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ADEMPIMENTI SUI BES (BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI), SI VA VERSO UN RINVIO
Sostegno
BESRelazione sull'incontro del 26 giugno 2013 tra OO.SS. e Direzione generale dello studente sulla questione dei BES.

 

Nel pomeriggio del 26 giugno si è tenuto l'incontro, richiesto da tempo dalle OO.SS. all'amministrazione relativo all'attuazione della direttiva del 27 dicembre 2013 a firma Profumo, sui Bisogni educativi speciali e l'organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica. Per l'amministrazione era presente la Dott.ssa Boda.
La dott.ssa Boda ha esplicitato che la direttiva e la seguente circolare di marzo, in applicazione della stessa, sono state il frutto della necessità di porre in essere le norme sottoscritte dallo Stato Italiano a livello di Organizzazione Mondiale della Sanità e di dare risposte alle associazioni dei genitori. L'amministrazione ha dichiarato che, di fronte alla oggettiva difficoltà di rendere operativi tutti i passaggi previsti dalla circolare n.8 del 6 marzo 2013, qui in allegato con la direttiva di riferimento, di essere disponibile ad una revisione dei tempi e a un a graduazione operativa nelle scuole.

 

Le OO.SS. hanno espresso le seguenti considerazioni critiche:
• La circolare n. 8 del marzo 2013 appare oggettivamente impraticabile perché al suo interno sono presenti forzature rispetto alla direttiva di dicembre 2012;
• Si richiama l'applicazione dell'organico funzionale di istituto o di reti di scuola senza che esso sia stato applicato dal MIUR, che anzi continua a calcolare gli organici senza discostarsi dagli effetti negativi determinati dalla riforma Gelmini;
• Nella stessa circolare mancano chiari indicatori che consentano alle scuole e ai docenti di identificare la presenza di bisogni educativi speciali soprattutto laddove si parla genericamente di difficoltà economico-sociali o di contesto. Non appare plausibile scaricare sui docenti e sui consigli di classe la responsabilità di definire percorsi BES per situazioni soggettive che possono essere trattate con disparità di trattamento sul territorio nazionale o addirittura tra scuola e scuola. Ciò crea per i docenti profondo disagio essendo delegate loro competenze che appaiono troppo discrezionali. Qualsiasi decisione in merito, senza l'opportuno apporto dei servizi sociali o socio-sanitari, può determinare critiche da parte delle famiglie interessate.
• Mancano i necessari riferimenti alla scuola dell'infanzia (l'amministrazione l'avrebbe dimenticata perché non facente parte del percorso della scuola dell'obbligo...)
• Non si comprende per quale motivo gli allievi immigrati siano collocabili di fatto all'interno dei BES. Nella stragrande maggioranza hanno solo bisogno di essere sostenuti nell'insegnamento della lingua italiana. Ciò appare ancora più incongruo nei casi diffusissimi di carenza dei mediatori culturali e dei servizi degli enti locali.
• Si esprime grande preoccupazione circa l'aumento esponenziale di burocrazia indotta dall'applicazione dei piani individualizzati o personalizzati. Si pensi alle scartoffie da compilare per ogni allievo all'interno dei BES a fronte di classi numerose e con la presenza già di allievi disabili certificati.
• L'aumento dei carichi di lavoro, l'attribuzione di responsabilità improprie, il necessario moltiplicarsi di riunioni ecc. non è sostenuto al momento da alcuna risorsa aggiuntiva.
• Mancano certezze e fondi per la formazione sui BES.
• Appare farraginosa l'organizzazione dei gruppi e comitati nelle scuole e nel territorio che rischia di moltiplicare i centri decisionali e di creare ulteriore confusione e aumento inutile di riunioni, ecc, con la creazione di nuove figure di riferimento.

La delegazione della FGU-Gilda degli Insegnanti ha esplicitamente invitato l'amministrazione a provvedere con urgenza a modificare i termini prescrittivi presenti nella circolare n. 8 di marzo 2013. Se ciò non accade è logico immaginare che su tutta la questione dei BES si crei una giusta resistenza e opposizione da parte dei docenti nelle scuole vanificando lo spirito della direttiva.

Servono inoltre certezze sulla questione degli organici. I BES non possono e devono nascondere tentativi di riduzione degli organici di sostegno (l'amministrazione ha in più occasioni ribadito che ciò non accadrà essendo presente addirittura un aumento di circa 7000 cattedre di sostegno in più rispetto all'anno scolastico precedente).
La delegazione FGU-Gilda degli Insegnanti ha inoltre chiesto l'apertura di tavoli tecnici con la partecipazione delle OO.SS. per cercare soluzioni concrete alle difficoltà di applicazione della nuova normativa, con la definizione di un percorso in tempi ragionevoli per la specifica applicazione della direttiva nelle singole scuole.
Ha espresso forte critica rispetto alla mancanza di dati concreti sulle risorse per l'avvio dei percorsi bes nelle scuole e per la formazione. I soldi per la formazione ci sono e devono essere gestiti in maniera meno clientelare e con la trasparenza che sin'ora è mancata.

La FGU-Gilda degli Insegnanti dichiara la sua indisponibilità a qualsiasi utilizzo delle risorse del FIS per riconoscere l'aumento dei carichi di lavoro dei docenti a seguito della direttiva. Servono fondi autonomi, dedicati e vincolati. E' ora di finire la prassi scorretta di usare il FIS, soldi contrattuali dei lavoratori, per pagare funzioni non previste a livello contrattuale.

L'Amministrazione ha dichiarato la sua disponibilità a emanare con urgenza una circolare che eviti gli effetti pesantemente prescrittivi presenti nella citata circolare del marzo 2013 e ad aprire in tempi brevi tavoli di confronto con le OO.SS. per affrontare i vari problemi di applicazione della direttiva.
Tutte le OO.SS. hanno pertanto espresso soddisfazione per la disponibilità offerta dall'amministrazione e che consente anche di affrontare ulteriori problematiche (si pensi alle scuole carcerarie) che sono state sottostimate nella direttiva e nelle precedente circolare.

Roma 26 giugno 2013
La delegazione della FGU-Gilda degli Insegnanti

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