Comunicato

CONCORSO INFANZIA E PRIMARIA, PROVE SUPPLETIVE PER CANDIDATI IN QUARANTENA

 
Approntare le prove suppletive per il concorso di scuola primaria e infanzia. La richiesta, rivolta al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, al capo di Gabinetto, Luigi Fiorentino, e al caso dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, Stefano Versari, arriva dal coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio.
 
Nel giorno in cui, dopo uno stop durato circa un anno e mezzo, prendono il via le prove computer based per l’infanzia, il sindacato guidato da Di Meglio scrive ai vertici di viale Trastevere per chiedere che, considerato l’aumento dei contagi da Covid19 e la quarantena in cui sono costretti numerosi candidati, venga data a questi docenti l’opportunità di partecipare al concorso in altre date.
 
“Si tratta di una situazione straordinaria - spiega il coordinatore nazionale - che rende necessarie le prove suppletive. La quarantena, oltre a essere obbligatoria, è una misura che serve per contrastare la diffusione del virus e contenere la pandemia e come tale, dunque, va rispettata. Ma va tutelato anche il diritto dei candidati, impossibilitati per causa di forza maggiore, a partecipare alla selezione. In molti casi - conclude Di Meglio - parliamo di precari che da anni attendono la stabilizzazione e sarebbe ingiusto negare loro questa occasione”.
 
 
Roma, 13 dicembre 2021

Scuola, Di Meglio: contrari a obbligo vaccino, è un atto discriminatorio

obbligo vaccinaleIl Coordinatore nazionale del sindacato interviene sulle nuove misure del governo

"Noi da sempre siamo a favore dei vaccini, ma non possiamo tacere che l´obbligo deciso dal governo nei confronti del personale scolastico sia discriminatorio nel confronto con altre categorie lavorative, sia pubbliche che private".

Così il Coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, interviene sulle misure anti-covid che l´esecutivo ha messo in campo.

"In questa maniera - continua Di Meglio - il governo non sta intervenendo sulle vere cause del contagio nelle scuole: due anni di pandemia non sono stati sufficienti all’esecutivo per intervenire sulle classi affollate, sul tracciamento dei contagi e sul problema dei trasporti, l’obbligo per gli insegnanti è semplicemente una foglia di fico.

Viene solo tolta la libertà di scelta: l´obbligo vaccinale ci sia per tutti, studenti compresi, o per nessuno"

Roma, 26 novembre 2021
UFFICIO STAMPA GILDA INSEGNANTI

RINO DI MEGLIO RICONFERMATO COORDINATORE NAZIONALE

Rino Di Meglio - XX Congresso Gilda Sarà ancora Rino Di Meglio a rivestire la carica di coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti. I delegati riuniti a Roma da tutta Italia lo hanno riconfermato a maggioranza alla guida del sindacato. 

In cima alla lista degli obiettivi che Di Meglio ha illustrato nel suo documento programmatico svetta l’istituzione di un’area di contrattazione separata per gli insegnanti, “strumento indispensabile per la valorizzazione professionale dei docenti e per migliorarne la condizione economica”, ha sottolineato il neo coordinatore nazionale.

Tra gli impegni assunti, inoltre, l’affermazione del ruolo centrale della docenza nella società con uno stato giuridico costituzionalmente protetto; l’istituzione del Consiglio Superiore della Docenza, organismo che mira a garantire una presenza forte dei docenti nel governo della didattica nelle scuole e una specifica rappresentanza nazionale; la promozione e il rafforzamento del ruolo svolto dal collegio dei docenti, rivendicandone una presidenza elettiva.

“La capacità di rappresentare le criticità e i bisogni della professione docente, l’assenza di conflitti di interesse nel rapporto con i dirigenti scolastici, l’orgogliosa indipendenza dai partiti politici costituiscono il valore aggiunto della nostra associazione, che può influenzare le scelte della politica anziché subirle”, ha detto Di Meglio.

“Saremo sempre al fianco dei colleghi e non ci risparmieremo nella battaglia per la difesa e la valorizzazione della professione docente”, ha assicurato il coordinatore nazionale ricordando che la prima partita importante che vedrà scendere in campo la Gilda sarà quella del rinnovo contrattuale.

“Faremo di tutto per ottenere un contratto decoroso da un punto di vista economico, anche se si tratta di un obiettivo non facile - ha ammesso Di Meglio - considerate le scarse risorse attualmente disponibili. Gli stipendi dei docenti italiani gridano vendetta, soprattutto se confrontati con quelli degli altri dipendenti della pubblica amministrazione di cui, purtroppo, rappresentano il fanalino di coda. Recuperare questa forbice sarebbe già un passo avanti.

Ma vogliamo anche semplificare le norme contrattuali ed evitare che ci siano arbitrii nelle scuole, per tutelare la dignità degli insegnanti anche sul loro luogo di lavoro”. 

 

Roma, 8 novembre 2021

 

POCHI SPICCIOLI PER IL CONTRATTO, SCUOLA SEMPRE PIÙ CENERENTOLA, INDETTO LO STATO DI AGITAZIONE

Cgil, Uil, Snals, Gilda

Comunicato unitario di Gilda-Unams, Flc Cgil, Uil Scuola e Snals

FLC Cgil, UIL Scuola, Snals-Confsal e Gilda Unams hanno presentato nota ufficiale al Ministero del Lavoro, al Ministero dell´Istruzione e alla Commissione Garanzia, di proclamazione dello stato di agitazione e di richiesta di esperimento di tentativo di conciliazione.

La nota ufficiale a firma dei quattro Segretari generali, partita ieri sera, interrompe dunque le relazioni sindacali con il ministero dell’Istruzione e apre la strada a forme ampie di mobilitazione. La convocazione del ministro fissata per domani andrà aggiornata in un nuovo confronto di natura formale che includa i temi della protesta in atto.

Non è esclusa alcuna forma di protesta compreso lo sciopero – sottolineano i segretari generali – che viene considerato uno strumento e non un obiettivo perché non c‘è alcuna intenzione di accentuare le spaccature presenti nel Paese, né di minare la necessaria coesione sociale in un momento difficile e in una trattativa complessa ma serve la disponibilità e la volontà politica di giungere a soluzioni condivise, sia economiche che giuridiche, che riguardino l’insieme del personale della scuola che ora appaiono veramente troppo lontane e disattese dalla legge di Bilancio.

Risorse per il rinnovo del contratto, quelle da inserire nella Legge di Bilancio e interventi normativi destinati al personale, per l’eliminazione di vincoli e strettoie burocratiche, sono i nodi da scogliere.

Il rinnovo del contratto è uno dei punti centrali: «Il CCNL 2016-2018 – si legge nellanota inviata - già scaduto al 31/12/2018, è stato formalmente disdettato ma le risorse stanziate per il rinnovo nella legge di Bilancio 2022 sono assolutamente insufficienti per concludere la trattativa e contengono vincoli inaccettabili che ostacolerebbero qualunque conclusione positiva del negoziato contrattuale. Occorrono inoltre risorse aggiuntive perridurre il divario esistente tra le retribuzioni del settore, a parità di titoli di studio, allamedia di quelle del comparto pubblico».

Il superamento delle incursioni legislative in tema di contratto è questione da risolvere – non si può scrivere il contratto in Legge di Bilancio, affermano Sinopoli, Turi,Serafini e Di Meglio - «va affermata la centralità delle prerogative contrattuali rispetto alla legge come strumento di potenziamento della funzione unificante che il sistema diIstruzione e Ricerca svolge per l’intero Paese».
FLC Cgil, UIL Scuola, Snals-Confsal e Gilda «giudicano inaccettabile l’intervento unilaterale su materie di competenza della contrattazione quali la mobilità, la formazione, la valorizzazione professionale e in generale su tutti gli aspetti attinenti al rapporto di lavoro».

Organici, precari, personale Ata sono i settori sui quali è più urgente un intervento eper i quali si rivendicano incrementi di organico e superamento dei blocchi della mobilità.

Che fine ha fatto l’applicazione del Patto per la Scuola firmato a maggio scorso? Va dataapplicazione a quell’accordo – sottolineano i quattro Segretari.

Un richiamo forte viene fatto alla centralità della didattica e alla comunitàeducante, alla sburocratizzazione del lavoro e alla semplificazione amministrativa. Netto no ad ogni forma di autonomia differenziata e ad ogni iniziativa di devoluzione delle competenze in materia di istruzione.

Nelle more della procedura di conciliazione il personale tutto, docenti ed ATA, si asterrà da ogni attività aggiuntiva, non prevista nel relativo mansionario, In particolare i DSGA f.f.rimetteranno il loro contratto nelle mani del dirigente scolastico che lo ha sottoscritto.

Contestualmente sono sospese, transitoriamente, le relazioni sindacali con il MI.