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Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i Decreti Legislativi della L. 107/2015Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i Decreti Legislativi della L. 107/2015
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L. STABILITA', DI MEGLIO: 300 MLN PER RINNOVO CONTRATTO SONO 4 CAFFE' AL MESE
Comunicato

toto_caffe"Se le condizioni per il rinnovo del contratto nazionale del pubblico impiego saranno quelle annunciate da Renzi in conferenza stampa, la nostra risposta al tavolo negoziale non potrà che essere 'buongiorno' e 'arrivederci'".

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta lo stanziamento di 300 milioni di euro previsto dalla legge di Stabilità approvata ieri dal Consiglio dei Ministri.

"Si tratta di una cifra irrisoria, anzi offensiva se si considera che gli stipendi dei dipendenti pubblici, e quindi anche degli insegnanti, sono bloccati da sei anni.

Trecento milioni – dichiara Di Meglio – produrranno un aumento in busta paga di circa 7 euro lordi per ciascun lavoratore, cioè poco più di 4 euro netti a testa.

Con questi spiccioli, ci si potranno permettere quattro caffè in più al bar ogni mese, nulla di più.

Si tratta di una foglia di fico che - conclude il coordinatore della Gilda – nasconde la reale intenzione del Governo di protrarre il blocco del contratto nonostante la sentenza della Corte Costituzionale ne abbia dichiarato l'illegittimità".

 

Roma, 16 ottobre 2015

 
ESCLUSIONE DEI PRECARI DALLE ASSUNZIONI, RICORSO UNITARIO DEI SINDACATI SCUOLA AL TAR

oo_ss_unitariePresentati due ricorsi al Tar Lazio contro "La buona scuola".
Incostituzionale per i sindacati l'esclusione dal piano di assunzioni di numerosi precari docenti e Ata.


Come preannunciato quest'estate, i sindacati rappresentativi della scuola – Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS-Confsal e GILDA-Unams - hanno impugnato unitariamente davanti al Tar Lazio il primo provvedimento applicativo della legge 107/2015, ovvero il DGG n.767/2015, che esclude illegittimamente dal piano straordinario di assunzioni diverse tipologie di lavoratori precari.
Questa norma, come sostenuto nel ricorso, non risulta conforme ai principi generali e costituzionali del nostro ordinamento giuridico dal momento in cui esclude docenti che pur essendo abilitati non sono stati ricompresi tra coloro che possono partecipare al piano assunzionale.

 

In particolare la norma esclude dal piano i docenti abilitati TFA, PAS, ma anche i diplomati magistrali ante 2001-02 cui il Consiglio di Stato ha riconosciuto il valore abilitante del titolo posseduto, gli idonei dei concorsi per titoli ed esami banditi anteriormente al 2012, il personale docente di scuola dell'infanzia e infine i tanti supplenti che avendo più di 36 mesi di servizio potrebbero rivendicare la stabilizzazione così come indicato dalla sentenza della Corte di Giustizia europea.

 

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DIPLOMATI MAGISTRALI, DI MEGLIO: "GOVERNO FACCIA CHIAREZZA"

ingiustizia"Non possono esistere due giustizie, il sistema dei due pesi e delle due misure non è accettabile in un Paese civile ed è incredibile che il Miur se ne lavi le mani".

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta l'avviso emanato ieri da viale Trastevere in merito alla questione dei docenti con diploma magistrale che chiedono l'inserimento nelle Gae.

Secondo il dicastero guidato da Stefania Giannini, la sentenza del Consiglio di Stato numero 1973 del 16 aprile scorso non ha efficacia erga omnes e vale soltanto per chi ha presentato ricorso.

"Non è ammissibile che esistano due tribunali diversi competenti, perché il giudice naturale è uno solo.

Perciò chiediamo ancora una volta al ministero dell'Istruzione di chiarire se la giurisdizione spetti al giudice amministrativo o a quello ordinario.

Inoltre non è possibile che siano individuate soluzioni diverse per situazioni uguali.

A questo punto – conclude Di Meglio – sarebbe doveroso che il Governo intervenisse in via legislativa".

 

Roma, 7 ottobre 2015

 
PIANO ASSUNZIONI, GILDA: “FASE B GRANDE FLOP”

bolla_sapone"Il Governo ha ben poco da festeggiare: la fase B del piano di assunzioni è stato un grande flop.
Il numero di candidati che hanno fatto domanda non riuscirà a coprire il contingente del piano straordinario".

Così Antonio Antonazzo, referente precari della Gilda degli Insegnanti, commenta i dati pubblicati ieri dal Ministero dell'Istruzione (e rielaborati nella tabella in allegato, ndr).
"Le domande sono circa 71.000, ma di queste circa 15.000 sono dell'infanzia e quindi quelle reali sono circa 56.000.

Già in fase B – spiega Antonazzo - i posti di sostegno dell'infanzia, della primaria e della media, non saranno tutti coperti. Ciò significa che non ci saranno candidati di sostegno per la fase C se non per la sola scuola secondaria superiore. Per la fase C, pur supponendo che i candidati siano distribuiti in maniera tale da poter coprire tutte le classi di concorso che verranno individuate e che tutti i posti di sostegno di questa fase verranno assegnati alle superiori, rimarrebbero 14.000 posti scoperti.

Ma è già possibile affermare con certezza che saranno almeno il doppio se non di più. Per fare un esempio – prosegue Antonazzo - sulla classe A019 (discipline giuridiche ed economiche, ndr) ci sono oltre 5400 domande di candidati per poche decine di posti nella fase B e, per bene che vada, qualche centinaia nella fase C. Viceversa in altre classi di concorso, come il sostegno nelle scuole medie, risultano molti posti disponibili, circa 1500-2000 in fase B, senza candidati".

 "Questi numeri – conclude Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda - dimostrano in maniera inequivocabile l'inadeguatezza del piano di immissioni in ruolo messo a punto dal Governo e il paradosso per cui i precari che rientrano nella fase C, nonostante i loro punteggi più bassi, hanno maggiori possibilità di ottenere una cattedra vicino casa mentre quelli della fase B, pu con punteggi più alti, rischiano di dover emigrare".


Roma, 27 agosto 2015

 
DI MEGLIO: DIRIGENTI SCOLASTICI RISPETTINO POTERI ORGANI COLLEGIALI
Comunicato

padrone_del_vapore "L'inizio dell'anno scolastico, oltre alle croniche difficoltà quali orari ridotti, classi numerose e girandola di supplenti, quest'anno deve anche scontare i primi effetti negativi della legge 107/2015".

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta le numerose segnalazioni, che pervengono al sindacato dalle scuole di tutta Italia, riguardanti i maggiori poteri concessi ai dirigenti scolastici dalla cosiddetta Buona scuola.

"Alcuni presidi, approfittando della confusione creata dall'attuazione della riforma, si arrogano poteri non contemplati dalla normativa in vigore, esigendo il recupero delle ore non previste dal Piano annuale delle attività, pretendendo di nominare le figure strumentali e i membri del comitato di valutazione.

Bisogna ricordare - sottolinea Di Meglio - che la legge 107/2015 non interviene sui poteri del Collegio dei docenti e sull'orario di servizio degli insegnanti che pertanto rimangono quelli stabiliti dal Testo unico del 1994 e dal Ccnl.
Infatti il dirigente scolastico, come ricordano anche recenti sentenze e il comma 2 della 107/2015, deve operare nel rispetto degli organi collegiali, cioè Collegio docenti e Consiglio d'Istituto, i cui poteri sulla didattica e sulla elezione delle funzioni strumentali e dei membri del comitato di valutazione sono garantiti dalle norme in vigore".

"Ciononostante, alcuni dirigenti scolastici, forti della grande enfasi propagandistica data dal presidente del Consiglio e dal ministro dell'Istruzione ai loro maggiori poteri, si stanno comportando come i nuovi 'padroni del vapore' e stanno creando nelle scuole un clima di tensione che – conclude il coordinatore della Gilda - non porta certo a migliorare la qualità dell'insegnamento".

Roma, 12 ottobre 2015

 
DIPLOMATI MAGISTRALI, GILDA: SITUAZIONE SCANDALOSA, MIUR INTERVENGA
Comunicato
lo strano caso dei diplomati magistrali“È scandalosa la situazione in cui si trovano i diplomati magistrali che, pur in possesso dell'abilitazione per insegnare nella scuola primaria, sono in balia dell'incertezza più assoluta a causa dei numerosi ricorsi avviati per ottenere l'inserimento nelle Gae”.
A dichiararlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che cita l'esempio di alcune province dove ci sono docenti assunti e poi licenziati per lasciare la cattedra ad altri diplomati magistrali che hanno presentato e vinto il ricorso.
 
Manca del tutto la certezza del diritto – incalza Di Meglio – perché ci sono insegnanti che si sono rivolti al Tar e altri al giudice del lavoro e in alcuni casi hanno vinto il ricorso e in altri no, nonostante le condizioni fossero identiche. E' assurdo che non si chiarisca di chi sia la competenza giurisdizionale e che il Miur taccia.
Chiediamo perciò al ministro Giannini – conclude il coordinatore della Gilda – di intervenire subito per sanare questa situazione paradossale”.
 
Roma, 28 settembre 2015
 
 
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