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cicogna

 

 

graduatorie_istituto_2017_20

LICEO BREVE: SPERIMENTAZIONE IMPROVVISATA
Comunicato

un_quinto“Una sperimentazione nel segno dell’improvvisazione, senza alcun fondamento scientifico e totalmente orfana di linee guida nazionali che diano indicazioni utili alle scuole sulle quali, quindi, viene scaricata ogni responsabilità dell’esito dei progetti”.

Duro il commento della Gilda degli Insegnanti sul liceo breve, oggetto questa mattina di un incontro al Miur tra organizzazioni sindacali e Amministrazione.

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LICEO BREVE: SPERIMENTAZIONE IMPROVVISATA
Comunicato

un_quinto“Una sperimentazione nel segno dell’improvvisazione, senza alcun fondamento scientifico e totalmente orfana di linee guida nazionali che diano indicazioni utili alle scuole sulle quali, quindi, viene scaricata ogni responsabilità dell’esito dei progetti”.

Duro il commento della Gilda degli Insegnanti sul liceo breve, oggetto questa mattina di un incontro al Miur tra organizzazioni sindacali e Amministrazione.

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COMUNICATO STAMPA FGU-GILDA SULLA MOBILITAZIONE DEGLI STUDENTI CONTRO L'ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO DEL 13 OTTOBRE 2017
Comunicato

 the_wallLa FGU-Gilda degli Insegnanti esprime comprensione per le iniziative di protesta degli studenti contro l'applicazione della legge 107/15 in merito alla cosiddetta "alternanza scuola-lavoro".

La Gilda fin dal primo momento ha criticato aspramente le norme inserite nella Buona Scuola che prevedevano obblighi quantitativi di ore di alternanza scuola-lavoro non compatibili con gli assetti dell'offerta formativa del triennio degli istituti secondari di secondo grado. La Gilda non è aprioristicamente contro esperienze di alternanza che abbiano caratteristiche di qualità e di reale arricchimento formativo e culturale degli studenti, ma ritiene che in questi primi anni l'alternanza si sia dimostrata spesso una inutile perdita di tempo per docenti e studenti e , in alcuni casi, addirittura una forma di sfruttamento del lavoro giovanile.

Troppe risorse sono state spese per una esperienza che deve essere complessivamente rivista (100 milioni annui, ma si pensi anche alle migliaia di ore che i docenti devono perdere per organizzare l'alternanza e ai tanti docenti "potenziati" che invece di andare in classe ad insegnare fanno gli impiegati per organizzare i rapporti con le imprese).
In questo senso la Gilda ribadisce il suo sostegno alla protesta degli studenti chiedendo una radicale revisione delle legge 107/15 anche in merito alle parti inerenti le esperienze di alternanza scuola-lavoro.

Roma, 10 ottobre 2017

 
CHIAMATA DIRETTA, GILDA: DA PILASTRO A FALLIMENTO DELLA BUONA SCUOLA
Comunicato

crolloSarebbe dovuta essere un pilastro della "Buona Scuola" ma si è rivelata un fallimento. La chiamata diretta, che avrebbe dovuto garantire alle scuole italiane i docenti con le competenze più adatte alle esigenze dei PTOF, è stata snobbata dalla maggior parte dei dirigenti scolastici.

È quanto emerge da una rilevazione condotta dalla Gilda degli Insegnanti attraverso le sue sedi provinciali.

I dati raccolti dal sindacato tracciano una situazione a macchia di leopardo, con il Nord più ligio e le regioni del Centro e del Sud dove invece i presidi hanno preferito che ad assegnare i professori ai loro istituti fossero gli uffici scolastici territoriali.

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MOBILITÀ ANNUALE, GILDA: A RISCHIO FIRMA CONTRATTO
Comunicato

 "A rischio la firma del CCNI sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie 2017/2018". A

dichiararlo è la Gilda degli Insegnanti dopo un incontro molto animato che si è svolto questa mattina al Miur tra l'Amministrazione e le organizzazioni sindacali.

"Siamo pronti a non siglare il contratto - spiega la Gilda - perché non è stata accolta alcuna delle nostre tre richieste avanzate il 13 luglio scorso riguardanti l'eliminazione dell'obbligo di convivenza per il ricongiungimento al genitore; la possibilità di presentare domanda di assegnazione provvisoria tra comuni diversi della provincia degli aventi diritto; il superamento della limitazione abnorme nel diritto ad esprimere preferenze.

Inoltre l'Amministrazione non ci ha fornito nessuna spiegazione sul motivo del diniego".

"Ancora più assurda la convocazione di questo incontro nell'ultimo giorno utile prima della scadenza dei termini fissati per oggi. Si tratta di un comportamento che denota una mancanza di rispetto nei nostri confronti e - conclude la Gilda - che deteriora ulteriormente le relazioni sindacali".

Roma, 31 agosto 2017

 
L'INAMOVIBILITÀ DEI DOCENTI È UN FALSO PROBLEMA
Comunicato

fedeli"L'inamovibilità dei docenti di cui parla la ministra Fedeli è un falso problema, perché la normativa attuale prevede la possibilità di sanzionare, e nei casi più gravi anche di rimuovere e destinare ad un'attività diversa dalla didattica, un insegnante incapace".

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, replica alle dichiarazioni rilasciate ieri dalla titolare di viale Trastevere durante il Meeting di Cl a Rimini.

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ALTERNANZA SCUOLA LAVORO, GILDA: "STUDENTI HANNO BUONE RAGIONI PER PROTESTARE"
Comunicato

"Esprimiamo solidarietà agli studenti scesi in piazza per protestare contro le modalità con cui viene gestita l'alternanza scuola-lavoro".

È quanto dichiara la Gilda degli Insegnanti in occasione delle manifestazioni in corso oggi in 70 città italiane.

"Abbiamo criticato aspramente fin dal primo momento le norme inserite nella 'Buona Scuola' che prevedono obblighi quantitativi di ore di alternanza scuola-lavoro non compatibili con gli assetti dell'offerta formativa del triennio delle scuole superiori.

Il nostro sindacato - spiega la Gilda - non è aprioristicamente contro questo tipo di esperienze che, se organizzate bene, possono essere occasioni di reale arricchimento formativo e culturale per gli studenti. Riteniamo, però, che fino ad oggi l'alternanza si sia dimostrata spesso un'inutile perdita di tempo per docenti e alunni e, in alcuni casi, addirittura una forma di sfruttamento del lavoro giovanile".

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CHIAMATA DIRETTA, GILDA: MIUR AMMETTE FLOP, SI TORNI ALLE GRADUATORIE

 fallimento"Sul flop totale della chiamata diretta abbiamo ampiamente ragione come dimostrano anche i dati del Miur pubblicati dal Sole 24 Ore: preso atto del fallimento, adesso si ritorni al sistema delle graduatorie con criteri oggettivi, così come previsto dalla Costituzione".

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta i risultati del monitoraggio effettuato da viale Trastevere.

Secondo i grafici forniti dal ministero, e riportati dal Sole 24 Ore, nelle operazioni di trasferimento è stato individuato dai dirigenti scolastici meno del 30% dei circa 12mila insegnanti finiti negli ambiti territoriali, cioè poco più di 3.300.

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SMARTPHONE, GILDA: IN CLASSE SÌ E NELLA CARTA DEL DOCENTE NO, PERCHÈ?
Comunicato

byod "Sull'uso didattico degli smartphone in classe continuiamo a nutrire seri dubbi perché, più che appassionare gli studenti, riteniamo che possa danneggiarli. Studi autorevoli sul tema confermano la nostra tesi sostenuta anche da un esperto del settore come il professor Manfred Spitzer, autore di 'Demenza digitale' e 'Solitudine digitale', il quale afferma che l'uso dello smartphone a scuola riduce di molto le performance degli studenti". Così la Gilda degli Insegnanti commenta le dichiarazioni della ministra Fedeli.

"Inoltre - sottolinea il sindacato - rileviamo una netta contraddizione tra quanto affermato dalla ministra e le disposizioni contenute nelle faq del Miur sulla Carta del Docente che escludono gli smartphone dall'elenco dei beni acquistabili con il bonus. Forse - conclude la Gilda - sarebbe opportuno che viale Trastevere facesse chiarezza su questo punto, visto che secondo la ministra 'il tema è insegnare ai ragazzi come si sta sul digitale con la gestione e responsabilità dei docenti' e che, dunque, lo smartphone diventerebbe uno strumento didattico a pieno titolo".

Roma, 12 settembre 2017

 
SUPPLENZE, GILDA: SU LIMITE 36 MESI MIUR EMANI NOTA INTEGRATIVA
Comunicato

"Nella circolare sulle supplenze emanata il 29 agosto, il Miur ha citato soltanto la legge 107/2015, omettendo di specificare che, in base a quanto stabilito dalla legge di Bilancio del 2017, il calcolo dei 36 mesi deve partire dal 1 settembre 2016.

Si tratta di una dimenticanza grave che rischia di creare grande confusione nelle scuole su un argomento molto delicato".

Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che chiede all'Amministrazione di emanare una nota integrativa per evitare inutili contenziosi.

"Riteniamo comunque - aggiunge Di Meglio - che il comma 131 della legge 107/2015, con cui si vieta l'assunzione dei supplenti che abbiano prestato servizio su posti vacanti e disponibili per oltre 36 mesi, a partire dal 2019 sarà causa di innumerevoli ricorsi e probabilmente finirà all'attenzione della Corte Costituzionale".

Roma, 31 agosto 2017

 
LICEO BREVE, DI MEGLIO: SPETTA AI COLLEGI DOCENTI VOTARE LE PROPOSTE
Comunicato

Bills-blog-images_07_1"Poiché spetta ai collegi dei docenti deliberare sulla sperimentazione dei licei brevi, lanciamo un appello ai colleghi affinché valutino attentamente i progetti di adesione al bando del Miur ed esprimano un voto che tenga conto di tutte le criticità e delle ricadute che l'accorciamento del percorso di studi potrebbe avere sulla preparazione degli alunni e sull'organico del corpo docente".

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta il Piano nazionale di sperimentazione lanciato da viale Trastevere per portare gli studenti dei licei e degli istituti tecnici a diplomarsi in quattro anni.

"Il testo del decreto non è ancora stato pubblicato, ma l'impressione è che si tratti di uno specchietto per le allodole: ridurre di un anno l'iter formativo dei ragazzi non significa garantire automaticamente un posto di lavoro appena terminata la scuola superiore. Se l'obiettivo è metterci al passo con gli altri Paesi europei, - afferma Di Meglio - la strada da seguire non è questa.

Occorrerebbe, invece, realizzare diversi corsi di studio e rivedere l'intera organizzazione".

Il coordinatore della Gilda sottolinea che "il liceo breve di quattro anni è stato già sperimentato in questi ultimi anni, ma non sappiamo con quali risultati". Inoltre, secondo Di Meglio, non va sottovalutata la questione occupazionale: "Tagliando di un anno il percorso di studi, si ridurrebbe anche il corpo docenti. Si tratta di un aspetto che inevitabilmente suscita preoccupazione".

Roma, 8 agosto 2017

 
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