità di questi giorni, la revisione delle classi di concorso – si è dato mandato ai legali di procedere non appena disponibili i relativi provvedimenti attuativi.
Le Organizzazioni Sindacali ravvisano nella legge numerose incursioni in materia contrattuale, illegittime e sanzionabili, come affermato di recente dalla Corte Costituzionale, che daranno luogo ad ulteriori contenziosi.
Queste sono solo le prime azioni predisposte al fine di contrastare gli effetti negativi della legge 107/2015.

Molte altre seguiranno a partire dalla ripresa delle attività scolastiche a settembre.

Nel frattempo un nuovo appuntamento per un'iniziativa di carattere pubblico è fissato per l'11 settembre a Roma, dove avrà luogo un'assemblea unitaria delle RSU presso il Teatro Quirino.


Roma, 4 agosto 2015

 
BUONA SCUOLA, GILDA: "NO A COMITATI IMPROVVISATI PER REFERENDUM, SERVE UNITA'"
Comunicato

mi_piace"La battaglia referendaria contro la riforma della scuola può essere vinta soltanto unendo tutte le forze dell'associazionismo, del sindacato e della politica.

La posta in gioco è troppo alta e iniziative portate avanti da comitati improvvisati o da politici in cerca di visibilità rischiano di rivelarsi un boomerang: la cassazione dei quesiti o, peggio ancora, una sconfitta referendaria potrebbe solo rafforzare le ragioni della cosiddetta Buona Scuola".

A dichiararlo è la Gilda degli Insegnanti, che ribadisce la necessità di procedere all'organizzazione in tempi brevi di un comitato unitario per l'indizione di un referendum abrogativo di parti fondamentali della legge 107/2015 sostenuto da una solida consulenza giuridica a livello nazionale.

"Soltanto con un'azione unitaria possiamo affrontare positivamente uno sforzo organizzativo importante e una battaglia politica e culturale che deve essere vinta non tanto all'interno del 'popolo della scuola', ma in tutto il Paese.

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GILDA: RIFORMA IMPOSTA CON ARROGANZA DA UN SOLO PARTITO
Comunicato

pd_antidemocratico"Quella approvata oggi in via definitiva dall'Aula di Montecitorio è una riforma contro l'istruzione, imposta con arroganza da un unico partito che ha soltanto finto di ascoltare, ma in realtà è rimasto sordo per mesi al coro unanime di protesta sollevato da tutto il mondo della scuola.

E si tratta dello stesso partito che, durante il governo Berlusconi, era sceso in piazza per contestare l'ex ministro Gelmini, affermando che la scuola era un bene comune e che, quindi, doveva la riforma doveva essere condivisa".

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta l'ok incassato alla Camera dal ddl scuola.

"Non era mai accaduto finora in Italia che un partito consumasse uno strappo così profondo e irreparabile con il mondo della scuola provocando una frattura netta tra la politica e il paese reale.

Prima o poi – incalza il coordinatore della Gilda – i cittadini che lavorano nella scuola eserciteranno il loro diritto di voto e presenteranno il conto a questa casta politica. Renzi, che non è stato eletto, e Giannini, sfiduciata alle Europee e passata poi al Pd pur di restare a viale Trastevere, sono intervenuti a gamba tesa in un settore importante come la scuola, ignorando chi la scuola la vive e la fa ogni giorno.

Ecco perché – conclude Di Meglio - l'avvio del prossimo anno scolastico sarà a dir poco tumultuoso".

 

Roma, 9 luglio 2015

 
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