Mobilità

Procedura informatizzata per le graduatorie interne rinviata al prossimo a.s.

RESOCONTO INCONTRO MI  04/03/2022

Nel pomeriggio di oggi 4 marzo 2022 si è svolto un incontro tra le OO.SS. e l'amministrazione scolastica, avente per oggetto la procedura informatizzata per l'individuazione dei soprannumerari. Per la Direzione Generale erano presenti la dott.ssa Unmarino e l'esperto del sistema informatico dott. Verde.

La dott.ssa Unmarino in apertura ha comunicato che l'Amministrazione ha deciso di accogliere le richieste delle OO.SS. , rinviando l'applicazione generalizzata della nuova procedura al prossimo anno scolastico, tuttavia ha evidenziato che è intenzione del Ministero di farla partire in via sperimentale e facoltativa già da quest'anno. Tutte le OO.SS. hanno sottolineato che l'avvio, seppure in via sperimentale, potrebbe generare problemi e confusione nelle scuole, nelle quali è già stato presentato il modulo cartaceo da parte dei docenti e hanno chiesto pertanto di avviare tale fase sperimentale nei prossimi mesi. La dott.ssa Unmarino si è impegnata a riferire le posizioni dei sindacati al Direttore Generale.

L'incontro è proseguito con l'illustrazione della procedura che in sostanza è suddivisa in 6 fasi:

1) compilazione on line della dichiarazione ai fini della graduatoria interna d'istituto;

2) produzione delle graduatorie d'istituto dopo la valutazione e convalida delle dichiarazioni prodotte;

3) abilitazione delle scuole da parte dell'ATP per l'individuazione dei perdenti posto;

4)abilitazione dei docenti, la scuola individua i perdenti posto e li abilita alla presentazione/integrazione della domanda di mobilità;

5) presentazione/integrazione domande di mobilità docenti perdenti posto;

6) interrogazione /acquisizione delle domande di mobilità da parte dell'ATP.

 

SPECIALE MOBILITÀ 2022/23 - Domande online dal 28 febbraio 2022



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- Ipotesi CCNI Mobilità 2022/25 (non siglata da Gilda-Unams, Flc Cgil, Uil Tua, Snals)

Ordinanza Ministeriale 45 del 25 febbraio 2022 (Docenti e ATA)

Ordinanza Ministeriale (Religione) 46 del 25 febbraio 2022

Nota MI (Trasmissione delle O.M.) del --

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DIDATTICA A DISTANZA, GILDA: NO AD ABUSI DA PARTE DEI DIRIGENTI SCOLASTICI

 “La maggior parte dei docenti italiani, pur se nei limiti dettati dalle tecnologie e dalle competenze digitali di ciascuno di loro e dei propri studenti, si sta adoperando attraverso la didattica a distanza per continuare a svolgere le lezioni. Riteniamo importante sottolineare, però, che modi, tempi e metodi impiegati nell’attuazione della didattica a distanza devono essere lasciati alla discrezionalità dei singoli docenti, nel rispetto della libertà d’insegnamento sancita dall’articolo 33 della nostra Costituzione”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, interviene in merito agli eccessi di decisionismo dirigenziale dimostrati da alcuni presidi.

 

“La libertà d’insegnamento costituzionalmente garantita – prosegue Di Meglio – è ribadita anche dal Ministero dell’Istruzione nella nota dell’8 marzo scorso in cui si legge che ‘a seconda delle piattaforme utilizzate, vi è una varietà di strumenti a disposizione. Si ricorda, peraltro che la normativa vigente (Dpr 122/2009, D.lgs 62/2017), al di là dei momenti formalizzati relativi agli scrutini e agli esami di Stato, lascia la dimensione docimologica ai docenti, senza istruire particolari protocolli che sono più fonte di tradizione che normativa’.

L’emergenza che stiamo affrontando impone a ciascuno di fare responsabilmente la propria parte, evitando contrapposizioni e sfoggi muscolari che in questo momento non possono che nuocere alla scuola”.

 

“In questi giorni di aule deserte in tutta Italia forse ci si sta rendendo conto di ciò che la scuola è: un luogo dove trasmettere conoscenza, cultura, valori attraverso la troppo spesso criticata ‘lezione frontale’ che adesso tanto manca e sulla quale, quando questa nostra ora più buia sarà passata, occorrerà aprire una riflessione per rivalutarla e valorizzarla”, conclude Di Meglio.

 

 

Roma, 12 marzo 2020

Covid: ritorno in classe non sia questione ideologica, garantire sicurezza

ritorno in presenza
Di Meglio commenta le dichiarazioni della ministra Azzolina sul 9 dicembre come data di una possibile ripresa delle lezioni in presenza
“Lo abbiamo già detto più volte e lo ribadiamo con fermezza: il tema della ripresa in presenza delle attività didattiche non può e non deve assumere un carattere ideologico e la decisione sulla riapertura degli istituti ad alunni e docenti deve basarsi su evidenze scientifiche certe. Un dato è sicuro: se le aule scolastiche sono diventate off-limits è perché i protocolli di sicurezza adottati non si sono dimostrati adeguati all’emergenza in corso e, dunque, vanno rivisti”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta le dichiarazioni della ministra Azzolina che ha indicato il 9 dicembre come data di un possibile ritorno a scuola.
Inutile e dannoso, secondo Di Meglio, lo scaricabarile istituzionale: “Per tenere aperte le scuole in sicurezza, è indispensabile garantire tutti gli elementi necessari a che ciò avvenga, dalle misure organizzative per scaglionare i flussi degli studenti in ingresso e in uscita dagli edifici scolastici, agli interventi sanitari quali i test rapidi e un sistema celere di tracciamento dei contagi, passando per il potenziamento della rete di trasporto pubblico locale”.
“Fin dall’inizio della pandemia, la Gilda ha definito la Didattica a Distanza un surrogato della scuola e che, dunque, non potrà mai sostituirla. Perciò noi siamo per la scuola in presenza, ma con protocolli di sicurezza che non facciano acqua da tutte le parti. Il diritto all’istruzione, che può essere esercitato pienamente soltanto attraverso la relazione diretta tra docente e discente, e il diritto alla salute sono sanciti dalla nostra Costituzione e, pertanto, devono essere garantiti entrambi senza che l’uno escluda o calpesti l’altro”, conclude Di Meglio.
Roma, 26 novembre 2020
Ufficio stampa Gilda Insegnanti

Di Meglio commenta le dichiarazioni della ministra Azzolina sul 9 dicembre come data di una possibile ripresa delle lezioni in presenza
“Lo abbiamo già detto più volte e lo ribadiamo con fermezza: il tema della ripresa in presenza delle attività didattiche non può e non deve assumere un carattere ideologico e la decisione sulla riapertura degli istituti ad alunni e docenti deve basarsi su evidenze scientifiche certe. Un dato è sicuro: se le aule scolastiche sono diventate off-limits è perché i protocolli di sicurezza adottati non si sono dimostrati adeguati all’emergenza in corso e, dunque, vanno rivisti”.

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