Comunicato

LAVORO IN DAD NON È TEMPO PERSO, SI PARTE DA PREMESSA SBAGLIATA

draghi “Definire tempo perso il lavoro svolto durante questo difficilissimo anno pandemico significa partire con il piede sbagliato. Di tutto si può discutere, ma sempre rispettando chi si è fatto in quattro con la Didattica a distanza. Senza, poi, dimenticare che, salvo rare eccezioni, la scuola dell’infanzia e la primaria hanno continuato con la didattica in presenza”.

È quanto afferma Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, in merito alle dichiarazioni del presidente incaricato Mario Draghi.

 

E sull’ipotesi di prolungamento del calendario scolastico, Di Meglio aggiunge che “da insegnante trovo inutile protrarre le lezioni di un paio di settimane. A parte le difficoltà oggettive che comporterebbe, sia da un punto di vista organizzativo con gli esami di fine ciclo, sia da un punto di vista climatico, con edifici scolastici perlopiù inadeguati, un tale provvedimento si rivelerebbe inefficace rispetto al recupero degli apprendimenti da parte degli alunni. Piuttosto, risulterebbe più opportuno finanziare corsi di recupero individuali per gli studenti rimasti realmente indietro”.

 

 Roma, 9 febbraio 2021

FORMAZIONE, GILDA: ESONERO DAL SERVIZIO E PERIODI SABBATICI

"La professionalità di un docente non è valutabile unicamente in base alla metodologia didattica utilizzata.

Quest'ultima, infatti, costituisce soltanto uno strumento che l'insegnante, nell'esercizio libero della sua funzione, come sancito dall'articolo 33 della Costituzione, sceglie di adottare. Certamente la formazione professionale è un fattore importante, ma bisogna costruire le condizioni affinché gli insegnanti possano dedicarsi all'aggiornamento in maniera seria e costruttiva. È con questo obiettivo che da anni proponiamo l'istituzione di brevi periodi sabbatici per la formazione degli insegnanti.

La formazione, in ogni caso, deve essere sempre riconosciuta adeguatamente a livello stipendiale nel contratto e non può essere imposta senza esonero dal servizio". Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta la ricerca condotta dalla Fondazione Agnelli e dall'Invalsi in 207 istituti comprensivi su un campione di 1600 docenti di scuola primaria e secondaria di primo grado.

Oltre alla necessità di investire seriamente sulla formazione, il coordinatore nazionale della Gilda sottolinea l'esigenza di disporre di soggetti con le competenze giuste per analizzare e valutare l'attività degli insegnanti: "Abbiamo sempre sostenuto di essere favorevoli alla valutazione, ma a condizione che i valutatori siano professionisti dell'insegnamento e non burocrati", conclude Di Meglio.

 

Roma, 3 febbraio 2021

COVID-19, GILDA: DA MINISTERI ISTRUZIONE E SALUTE ANCORA MUTISMO SUI DATI

punto-interrogativo-dado1“Sono trascorse due settimane da quando abbiamo inviato una richiesta formale ai ministeri dell’Istruzione e della Salute per conoscere i dati dei contagi da Covid-19 su tutta la popolazione scolastica, ma non ci è ancora giunta alcuna risposta. Invece di trincerarsi dietro il mutismo, Azzolina e Speranza farebbero una figura migliore se ammettessero di non disporre dei numeri che abbiamo chiesto”.

A dichiararlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.

 

“La ministra dell’Istruzione afferma che oggi ci sono le condizioni per riprendere le lezioni in presenza e, rivolgendosi agli studenti che protestano per ottenere un rientro a scuola in sicurezza, li invita a tornare in aula.

Ebbene – incalza Di Meglio – vorremmo sapere quali sono i dati epidemiologici che sostanziano le parole della titolare di viale Trastevere e di condividerli rendendoli pubblici.

La battaglia per la trasparenza e l’accessibilità dei dati riguardanti l’epidemia nelle scuole ci vede impegnati sin dall’inizio dell’anno scolastico e – conclude il coordinatore nazionale della Gilda – continueremo a condurla fino a quando non otterremo le risposte che cerchiamo e a cui tutta la popolazione scolastica ha diritto”.

 

 

Roma, 25 gennaio 2021

CLASSI POLLAIO, DI MEGLIO: NESSUNA ABOLIZIONE NONOSTANTE LA PANDEMIA

 “Considerato che ci troviamo ad affrontare il secondo anno scolastico in pandemia, il minimo che ci saremmo attesi da parte del ministero dell’Istruzione era l’eliminazione delle classi pollaio. Un impegno assunto dalla ministra Azzolina in un incontro con i sindacati, avvenuto nello scorso luglio, durante il quale aveva comunicato la possibilità di derogare ai criteri sul numero di alunni per aula fissati dalla legge 133/08 che, imponendo l’innalzamento dei parametri, ha provocato il fenomeno del sovraffollamento delle aule. E invece tra pochi giorni gli organici saranno definiti esattamente con gli stessi criteri, cioè con classi che, soprattutto nelle grandi città, supereranno i 30 studenti”. A dichiararlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.

“Ovviamente poco o nulla è stato fatto anche sul fronte dell’edilizia, che registra una drammatica carenza di locali idonei a consentire il necessario distanziamento. I mesi trascorsi finora dall’inizio dell’anno scolastico, insomma, non sono serviti a delineare interventi organici sulle principali criticità, ovvero spazi e organici che sono rimasti sostanzialmente immutati. A questo punto – conclude Di Meglio – vorremmo capire dove siano finiti gli investimenti sulla scuola sbandierati in continuazione dall’Amministrazione di viale Trastevere”.

 

 

Roma, 2 febbraio 2021