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SCUOLA DELL'INFANZIA: IERI, OGGI, MA DOMANI?
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CONVEGNO-INFANZIA-MANIFESTOPerché questo convegno?

Tra le tante deleghe comprese nella legge 107/2015 si prevede il riordino del segmento di istruzione/educazione 0-6 anni che viene concepito come "servizio integrato".

Entro 180 giorni (perciò entro gennaio 2016...) il governo avrebbe dovuto emanare un decreto legislativo di modifica sostanziale degli assetti della scuola dell'infanzia (segmento 3-6 anni) e dei nidi (segmento 0-3 anni).

Fino ad oggi ciò non è accaduto e l’emendamento Puglisi alla legge di stabilità per l’istituzione del fondo di 100 milioni di euro in tre anni per l’attuazione del sistema integrato è stato bocciato dal Senato.

Nella legge 107 si propone per il servizio integrato 0-6 la funzione di “conciliazione tra tempi di vita, di cura e di lavoro dei genitori”.

Parole che non compaiono in nessuna precedente norma né tanto meno nelle Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia del 2012, che compongono un tutto unitario con le Indicazioni per il primo ciclo e dove le finalità sono formulate attraverso le tre parole chiave di identità, autonomia, competenza con al centro il bambino.

Parlare astrattamente di "servizio integrato" può quindi penalizzare la scuola dell’infanzia che non è servizio alla persona o servizio a domanda individuale.

È invece istituzione integrata nel primo ciclo, che fa parte a pieno titolo del percorso formativo delle cittadine e dei cittadini italiani del nostro sistema scolastico.

Per questo la scuola dell’infanzia deve essere salvaguardata nella sua autonomia e nella sua specificità pedagogica e didattica che le hanno permesso di raggiungere nel nostro Paese quei livelli di qualità ed eccellenza riconosciuti sul piano internazionale.

Ma l’assenza nella delega di una chiara specificità dei percorsi 0-3 (nidi) e 3-6 (scuola dell'infanzia) consente invece di introdurre una sorta di flessibilità deprofessionalizzante degli insegnanti della scuola dell'infanzia che potrebbero essere collocati indifferentemente anche nei nidi.

Inoltre si prevede il cofinanziamento dei costi di gestione e la compartecipazione delle "famiglie utenti del servizio" con l’introduzione cioè della quota capitaria che può favorire l'esternalizzazione del servizio.

L'effetto immediato di spostare in delega la scuola dell'infanzia e di non riconoscerle lo status di ordine di scuola che all’oggi le appartiene, è stato lo scorporo dal piano assunzionale straordinario (fase b e c) dei docenti della scuola dell'infanzia.

Questo convegno è una importante occasione di confronto e proposta per il governo e le forze politiche affinchè si diano risposte chiare alle evidenti ambiguità contenute nella delega 0-6 anni.

 

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