Comunicati

DOPO LO SCIOPERO. GRAZIE A 100 MILA LAVORATORI CHE HANNO FATTO SENTIRE LA LORO VOCE

Il confronto politico deve servire per risolvere i problemi non per analizzarli. 
Sindacati scuola: servono nuove relazioni sindacali e una attenzione dalla politica che non sia solo spot. 
E’ tempo di decidere. Serve visione strategica. La parola passa al Ministro e al Governo.
 
sciopero 10 dicembre 2021, la piazza a CagliariE’ un grazie ai 100 mila lavoratori che, con il sacrificio economico di una giornata lavorativa, hanno riattivato l’attenzione sui temi della scuola – quello che i Segretari generali di FLC CGIL, UIL Scuola, Snals- Confsal e Gilda Unams - esprimono dopo lo sciopero del 10 dicembre i cui dati si rivelano in crescita (raggiungendo quasi, con l’8%, il risultato dello sciopero del 2016 che si attestò al 9%). 
Con lavoratori e studenti abbiamo riacceso i riflettori sulla scuola, ma non solo. 
La protesta del personale della scuola è stato il segnale, l’allarme di un malessere più diffuso del mondo del lavoro sempre più marginalizzato dalle forze politiche.
Siamo in una settimana cruciale nell’iter della manovra. In queste ore i partiti stanno misurandosi in sede di emendamenti parlamentari. Una giusta riflessione che dovrebbe portare a soluzioni strategiche e non ‘pezze’ su un abito mal riuscito.
Nel confronto politico e negli incontri che abbiamo avuto – osservano i segretari generali dei quattro sindacati scuola - è unanime la valutazione negativa che le forze politiche hanno fatto sulla politica scolastica di questo governo, tanto che si preannuncia un maxiemendamento sulla scuola che raccoglie tutte le forze di maggioranza.
In attesa di conoscere le determinazioni parlamentari e le valutazioni più complessive del governo, il mondo della scuola pone attenzione ai temi più complessivi che sono alla base dello sciopero generale del 16 dicembre. Temi che restano centrali per la vertenza che si è aperta con il governo.
Attendiamo una convocazione del ministro per riattivare il confronto – sottolineano con forza Francesco Sinopoli, Pino Turi, Elvira Serafini e Rino Di Meglio - che non può essere quello che abbiamo conosciuto in tanti tavoli senza esito ma con un chiarimento politico di fondo che affronti e risolva i problemi  a partire dal precariato che va chiuso con immediatezza, sino ad arrivare alla soluzione di ogni sfruttamento lavorativo in termini di stipendio e di mansioni (DSGA f.f.), di interventi strutturali sugli organici e sulla composizione delle classi, sull’avvio del rinnovo del contratto in cui eliminare ogni vincolo relativo alla mobilità.
Lo sciopero del 10 dicembre ha segnato lo spartiacque sia delle relazioni sindacali che quelle negoziali che devono essere improntate da una visione strategica di natura politica, per risolvere i problemi non per analizzarli.
Il Patto sulla scuola già analizzava e ipotizzava percorsi, occorre dare concretezza ed esprimere una vera volontà politica di risoluzione dei problemi, con risorse e confronto vero sulla “complessità”.
Bisogna decidere: è questo il senso che il mondo del lavoro ha dato allo sciopero generale del 10. 
Vanno messe a sistema di nuove relazioni sindacali e politiche. 
Ora la parola passa al ministro e al governo. 
Dire che gli scioperi non servono significa non tenere conto dell’impegno di migliaia di persone.
Oggi si torna a parlare di scuola e di lavoro a scuola. E’ il primo obiettivo raggiunto.
La scuola è parte attiva della società, avverte e risente per prima dei cambiamenti in atto: un campanello di allarme di un mondo che cambia. Rappresentare queste esigenze è dovere del sindacato, dare risposte concrete è compito urgente della politica.
 
Flc CGIL UIL Rua Snals Confsal Gilda-Unams
Francesco Sinopoli  Giuseppe Turi Elvira Serafini Rino Di Meglio

SCIOPERO, DI MEGLIO: TUTTI IN PIAZZA PER DIFENDERE DIGNITÁ PROFESSIONALE

sciopero del 10 dicembre 2021“Invito tutto il personale scolastico ad aderire con convinzione allo sciopero del 10 dicembre perché l’elenco di motivi per i quali è stata proclamata questa mobilitazione è molto lungo e riguarda non solo gli aspetti economici, ma anche quelli normativi legati al rinnovo del contratto”. Questo l’appello rivolto da Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Federazione Gilda-Unams, alla folta platea composta da migliaia e migliaia di lavoratori della scuola che questa mattina hanno partecipato all’assemblea online trasmessa in streaming dal canale YouTube della Fgu e da GildaTv.

“La nostra categoria è vittima da anni di un impoverimento costante che grida vendetta – ha sottolineato Di Meglio – soprattutto se consideriamo la forbice retributiva di 350 euro tra i dipendenti della scuola e quelli degli altri settori del pubblico impiego. Se è vero, come sostiene la politica, che la scuola è il motore del Paese, lo si dimostri quando arriva il momento di investire risorse. Dobbiamo lottare per un ottenere un contratto decoroso, perché la dignità professionale passa anche attraverso il giusto riconoscimento economico. Non è un caso che, poco dopo la ripresa delle attività didattiche in presenza, si siano registrati nuovi episodi di aggressioni ai docenti da parte dei genitori che, evidentemente, nutrono una considerazione assai scarsa verso gli insegnanti”.

 

Nel suo intervento all’assemblea, il coordinatore nazionale della Fgu ha acceso i riflettori anche sull’aspetto normativo che, in sede di rinnovo contrattuale, va affrontato seriamente e in maniera approfondita per migliorare le condizioni di lavoro dei docenti nelle scuole.

“La trovata della dedizione degli insegnanti – ha proseguito Di Meglio – è un insulto e una barzelletta che rende l’idea di come la politica non sappia affatto cosa fa quando interviene sulla scuola. Dobbiamo dire basta ai carichi aggiuntivi di lavoro imposti senza alcuna retribuzione e pretendere lo snellimento delle incombenze burocratiche che gravano sulle spalle dei docenti e riducono sempre di più il tempo da dedicare all’insegnamento”.

“Scioperare non è inutile e lo testimoniano i risultati ottenuti per gli scatti di anzianità degli anni 2010, 2011, 2012 e 2013, di cui siamo riusciti a recuperarne 3 su 4, e la grande mobilitazione contro la Buona Scuola, che ha portato all’abolizione della chiamata diretta e del bonus merito che rappresentavano i pilastri della legge 107. Tutto ciò – ha concluso Di Meglio – significa che quando la nostra categoria è unita, riesce a far sentire la propria voce e a far valere i propri diritti”.

 

Roma, 7 dicembre 2021

 

PRECARI: CAOS GPS, MAI PIU’ ALGORITMI

 
“Tra graduatorie non pubblicate e Gps (Graduatorie provinciali per le supplenze) zeppe di errori provocati dall’algoritmo, sulla copertura dei 112mila posti autorizzati dal Mef il ministero dell’Istruzione ha fallito. Anche quest’anno dovremo fare i conti con l’ormai patologica supplentite che affligge la scuola italiana e con il suo pesante effetto collaterale sulla continuità didattica”.
 
Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta i dati che arrivano dagli Usr. 
 
“Viale Trastevere non ha ancora reso noti i numeri ufficiali, ma da quelli raccolti a livello territoriali emerge una situazione che stride con la promessa del ministro Bianchi di avere tutti i docenti in cattedra il 1 settembre. Dei 112mila posti a disposizione - spiega Di Meglio - ne risultano coperti appena 42mila a cui vanno aggiunte le nomine da Gps che ammontano a 10/12mila. Ma è bene sottolineare che queste ultime sono supplenze che, se superato l’anno di prova, si trasformeranno in assunzioni a tempo indeterminato soltanto il prossimo anno scolastico. Il resto dei posti non coperti rientra tra gli accantonamenti e le surroghe non effettuate a causa della mancata pubblicazione delle graduatorie”.
 
“A ciò - prosegue il coordinatore nazionale della Gilda - si aggiungono gli errori provocati dall’algoritmo utilizzato per le Gps, che stanno costringendo molte province alla correzione manuale. I responsi sono spesso sbagliati perché il sistema non è riuscito a gestire tutti gli aspetti e le problematiche connesse alla formulazione delle graduatorie. In alcuni casi per esempio, è stata data precedenza alla scelta delle scuole rispetto a chi, con più punti, aveva scelto il comune. Grave, poi, che ai punteggi sballati non si sia potuto porre rimedio perché il sistema non ha accettato le correzioni apportate dagli Usr. E per la seconda fase delle Gps si profila uno scenario ancora peggiore - preconizza Di Meglio - perché, oltre agli errori dell’algoritmo, se ne verificheranno certamente altri legati ai tempi troppo stretti fissati per la compilazione delle domande”.
 
“Come ha dimostrato il caos del 2015 con la Buona Scuola e come stanno dimostrando oggi le Gps - conclude il coordinatore nazionale della Gilda - è ora di dire basta agli algoritmi e di adottare altri sistemi in grado di garantire precisione ed efficienza”.
 
 
Roma, 2 settembre 2021

GPS: troppi errori, rispettare i diritti.

 

Dalle nostre sedi locali ci è giunto un vero e proprio bombardamento di segnalazioni di errori nelle graduatorie GPS, errori che mettono a rischio il diritto degli aspiranti a ricevere una nomina in base alla corretta posizione in graduatoria, invece accade che molti punteggi siano errati o addirittra vi siano immotivate esclusioni dalla graduatoria.

Gli errori e le esclusioni sono particolarmente gravi in quanto quest’anno le graduatorie GPS oltre che per le nomine di supplenza saranno utilizzate anche per la procedura finalizzata all’immissione in ruolo.

Alcuni uffici scolastici regionali hanno riferito di essere intervenute presso il Ministero per segnalare che gli errori derivano da un malfunzionamento del sistema informatico.

Il Coordinatore Nazionale della FGU- GILDA, Di Meglio, ha affermato che “tutti condividiamo l’obiettivo di arrivare al 1 settembre con gli insegnanti al loro posto, ma non possiamo accettare che la fretta ed algoritmi sbagliati incidano pesantemente sulla vita ed i diritti delle singole persone.

Chiediamo un intervento urgente del Ministero al fine di garantire che le nomine si svolgano nel rispetto delle legittime aspettative di tutti, questa è la priorità che non può essere subordinata a tempi incompatibili con la realtà.

Meglio qualche giorno in più, rispetto al 1 settembre, che aprire un contenzioso tanto vasto quanto ingiusto.

AVVIO ANNO SCOLASTICO, DI MEGLIO: FUORVIANTE DIBATTITO SU OBBLIGO VACCINO

“Troviamo fuorviante il dibattito sull’obbligatorietà della vaccinazione anti Covid per i docenti.

Se vogliamo davvero mettere la Dad in soffitta, non possiamo ridurre la questione soltanto a questo aspetto, soprattutto se consideriamo che la percentuale di insegnanti immunizzata è molto elevata, a dimostrazione del senso di responsabilità che caratterizza la nostra categoria.

Tra l’altro, come ha spiegato il ministro Bianchi, non c’è alcuna certezza sul numero reale dei docenti che mancano ancora all’appello vaccinale perché alcune Regioni non avrebbero ancora registrato i relativi dati”.

Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, in occasione dell’incontro con il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, sull’avvio del prossimo anno scolastico. “Settembre è ormai dietro l’angolo e amareggia dover constatare che anche questo anno scolastico non sarà all’insegna della sicurezza a causa dei soliti ritardi e dell’inadeguatezza delle misure adottate.

Così come desta forti perplessità non aver mai ottenuto i dati sui contagi nelle scuole, fondamentali per ogni tipo di decisione e da noi sempre richiesti”.

Nel corso del suo intervento, Di Meglio è tornato a sottolineare l’annoso fenomeno delle classi sovraffollate, che attende ancora una soluzione, e la carenza di organici rimasti pressoché uguali nonostante la pandemia esigesse di mettere in campo più docenti, oltre che più spazi, proprio per formare classi meno affollate.

“Diamo atto dei 112mila posti per le immissioni in ruolo autorizzati dal Mef, ma non siamo in grado ancora di capire quanti di questi saranno effettivamente coperti. Basti pensare che l’anno scorso le assunzioni sono state neanche la metà dei posti assegnati.

Va considerato che, concorso straordinario e abilitati delle Gps a parte, le operazioni si stanno effettuando su vecchie graduatorie e, dunque, è più che lecito nutrire qualche dubbio su quante cattedre saranno effettivamente coperte. Purtroppo il problema grosso delle abilitazioni strutturali è ancora in attesa di soluzione nonostante un accordo siglato con i tre governi precedenti per dare priorità ai precari con 36 mesi di servizio”, ha concluso Di Meglio.

 

Roma, 27 luglio 2021

A 15 MESI DALL’INIZIO DELLA PANDEMIA, A SCUOLA SICUREZZA ANCORA LONTANA

DAD“Abbiamo sempre sostenuto, e continuiamo a sostenere, che l’unica vera scuola sia quella in presenza e che la Dad altro non sia che un surrogato a cui ricorrere in situazioni di emergenza. Ma dopo 15 mesi dall’inizio della pandemia, purtroppo dobbiamo prendere atto che le condizioni di sicurezza non sono mutate”.

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, interviene in merito alla questione del rientro in classe a settembre.

“La formazione delle classi e degli organici del personale docente segue sempre gli stessi criteri, il che determinerà anche per il prossimo anno scolastico il sovraffollamento delle aule. Il tema del trasporto pubblico resta un nodo intricato che ancora non si riesce a sciogliere, soprattutto nelle grandi città. E anche sul fronte dell’edilizia scolastica siamo fermi alle idee. Considerato lo scenario e i casi di variante Delta in aumento in particolar modo nella popolazione scolastica, che praticamente corrisponde a quella fascia di età non vaccinata, purtroppo il ritorno alla Dad non è un’ipotesi così peregrina”.

“Tifiamo sinceramente per l’ottimismo del generale Figliuolo sul raggiungimento dell’immunità di gregge a settembre – prosegue Di Meglio – ma se ciò non dovesse accadere, ci troveremmo nuovamente di fronte ad una situazione molto difficile. Basti pensare che le assunzioni in ruolo sicuramente non saranno sufficienti a coprire il fabbisogno di insegnanti e che attualmente si può contare soltanto su qualche vecchia graduatoria di merito ancora aperta, su qualche graduatoria a esaurimento per la quale si sta raschiando il fondo del barile, sul concorso straordinario, i cui magri esiti sono noti a tutti, e su quello Stem. Il Governo e i suoi autorevoli esponenti – conclude il coordinatore nazionale della Gilda – farebbero bene a non sbandierare la priorità della scuola per il Paese se poi alle buone intenzioni non seguono azioni concrete”. 

Roma, 5 luglio 2021

ABILITAZIONI: IN UE PERCORSI TROPPO DIVERSI, SERVE PIU’ UNIFORMITA’  

 
“Le dichiarazioni deiministri dell’Istruzione del G20 sull’importanza della lotta alla povertà educativa, che soprattutto nel nostro Mezzogiorno raggiunge livelli inaccettabili, ci trova pienamente d’accordo. Ci auguriamo che in futuro il dialogo, in particolare tra i ministri dell’Istruzione dell’Unione europea, riesca a entrare nel merito di alcune questioni secondo noi cruciali come quella delle abilitazioni”.
Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che ricorda come la normativa europea preveda il riconoscimento e la spendibilità reciproca in ogni Paese Ue di tutte le abilitazioni professionali, compresa quella all’insegnamento.
“Sarebbe opportuno - dichiara Di Meglio - che si riuscisse ad assimilare quanto più possibile i percorsi abilitativi che oggi sono estremamente differenti, provocando in qualche caso la migrazione verso i Paesi dove sono più brevi e semplici.
Se vogliamo davvero essere sempre più europei - conclude il coordinatore nazionale della Gilda - è necessario che i governi affrontino anche questa problematiche”.
 
 
Roma, 23 giugno 2021

 

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