Comunicato

SCUOLE PRIVATE : GOVERNO INTERVENGA PER FERMARE IL LAVORO NERO.

 
“Il lavoro nero è una piaga di cui è vittima anche il mondo della scuola, come ha denunciato apertamente anche la puntata 'La scuola tagliata' del programma 'Presa diretta' in onda l'8 febbraio scorso su Raitre. Si tratta di uno scandalo che non è possibile tollerare e perciò chiediamo al Governo di intervenire per porre fine a questo bieco sfruttamento dei colleghi precari”. È quanto dichiara il coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams, Rino Di Meglio, che ha scritto una lettera al ministro dell’Istruzione e al direttore generale dell’Inps in merito ai gravi casi segnalati in Campania di docenti precari che accettano di prestare servizio a titolo gratuito nelle scuole paritarie per guadagnare punteggio nelle graduatorie ed entrare così finalmente di ruolo.

“Non critichiamo gli insegnanti – afferma Di Meglio – perché sono vittime di un sistema malato che trae profitto dalla precarietà che investe tanti di loro. Piuttosto proponiamo al Governo un metodo per combattere questo allarmante fenomeno, prendendo come riferimento le graduatorie: l'Inps, in collaborazione con il ministero dell'Istruzione, potrebbe fare una verifica incrociata e accertare se per i docenti che hanno lavorato negli istituti paritari risultano i versamenti dei contributi. In questo modo – conclude Di Meglio – si potrebbero portare alla luce le situazioni irregolari e punire le scuole che speculano sulla precarietà”.



Roma, 26 marzo 2009

NON È LA SCUOLA IL LUOGO DELLA CACCIA AI CLANDESTINI.

 “I docenti non possono essere obbligati a segnalare alle forze dell’ordine la presenza a scuola di alunni figli di clandestini, il diritto all’istruzione è sancito e difeso dalla nostra Costituzione e da tutte le norme internazionali che tutelano l’infanzia”. È questa la posizione espressa dalla Federazione Gilda Unams in merito al disegno di legge sulla sicurezza all’esame del Parlamento che coinvolge anche i docenti nella loro veste di incaricati di pubblico servizio.

“Non possiamo pensare che, per fermare i clandestini, si concepisca di intervenire sulle condizioni di esistenza materiale e culturale dei bambini e che si ignori come e quanto l’istruzione sia il più efficace metodo di lotta contro ogni reato. La scuola – afferma la Federazione – è rimasta l’ultima trincea in grado di contrastare e frenare la frammentarietà della comunità civile, trasformarla in luogo potenzialmente pericoloso per i bambini è una scelta anticostituzionale e miope perché solo un intervento pieno, deciso e consapevole nel diritto all’istruzione può creare le condizioni di un futuro migliore per tutti”.


Roma, 24 marzo 2009

Sciopero Generale 18 MARZO

IL 18 MARZO SCIOPERO GENERALE. 
 

 

 

 

Tentativo di conciliazione fallito, la Federazione Gilda-Unams proclama per il 18 marzo lo sciopero generale della scuola. Ad annunciarlo il coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams, Rino Di Meglio.

“Ci auguriamo – dichiara Di Meglio – che anche gli altri sindacati convergano su quella data, così da rinnovare quell’unità che ha animato la grande manifestazione nazionale del 30 ottobre scorso”.

 

 

 

DECRETO BRUNETTA : AL VIA INIZIATIVA LEGALE IN TUTTA ITALIA

 La Federazione Gilda Unams dichiara guerra al decreto Brunetta che impone la reperibilità obbligatoria per 11 ore al proprio domicilio ai dipendenti pubblici assenti dal luogo di lavoro per motivi di malattia e sottoposti alla visita fiscale. Quando fu emanata la normativa, la Gilda si dichiarò subito contraria, giudicandola una misura liberticida che pone i docenti agli “arresti domiciliari”. E adesso il sindacato torna all'attacco lanciando un'iniziativa legale su tutto il territorio nazionale.

Secondo i recenti orientamenti della giurisprudenza comunitaria, infatti, è da considerarsi tempo di lavoro tutto quello che il dipendente mette a disposizione del datore di lavoro. Alla luce di ciò, e in seguito a un qualificato parere legale richiesto dalla Federazione, il sindacato invita i docenti a presentare ricorso contro il decreto del ministro della Funzione pubblica, chiedendo che vengano pagate tutte le ore in più di lavoro passivo imposte con l'obbligo di reperibilità a casa.

“Praticamente - spiega il coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams, Rino Di Meglio – chiediamo che la libertà di cui vengono privati i docenti venga retribuita, così come già avviene per altre categorie di lavoratori, ad esempio i medici e gli infermieri che sono disponibili anche fuori dall'orario di servizio in ospedale e per questo vengono remunerati. Il decreto Brunetta è fortemente discriminatorio nei confronti dei dipendenti pubblici – conclude Di Meglio - e il nostro obiettivo è che i controlli sugli ammalati vengano fatti in fasce orarie accettabili, esattamente come avviene per i dipendenti privati”.


Roma, 13 marzo 2009