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Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i Decreti Legislativi della L. 107/2015Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i Decreti Legislativi della L. 107/2015
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DELEGHE 107/15 IN DIRITTURA D'ARRIVO, INCONTRO TRA MIUR E SINDACATI
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firme_in_biancoRELAZIONE SU INCONTRO RELATIVO ALLE DELEGHE LEGGE 107/15
4 APRILE 2017 Salone dei Ministri MIUR

 

Il giorno 4 aprile si è tenuta una riunione fiume tra Amministrazione, Governo e OO.SS. relativa all'imminente presentazione e approvazione in Consiglio dei Ministri delle Deleghe della 107/15.

La riunione è durata dalle ore 18 alle ore 23.30 senza interruzioni ed è stato spiegato che l'urgenza della convocazione è stata determinata dal fatto che il Presidente della Repubblica Mattarella la prossima settimana sarà all'estero e pertanto si deve chiudere subito la questione deleghe.
Alle OO.SS. sono stati dati solo in visione temporanea i testi delle deleghe definitive premettendo che:
- I testi sono secretati fino al Consiglio dei Ministri
- Le eventuali ulteriori osservazioni delle OO.SS. potevano sono in minima parte essere accolte poiché la Ministra ha voluto in primis inserire la maggior parte delle proposte e osservazioni approvate dalle Commissioni Parlamentari
Il fatto che siano state recepite in gran parte le osservazioni delle Commissioni Parlamentari ha rappresentato, a nostro avviso, un aumento della confusione e della complessità in alcune deleghe e un loro oggettivo peggioramento rispetto al testo originario. In sintesi le principali novità presentate delega per delega.

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Deleghe Legge 107/2015, incontro al Miur
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Nell´incontro si sono affrontate solo alcune delle deleghe, spostando l´analisi delle restanti ad un successivo incontro

La mattina di mercoledì 9 novembre presso il salone dei Ministri al MIUR si è tenuto tra Amministrazione e OO.SS. un primo incontro relativo all´informazione sullo stato delle deleghe previste dalla legge 107/15 (Buona Scuola).

 

Come capodelegazione dell´Amministrazione è presente la dott.ssa De Pasquale che introduce l´incontro comunicando che le bozze delle deleghe sono in fase di elaborazione e che alcune sono in fase di verifica avanzata da parte del MEF.

La data prevista per l´approvazione dei decreti al Consiglio dei Ministri dovrebbe essere il 15-16 gennaio 2017.
Le bozze, che non sono state consegnate concretamente alle OO.SS., sarebbero oggetti di ulteriori modifiche e di osservazioni da parte delle OO.SS.
In questa riunione, vista la complessità della materia, si sono affrontate solo alcune delle deleghe spostando l´analisi delle restanti ad un successivo incontro (16 novembre ).
La dott.ssa De Pasquale ha quindi invitato i referenti degli uffici competenti di ciascuna delega a relazionare sullo stato dell´arte.

Il Dott. Pierro (Direzione dello Studente) ha presentato le linee guida della bozza inerente la delega sul diritto allo studio.

In ottemperanza con il testo della legge 107/15 si tratta di un decreto snello e meno complesso di altri. Nel decreto saranno previste la garanzia della effettiva concretizzazione del diritto allo studio con riferimento ai LEP (livelli essenziali delle prestazioni) con effettività comprendente il percorso di studi obbligatorio (di norma biennio scuola secondaria di secondo grado).

Si tratta di superare la sperequazione esistente a livello regionale con linee che garantiscano l´omogeneità dei LEP senza aumento degli oneri dal punto di vista del bilancio dello Stato.

L´ISEE sarebbe punto di riferimento per le agevolazioni e le esenzioni per i singoli servizi (tasse scolastiche, trasporti, mense,ecc.). Si prevede un potenziamento dell´istruzione domiciliare e ospedaliera. Per le tasse scolastiche sono state trovate risorse aggiuntive per consentire ad una maggiore platea di interessati di usufruire degli esoneri (sempre a base ISEE).

Per i trasporti si spingeranno gli EE.LL. per favorire i trasporti collegati alla mobilità sostenibile. Per i libri di testo si utilizzerà come MIUR il fondo di 193 milioni di euro appannaggio del Ministero degli Interni con un trasferimento accompagnato da specifiche norme. Saranno previsti 20 milioni per borse di studio finalizzate al superamento della sperequazione a livello regionale concentrando gli aiuti negli ultimi anni dell´istruzione superiore. Le finalità sono concernenti all´abbattimento della dispersione scolastica.
E prevista la Carta dello Studente come strumento per il diritto allo studio associata all´identità digitale (standard speed). È prevista una Conferenza Nazionale per il Diritto allo Studio per fare sintesi tra i soggetti coinvolti (regioni e MIUR in primis).

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In merito all´Istruzione professionale, l´amministrazione prende atto che il DPR 87 (riforma Gelmini) ha portato problemi e difficoltà nella sua applicazione con una radicale diminuzione delle iscrizioni.

Si tratta di fatto di un fallimento della legge. La materia appare complessa anche perché prevede l´interlocuzione con regioni e ministero del lavoro. La finalità della delega è riaffermare l´identità dell´istruzione professionale nei confronti dell´istruzione tecnica. Purtroppo vi sono situazioni in cui negli istituti professionali l´utenza appare caratterizzata (soprattutto nel centro-nord) da giovani immigrati e da situazioni di fragilità sociale. Bisogna tentare di ridurre l´alto tasso di abbandono degli studenti in particolare nel primo biennio.
Le linee guida della delega prevedono pertanto: la ridefinizione degli indirizzi di studio (sei indirizzi con opzioni, curvature, ecc.) riportando il sistema ad una linearità di 11 indirizzi superando il sistema delle articolazioni e delle opzioni; l´utilizzo da parte delle scuole nell´autonomia delle quote di flessibilità; l´innovazione delle metodologie con processi di individualizzazione dell´apprendimento; la costruzione progressiva di un percorso formativo individuale con un patto formativo individuale; l´aggregazione delle discipline per assi culturali; la riduzione delle materie di studio senza esuberi e sforamenti dell´organico; il potenziamento della didattica laboratoriale recuperando le attività di laboratorio e le compresenze. Si prevedono in questo senso (+ 40 milioni - 2017- poi 90 milioni in più negli anni successivi).
Nella bozza si prevede il recupero nella didattica degli ITP in esubero e un ricalcolo nei quadri orari del triennio delle ore a favore delle materie di indirizzo. Si passerebbe quindi dall´attuale 2+2+1 ad una scansione 2+1+1+1.

In merito alle Qualifiche, l´amministrazione ha preso atto che la riforma Gelmini e successive modificazioni ha fallito. La scelta è quindi di ritornare a percorsi mirati almeno triennali. La delega riguarderà anche di rideterminare i rapporti con l´ifp regionale mediante un sistema di relazioni più stretto anche con la costituzione di Reti delle istituzioni scolastiche a livello territoriale.

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In merito alla delega sulla Valutazione l´amministrazione (in modo abbastanza confuso) ha evidenziato la necessità di intervenire con modifiche della didattica mediante le metodologie innovative.

Si tratterebbe di superare l´incoerenza normativa concernente la valutazione formativa mediante una ridefinizione della valutazione degli apprendimenti.

Per il primo ciclo si prevede la sostituzione dei voti con lettere riferite ad indicatori nazionali in coerenza con indicazioni nazionali. Per quanto concerne la riduzione delle bocciature nella scuola primaria si tratta di limitare l´insuccesso scolastico a poche e chiare situazioni mentre bisognerebbe "uscire dall´ipocrisia nella secondaria di primo grado" laddove è normale la trasformazione dei 5 in 6 che sinora non è stata compresa dagli studenti.

In questo senso è necessario che vi sia trasparenza e chiarezza della valutazione nel PTOF inserendo interventi di personalizzazione dei percorsi formativi per evitare la dispersione. Per ciò che concerne gli esami della secondaria di primo grado si conferma l'esclusione della prova invalsi e, pur mantenendo il modello attuale con l´unica novità della presidenza della commissione affidata al Dirigente Scolastico, saranno emanate indicazioni nazionali su come dovranno essere le prove d´esame con specifici indicatori di livelli.

La prova Invalsi sarebbe collocata ad aprile per favorire l´autovalutazione e avrebbe ricadute anche informative sulle competenze di base. Non ci sarebbe in prospettiva più il tradizionale diploma ma una attestazione delle competenze.


Per l´esame del secondo ciclo (Esame di Stato) si prevede l´eliminazione della terza prova e la modifica del punteggio con peso 40 punti per i crediti scolastici di ammissione e 60 punti per le prove di esame. Il punteggio dei crediti dovrebbe avere una ponderazione più bassa per la terza per poi aumentare negli anni successivi. Le prove Invalsi sarebbero fuori dall´esame ma diventerebbero obbligatorie per sostenere l´esame. Saranno predisposte griglie nazionali per la correzione delle prove. La composizione della commissione rimane mista, così pure la scelta dei presidenti di commissione (si sconfessano le notizie circolate recentemente dalla stampa). La seconda prova e il colloquio saranno tarati per valorizzare il curricolo dello studente nella scuola. L´esame di maturità non cambia per quest´anno scolastico.

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La dott.ssa Leoni ha relazionato invece sulla delega 0-6 anni: esisteva una grande ipoteca sui finanziamenti, ma Renzi in persona ha dato concretezza alla delega.

Si tratta di quindi di coordinare competenze diverse (Regioni, EE.LL., privati). L´obiettivo è di arrivare ad almeno il 33% di copertura 0-3 anni con coerenza e diffusione nazionale.

Sarà costituito un Fondo unico delle risorse che è un modo per poter vincolare risorse che le regioni ricevono ma possono ora essere utilizzate in modo diverso. Pur nel rispetto delle competenze degli EE.LL. il coordinamento dei servizi dell´infanzia sarà affidato al MIUR introducendo standard da rispettare per superare le differenze territoriali. La scuola dell´infanzia resta diversa dai nidi pur in un progetto integrato di natura educativa favorendo l´unitarietà della ricerca e l´innovazione didattica e metodologica per i piccoli. È previsto un importante investimento per l´edilizia scolastica per nidi e scuola dell´infanzia.

Si favorirà la ripartenza della scuola dell´infanzia che ha avuto una flessione di iscrizioni negli ultimi anni con il rilancio delle sezioni primavera. Ci sarà per questo il passaggio diretto delle risorse ai comuni. Sarò definito inoltre un tetto massimo per la partecipazione delle famiglie alle spese con riferimento all´Isee (per i nidi 0-3). L´amministrazione rimane ancora sul vago circa l´introduzione del potenziamento nella scuola dell´infanzia adducendo che si tratta di altro capitolo di bilancio e altro provvedimento. In merito al coordinamento pedagogico 0-3 deve essere risolto nella delega lo status giuridico e professionale del personale attualmente coinvolto.

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La riunione sulle rimanenti deleghe (disabilità, reclutamento, testo unico, formazione iniziale, scuole italiane all´estero) è convocata il giorno 16 novembre.

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La delegazione della FGU-Gilda degli Insegnanti ha preso atto delle comunicazioni del MIUR evidenziando le seguenti posizioni:
- Non è possibile esprimere un parere compiuto sullo stato delle deleghe finchè non ci sono testi scritti sui quali lavorare. La delegazione ha chiesto di avere per iscritto almeno le linee di riferimento essenziali delle deleghe.


- In merito all´istruzione professionale la FGU ha ricordato di essersi battuta con ogni mezzo per evitare la riforma Gelmini che all´epoca era stata improvvidamente difesa da pedagogisti, esperti del mercato del lavoro, ecc. Con soddisfazione prende atto che l´amministrazione ha ammesso che la riforma era ed è stata un vero fallimento portando gli istituti professionali allo sbando. Concorda sulla radicale revisione dell´attuale impianto che dovrebbe favorire la laboratorialità e il potenziamento delle compresenze degli ITP. Appare ancora confusa la normativa sul sistema delle qualifiche che risulta ancora frammentato. Sarebbe opportuno ritornare alla certezza del sistema della qualifiche così come era concepito pre-Gelmini. Prima di dare un giudizio serio è in ogni caso necessario avere un panorama sui nuovi quadri orario e sulle modalità di introduzione della nuova riforma.


- Sulla valutazione la FGU esprime grandi perplessità non solo perché in nome di un astratto "successo formativo" si impongono di fatto soluzioni che introducono l´ennesima modificazione delle griglie di valutazione e delle modalità di valutazione. Appare incredibile che si introducano lettere al posto dei voti laddove, a livello generale e culturale italiano, tutti tendono a commensurare giudizi e lettere in voti. Preoccupa soprattutto la filosofia di fondo che sottende l´impianto della delega, che spinge di fatto verso la riduzione delle possibili bocciature senza entrare nel merito dei motivi che possono portare all´insuccesso scolastico. Ciò determina confusione e apre le strade per pericolose scelte inerenti l´abolizione del valore legale del titolo di studio, derubricato a certificazione di competenze. Positiva è la scelta di togliere dall´esame di terza media le prove Invalsi, cosa richiesta da anni dalla Gilda, mentre appare pessima la scelta di inserire obbligatoriamente le prove Invalsi nell´ultimo anno della secondaria di secondo grado per essere ammessi all´Esame. Su questo intendiamo dare battaglia.


- Sulla delega 0-6 anni la relazione è stata ancora fumosa anche se è stato chiarito finalmente che le competenze e i ruoli tra nidi e scuola dell´infanzia saranno diversi. Non è ancora chiaro il livello di competenze professionali richieste per i nidi (laurea triennale??) e non è stato chiarito formalmente se e quanto peserà la decisione di introdurre il potenziamento nella scuola dell´infanzia. Senza un testo scritto appare impossibile fare osservazioni e proposte.

 
Progetto 0-6 anni: docenti infanzia figli di un Dio minore
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convegno Scuola Infanzia - Venezia, 29 gennaio 2016La funzione docente è unica nella sua specificità e non va confusa la scuola dell´infanzia con il segmento pre-scolare che va da 0 a 3 anni.

In questo senso, il progetto di istituire il ciclo 0-6 anni rischia di aumentare la confusione di cui è già piena la cosiddetta Buona Scuola, che di buono ha soltanto il nome".

 

E´ quanto afferma Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che ha partecipato al convegno "Scuola dell´infanzia: ieri, oggi, ma domani?" svoltosi a Venezia il 29 gennaio 2016.

"La delega 0-6 prevista dalla riforma - spiega Di Meglio - probabilmente resterà lettera morta perché mancano sia le risorse per la generalizzazione della scuola dell´infanzia, sia quelle per aumentare il servizio degli asili nido".

"Gli insegnanti dell´infanzia - aggiunge il coordinatore della Gilda - sono trattati come figli di un dio minore rispetto agli altri docenti, perché esclusi dal piano nazionale di assunzione in attesa di un nuovo ciclo di istruzione che difficilmente verrà realizzato. A questa discriminazione va posto rimedio, come ha evidenziato anche il Consiglio Superiore dell´Istruzione nel suo parere sul bando del prossimo concorso".

Roma, 29 gennaio 2016
Ufficio stampa Gilda degli Insegnanti

 
RIFORMA SCUOLA INFANZIA E PERIODO 0/6 ANNI, MOLTISSIMI I PUNTI OSCURI
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scuola_infanziaOggi si è tenuto un ulteriore incontro in sede MIUR tra l'amministrazione e le OO.SS. sull'analisi e valutazione delle deleghe che accompagnano la legge 107/2015.
L'incontro odierno era sulla delega inerente la riforma zero-sei anni che dovrebbe ridisegnare l'assetto del servizio dei nidi e della scuola dell'infanzia.
L'amministrazione, rappresentata dal direttore generale Di Giacomo, dall'ispettrice Silvestro, dalla Direttrice di dipartimento Palumbo e, per la parte politica, da Giacomo Tizzanini (in rappresentanza del sottosegretario Faraone), senza presentare alcuna documentazione o proposta applicativa della delega, si è limitata a prendere atto delle osservazioni delle OO.SS. impegnandosi, dopo le proteste delle delegazioni in merito alle modalità di questa "fase di ascolto", a definire in futuro tavoli tecnici per entrare nel merito operativo della delega.
Di fatto in questa fase si è fatto riferimento al testo della legge 107 e alla proposta Puglisi 0-6 anni depositata al senato nel 2014.


La delegazione della Gilda ha evidenziato le seguenti osservazioni critiche:


La delegazione della Gilda ha espresso con veemenza il suo sconcerto circa la mancata partecipazione degli insegnanti della scuola dell'infanzia al piano straordinario di assunzioni , fatto giustificato dal governo dall'imminente approvazione della delega sul sistema integrato 0-6.
E' sicuramente positivo che il governo prenda in considerazione una nuova collocazione dei nidi all'interno di percorsi formativi complessivi togliendoli dal segmento dei servizi a domanda individuale, ma ciò non deve far venir meno la specificità in ordine sia ai livelli gestionali che professionali degli insegnanti e degli operatori dei due settori 0-3 e 0-6;
In particolare la delega parla di "servizio integrato" introducendo addirittura momenti di compresenza tra educatori e insegnanti della scuola dell'infanzia. Ciò preoccupa perché configura, nell'assenza di una chiara specificità dei due percorsi, una sorta di funzione unica degli insegnanti che potrebbero essere collocati indifferentemente nei nidi e nella scuola dell'infanzia;
Lo stesso concetto di servizio integrato 0-6 anni, così come è stato inserito nelle deleghe della 107, apre di fatto la possibilità di chiedere alle famiglie una quota di partecipazione alle spese del servizio (quindi anche della scuola dell'infanzia) su tutto l'arco 0-6 mentre ora la partecipazione alle spese del servizio è presente in maniera strutturale, anche con notevoli tariffe, nei nidi comunali, paritari, privati.


La delegazione della Gilda ha dimostrato, sulla base del testo della proposta di legge Puglisi, che per introdurre il sistema integrato a regime servirebbe circa 1 miliardo e mezzo di risorse dedicate. Poiché appare evidente che nella discussione sul DEF e in tutte le proposte di spesa nella legge di stabilità non è previsto un euro per la riforma del servizio integrato, pare una vera e propria beffa quella di aver escluso dal piano di potenziamento la scuola dell'infanzia e ha chiesto all'amministrazione di verificare nel prossimo futuro l'apertura anche parziale del settore al piano straordinario assunzionale.

La Gilda calcola che i tempi tecnici di approvazione di una tale riforma sono sicuramente lunghi (due anni).
La Gilda ribadisce che parlare di servizio integrato penalizza la scuola dell'infanzia poiché essa fa parte del percorso formativo delle cittadine e dei cittadini italiani e pertanto deve essere concepita non come mero "servizio", ma come istituzione integrata nel primo ciclo, fatto stante che i livelli di qualità ed eccellenza che la scuola dell'infanzia ha raggiunto nel nostro Paese sono riconosciuti a livello internazionale.

Nulla osta che il servizio dei nidi, dopo un percorso lungo e virtuoso di professionalizzazione e definizione degli standard possa essere sinergico alla scuola dell'infanzia.
Tutte le OO.SS. hanno inoltre evidenziato che il progetto si scontra con le oggettive difficoltà applicative concernenti la presenza sullo stesso segmento 0-6 di contratti di lavoro differenti aventi per contraenti le OO.SS., i comuni, le scuole paritarie private, senza contare la delega dei servizi di accudienza fatta in parte del territorio nazionale da cooperative private o altri enti privati.

Una riforma del segmento 0-6 dovrebbe prevedere a monte almeno una armonizzazione dei contratti, degli status giuridici ed economici connessi degli operatori e degli insegnanti con il fine di adeguare lo status giuridico ed economico di tutti i docenti a quello statale.

Sino ad oggi il governo sembra non abbia preso in considerazione tali elementi problematici che abbisognano di numerosi tavoli tecnici con l'ANCI e con i rappresentanti delle scuole private paritarie con la riapertura di una specifica sessione contrattuale con le OO.SS.
Nella confusa attuazione della delega mancano infine i riferimenti certi sui controlli degli standard di qualità connessi al servizio offerto (sono fatti dal MIUR con propri ispettori? Sono delegati ai Comuni? Alle Regioni? Agli USR?). Ciò fa presagire l'avvio dei soliti percorsi "sperimentali" con dubbie modalità di controllo e monitoraggio.

 

A questo punto aspettiamo dal MIUR, ma soprattutto dalla parte politica, risposte chiare e precise sui temi oggetto delle osservazioni critiche che sono state riprese da tutte le OO.SS.

La delegazione

 
DDL scuola: audizione informale della Gilda
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È prevista per oggi, martedì 7 aprile 2015, a partire dalle ore 14:00, la Convocazione della VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione) della Camera dei deputati, in commissioni riunite (ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi, presso la Sala del Mappamondo), per le audizioni informali sulle questioni relative ai progetti di riforma del sistema nazionale di istruzione.

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