Comunicato

SCIOPERO 30 OTTOBRE:ADESIONE STRAORDINARIA.

 

SCIOPERO 30 OTTOBRE:

 

ADESIONE STRAORDINARIA.

 
 

 


 

“La grande manifestazione che si è svolta a Roma il 30 ottobre rimarrà una data memorabile nella storia della scuola italiana: centinaia di migliaia di persone - quasi un milione - tra docenti, famiglie, studenti, associazioni professionali e istituzioni territoriali, hanno unito le loro voci di protesta per dire no alla riforma Gelmini, con un unico obiettivo: mettere un freno a chi rischia di portare al disastro la scuola pubblica statale, provocando danni il cui prezzo graverà sulle future generazioni di cittadini”.
 

Rino Di Meglio

Coordinatore nazionale Gilda Unams

 

 

GUARDATI I VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE

UNITI PER LA SCUOLA DI TUTTI

 

30 OTTOBRE 2008.

SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA. 



      COMUNICATO STAMPA UNITARIO



Le Organizzazioni Sindacali Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA-UNAMS hanno registrato - in sede di tentativo di conciliazione - una risposta negativa rispetto alle loro rivendicazioni.
Hanno, quindi, deciso di promuovere una forte mobilitazione di tutto il personale della scuola che comprende lo sciopero generale nazionale per l’intera giornata di giovedì 30 ottobre.
Per tale giornata i sopraindicati sindacati scuola organizzano una manifestazione nazionale a Roma.

Roma, 9 ottobre 2008

proclamazione di stato di agitazione del personale docente delle scuole di ogni ordine e grado. Esperimento del tentativo di conciliazione ai sensi della legge 146/90 e 83/2000.

 

Federazione GILDA UNAMS

 

GILDA NAZIONALE DEGLI INSEGNANTI

 

Roma, 11 settembre 2008


Al Ministro della Pubblica istruzione

Viale Trastevere

Fax 0658492716

ROMA


Al Ministro della Funzione Pubblica

Corso Vittorio Emanuele

Fax 06 68997360

ROMA


Alla Commissione di Garanzia

Fax 0667796408

0667796410

Via Po16/a

ROMA


Oggetto: proclamazione di stato di agitazione del personale docente delle scuole di ogni ordine e grado. Esperimento del tentativo di conciliazione ai sensi della legge 146/90 e 83/2000.



La scrivente Organizzazione sindacale rileva che:

  1. Il contratto del Comparto Scuola è scaduto da nove mesi senza che siano state aperte le trattative;

  2. IL Governo procede a tagli all’Istruzione Pubblica Statale che provocheranno abbassamenti dei livelli anche qualitativi dell’istruzione, oltre a gravissimi problemi occupazionali;

  3. Si sta procedendo a riforme di ordinamento, vedi scuola primaria, con decretazioni estemporanee e prive di qualsivoglia studio che possa prevedere l’impatto sul sistema scolastico;

  4. Sono state modificate, del tutto unilateralmente le previsioni contrattuali sulla malattia dei dipendenti, invadendo la sfera delle competenze contrattuali.


Sulle tematiche di cui ai punti 2 e 3 e 4 il Governo non ha rispettato il diritto delle OOSS all’informazione preventiva previsto dall’art. 5 del CCNL vigente



Chiede l’esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione previsto dalle norme sopra richiamate.


Il Coordinatore Nazionale

Rino Di Meglio



GILDA CHIEDE TENTATIVO DI CONCILIAZIONE E PROCLAMA STATO DI AGITAZIONE

Con una lettera indirizzata ai ministeri della Pubblica Istruzione e della Funzione pubblica e alla Commissione di Garanzia, la Gilda degli Insegnanti ha ufficialmente richiesto l’esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione e ha proclamato lo stato di agitazione dei docenti di ogni ordine e grado.


“Il contratto – afferma il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio, spiegando i motivi dell’iniziativa – è scaduto da nove mesi e stiamo ancora aspettando l’apertura delle trattative. A ciò si aggiungono i tagli stabiliti dal Governo, che comporteranno gravissime ripercussioni sul fronte occupazionale e sulla qualità dell’istruzione E la riforma della scuola primaria, inserita, per la prima volta nella storia d’Italia, all’interno di un decreto legge senza alcuno studio che ne possa prevedere l’impatto sul sistema scolastico. Inoltre – dichiara Di Meglio – sono state modificate, in maniera unilaterale, le previsioni contrattuali sulla malattia dei dipendenti, invadendo così la sfera delle competenza contrattuali. Tutti argomenti – sottolinea Di Meglio ricordando l’articolo 5 del contratto nazionale attualmente vigente – sui quali il Governo ha negato il diritto all’informazione preventiva riconosciuto ai sindacati”.