Comunicato

LA SCUOLA NON SI RIAPRE PER DECRETO

La decisione di adottare il green pass per il personale scolastico, con relative sanzioni in caso di inadempienza, è stata assunta dal Governo in modo unilaterale, nonostante la Amministrazione Scolastica e Sindacati siano da tempo impegnati a trovare soluzioni utili per far ripartire la scuola in presenza.

Anche per questa ragione, in una categoria già vaccinata al 90%, il provvedimento assunto sta alimentando forti tensioni, come spesso accade quando si assumono decisioni frettolose e radicali, inadeguate a cogliere la complessità delle situazioni.

Se certamente qualsiasi intervento da parte dell'Amministrazione sul rapporto di lavoro dei suoi dipendenti deve trovare un preliminare confronto con le parti sociali, al di là di un giudizio di merito sull'utilità e sulla legittimità della norma introdotta, ci si chiede ad esempio come tale obbligo si potrà estendere al personale precario, le cui prestazioni si richiedono nel giro di poche ore e più in generale come si intendono condurre gli accertamenti e le procedure sanzionatorie introdotte dal Governo.

Restano nel frattempo irrisolti altri aspetti che incidono fortemente nel determinare le necessarie condizioni di sicurezza. Non si decongestionano le classi sovraffollate adottando provvedimenti strutturali, si preferisce ricorrere a fragili misure una tantum per il recupero (peraltro solo fino a fine anno solare), non si tutela il personale scolastico scaricandogli ogni genere di incombenza (dal controllo degli accessi, alla sanificazione degli ambienti) senza introdurre alcun presidio sanitario per coordinare interventi e iniziative.

Con un provvedimento sostanzialmente inefficace rispetto alla presenza a scuola di 8 milioni di studenti, si scaricano sui lavoratori tutte le conseguenze di scelte non fatte.

Noi avevamo invocato un provvedimento chiaro, che individuasse precisi adempimenti, ma anche responsabilità dirette in capo allo Stato e affidasse al negoziato fra le parti gli aspetti che riguardano la gestione del rapporto di lavoro.

L’incursione del Governo complica il percorso verso possibili soluzioni condivise. Il sindacato ha fatto proprio l’obiettivo e i connessi impegni per un ritorno a scuola in presenza, considerando a tal fine fondamentale il buon esito della campagna vaccinale, per la quale per primi, a suo tempo ha rivendicato una priorità di attenzione per il personale scolastico.

Per questo non abbiamo condiviso l’interruzione, da parte del Governo, della priorità vaccinale in primavera per il personale della scuola, proprio perché ravvisavamo un rallentamento nel percorso per raggiungere il rientro in presenza.

Proprio l’altissima percentuale di coloro che responsabilmente si sono sottoposti alla vaccinazione, dando prova di senso civico, pone oggi le premesse per gestire senza inaccettabili forzature e tensioni, una situazione già affrontata allorquando non si disponeva del vaccino.

Le scriventi Organizzazioni Sindacali, confermano sin d’ora la disponibilità a proseguire il confronto con l’Amministrazione per individuare soluzioni che tutelino la salute di tutti i lavoratori, a partire da quelli “fragili” per i quali va eliminato ogni rischio di emarginazione ed esclusione dal mondo del lavoro, realizzando un sistema didattico - organizzativo che sia rispettoso delle norme sul distanziamento, provvedendo al decongestionamento delle classi sovraffollate attraverso lo sdoppiamento delle stesse in modo strutturale.

Chiediamo, nel frattempo, che si faccia chiarezza sulle indicazioni per il distanziamento in classe; che non si realizzi, con il taglio dell’organico aggiuntivo Covid, nessun arretramento su misure di sicurezza per ragioni economiche e che sia immediatamente rimossa ogni reticenza da parte dell’Amministrazione nel fornire sia i dati relativi agli esiti del contagio in ambito scolastico, che l’esatto stato della campagna vaccinale.

La disponibilità di dati attendibili, completi e puntuali rappresenta una condizione imprescindibile per la messa a punto, a partire dall’aggiornamento del protocollo sicurezza, di una strategia di intervento realmente efficace e non di sola immagine, ma anche per valorizzare un clima di confronto, che interventi così discutibili nel metodo e nel merito rischiano invece di compromettere irreparabilmente.

La sicurezza per decreto è in netta antitesi con l’efficace politica del confronto e della condivisione necessaria in epoca di pandemia. Alla vigilia di appuntamenti importanti per il Paese serve ricercare le soluzioni ai problemi attraverso il dialogo ed il confronto, azioni a cui il sindacato non si è mai sottratto.

I diktat alimentano tensioni e ostilità anche nei contesti in cui come nella scuola si è già dimostrata altissima responsabilità e senso civico.

Roma, 11 agosto 2021

GREEN PASS, DI MEGLIO: SÌ A VACCINO, NO A OBBLIGO    

 
vaccinazione scuolaSì alla vaccinazione anti Covid come raccomandazione per tutelare la propria e l’altrui salute, no all’immunizzazione imposta in maniera surrettizia con l’introduzione del green pass obbligatorio. Questa la posizione della Gilda degli Insegnanti in merito alla questione all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri convocato per oggi pomeriggio.
 
“Riteniamo illogico fissare l’obbligo vaccinale per il personale scolastico ma non per la ben più folta platea studentesca - afferma il coordinatore nazionale Rino Di Meglio - considerato che, al contrario dell’ambito sanitario, sono gli studenti a costituire un potenziale veicolo di contagio per gli insegnanti e non viceversa”. 
 
Secondo Di Meglio, l’introduzione di questo obbligo dimostra palesemente il fallimento dei protocolli di sicurezza finora adottati per contrastare la diffusione del contagio nelle scuole “e fin dall’inizio giudicati fallaci dalla Gilda che perciò non li ha sottoscritti”. 
 
“Tutti i virologi concordano nell’asserire che la misura di prevenzione più importante sia il distanziamento sociale, purtroppo inapplicabile, però, nella maggior parte degli istituti scolastici italiani - sottolinea Di Meglio - a causa della mancata volontà politica di ridurre il numero massimo di alunni per classe. Senza adeguati spazi dove poter attuare il distanziamento previsto dalle norme di sicurezza - conclude il coordinatore nazionale - anche la gestione del prossimo anno scolastico si preannuncia molto difficile. Con buona pace dell’obbligo (vaccinale) di green pass”.
 
 
Roma, 5 agosto 2021

CLASSI POLLAIO, DA MINISTERO CORTINA FUMOGENA

classi pollaio“Pensare di risolvere l’annosa questione delle classi pollaio ripensando l’attuale modello della classe, che andrebbe superato per fare largo a una diversa organizzazione, significa creare soltanto una cortina fumogena intorno al problema”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, interviene in merito alle dichiarazioni rese dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, durante un videoforum di Repubblica.it.

“Vale la pena ricordare al ministro – afferma Di Meglio – che l’organizzazione delle lezioni per gruppi o gruppi di livello è una metodologia nota agli insegnanti da 40 anni e, in ogni caso, si tratta di una scelta didattica che rientra nella libertà di insegnamento sancita dalla Costituzione. Forse è anche opportuno rammentare uno dei capisaldi dell’aritmetica, la proprietà invariantiva secondo cui in una sottrazione, se aggiungiamo o togliamo la stessa quantità al minuendo e al sottraendo, il risultato finale (cioè, la differenza) non cambia. Non è, dunque, distribuendo gli alunni in classi o gruppi che si può ridurne il numero affidato ai docenti, ma – conclude il coordinatore nazionale - soltanto aumentando gli organici e gli spazi dove svolgere le lezioni, come la Gilda ha sempre sostenuto e chiesto con forza al ministero”.

 

Roma, 16 giugno 2021

 

PRECARI: DAL 2 AL 12 AGOSTO LOTTERIA SUPPLENZE, DIRITTI IN PERICOLO

“Si preannunciano giorni roventi per le nomine delle supplenze annuali che, è certo, si trascineranno una miriade di ricorsi.

L’emergenza pandemica non può diventare un’occasione per calpestare i diritti delle persone”.

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta l’incontro che si è svolto oggi pomeriggio tra sindacati e ministero per la presentazione della piattaforma per l’inoltro delle istanze per l’assunzione straordinaria da I fascia GPS e per il conferimento degli incarichi di supplenza annuali.

“Contrariamente a quanto richiesto dalla Gilda e da tutte le altre sigle sindacali, – spiega Di Meglio – viale Trastevere ha deciso di concentrare in un’unica procedura le nomine per le supplenze annuali e quelle finalizzate al futuro ruolo.

Oltre a comportare un ingolfamento degli uffici scolastici provinciali già allo stremo a causa della carenza di personale, ciò significa che i docenti precari saranno costretti a presentare online le domande alla cieca, senza sapere quali posti rimarranno realmente disponibili dopo l’espletamento della prima procedura.

In molti casi parliamo di posti su province molto ampie e dover esprimere una preferenza senza cognizione di causa espone al rischio di assumere un incarico a molti chilometri da casa per poi scoprire soltanto successivamente che lo stesso posto, grazie al punteggio in graduatoria, era disponibile a poca distanza.

Ad aggravare ulteriormente la situazione è la perdita del diritto alla supplenza per chi non parteciperà alla procedura fissata dal 2 al 12 agosto. Una lotteria che – conclude il coordinatore nazionale della Gilda - in dieci giorni minaccia di ledere i diritti di graduatoria e di alimentare migliaia di ricorsi”.

 

Roma, 30 luglio 2021