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RIORDINO DELL'ISTRUZIONE PROFESSIONALE, INCONTRO AL MIUR
Relazioni sindacali

laboratorio_elettronicaIl giorno 15 ottobre 2015, alle ore 10.30, si è tenuto il primo incontro tra OO.SS. e Amministrazione MIUR sulla delega inerente il riordino dell'istruzione professionale.

Per l'Amministrazione sono intervenuti il Capodipartimento dott.ssa Rosa De Pasquale, la direttrice di dipartimento Carmela Palumbo, il capo della segreteria tecnica del Ministro Francesco Lucisano.
Ha introdotto la dott.ssa Palumbo che ha evidenziato come questa sia una delle deleghe più complesse previste nella legge 107/15 che ha risvolti anche dal punto di vista degli ordinamenti.

Il problema istituzionale di fondo è che siamo di fronte anche ad una revisione del quadro costituzionale con particolare riferimento alla rideterminazione delle competenze tra Stato e Regioni.

Dopo la riforma costituzionale del titolo V del 2001 e le diverse riforme della scuola che si sono succedute nel decennio successivo, i previsti livelli essenziali delle prestazioni (LEP) per l'istruzione professionale (istruzione professionale di competenza dello Stato – ip – e istruzione e formazione professionale di competenza regionale – iefp -) sono ancora oggettivamente lontani dall'essere raggiunti in molte regioni.
Con la legge 107 e la riforma costituzionale in itinere saranno più forti le competenze dello Stato (MIUR e Ministero del Lavoro).

Lo Stato detterà non solo gli standard delle prestazioni essenziali, ma anche le norme generali di organizzazione. In questo senso serve un più organico collegamento tra MIUR e Ministero del Lavoro e Regioni. Le competenze generali quindi torneranno allo Stato.
L'ampia delega prevista dalla legge 107 dovrebbe porre rimedi alle problematiche legate alla riforma del 2010 e al calo costante delle iscrizioni, con l'eccezione del settore della ristorazione.

Negli ultimi anni c'è stata infatti una sostanziale stabilità di iscritti solo nella formazione professionale regionale (circa 300 mila ma con grandi differenze regionali).

In alcune regioni si è invece assistito ad una sussidiarietà inversa: le regioni hanno riconsegnato allo Stato il settore professionale.

E' aperto il problema delle qualifiche attribuito alle regioni (di norma 21 percorsi di qualifica). La riorganizzazione dei corsi deve tenere conto della sovrabbondanza delle qualifiche che in alcuni casi sono oggetto di scarso interesse da parte dell'utenza.

Si propone una sorta di "sistema di istruzione professionale integrato" tra Stato e regioni anche in relazione al settore degli istituti tecnici che potrebbero accogliere segmenti dell'attuale istruzione professionale in un'ottica di semplificazione. Bisogna in ogni caso evitare la duplicazione dei percorsi per garantire alle famiglie la trasparenza delle scelte. Bisogna infine capire come applicare il principio della sussidiarietà nelle more della riforma costituzionale.
Il dott. Lucisano ha posto in rilievo l'importanza di questi incontri che confida siano collocati al di fuori delle strette competenze e interessi sindacali poiché riguardano l'assetto stesso degli ordinamenti della scuola italiana.
Il rappresentante dell'ANP (Associazione Nazionale Presidi) ha invitato tutti a non ripercorrere gli errori del 2010. I tre ordini della scuola secondaria di secondo grado (Licei, Tecnici, Professionali) devono essere chiaramente caratterizzati per evitare che l'istruzione professionale assuma il carattere di istruzione "rimediale". Per fare questo è necessario valorizzarla in modo distinto da quella tecnica.

Il fine dovrebbe essere quello di evitare sprechi di risorse umane (vedi dispersione scolastica) ponendo l'attenzione sulle competenze concrete (percorsi imparar facendo).
La delegazione della FGU-Gilda degli Insegnanti ha ricordato come in sede di discussione della riforma Gelmini e della riforma dell'istruzione professionale aveva già ampiamente previsto gli aspetti disastrosi dell'assetto proposto e che hanno portato ad una sorta di implosione del settore professionale statale.

Serve una nuova cultura nelle famiglie, negli studenti e nel Paese per non relegare l'istruzione professionale a cenerentola del sistema o ambito di accoglienza delle fasce giovanili più fragili e in difficoltà.

Serve una visione nuova dell'orientamento, ma serve soprattutto reintegrare quegli elementi che caratterizzavano l'istruzione professionale prima delle fallimentari riforme degli ultimi anni con particolare riferimento alla necessità di reintegrare gli spazi laboratoriali e la presenza degli Insegnanti Tecnico Pratici nella didattica attiva.
Essenziale inoltre è riconoscere e riparare all'errore fatto in merito alla scomparsa degli Istituti d'Arte.
Le altre OO.SS. hanno messo in rilievo i molti elementi critici che accompagnano la delega sull'istruzione professionale. In particolare si esprime preoccupazione per il fatto che nella delega non sia esplicitato il raccordo con l'istruzione tecnica, che sia mancata la fase dell'orientamento strutturato in particolare nella scuola media, che manca ancora il previsto monitoraggio della riforma del 2010, che c'è ancora confusione tra tempo scolastico e aumento delle attività laboratoriali, che è ancora incerto se la delega debba essere fatta senza oneri per lo Stato. In molti interventi si è fatto riferimento al modello tedesco.
Tutte le OO.SS. hanno concordato che, pur di fronte ad una così grande mole di problematiche da affrontare e alla pluralità di visioni relative ai modelli di istruzione professionale proposti (è evidente che la Gilda abbia un impostazione diversa da quella proposta in particolare da CISL e Cgil-Flc), è importantissimo che gli incontri sulla questione siano frequenti e caratterizzati da proposte specifiche da parte dell'amministrazione e del governo.
La dott.ssa Palumbo ha assicurato che in tempi brevi saranno resi pubblici i dati relativi ad iscrizioni, andamenti delle valutazioni intermedie formali, esiti delle prove Invalsi nell'istruzione professionale (che risulterebbero "imbarazzanti") ed esami di stato.

La fase di monitoraggio dell'esperienza degli ultimi cinque anni dovrebbe iniziare a breve confidando di superare le carenze attuali (sul segmento iefp ci sono ad es. solo dati isfol).

La dott.ssa De Pasquale e il dott. Lucisano hanno convenuto dell'importanza degli incontri e del dibattito iniziato impegnandosi a breve di riconvocare una specifica riunione accompagnandola con proposte concrete.
A margine dell'incontro la nostra delegazione ha presentato all'amministrazione le problematiche relative a:
pagamento degli stipendi dei precari;
questione dei convitti per quanto riguarda l'elezione del comitato di valutazione per l'anno di prova in quanto mancano i consigli d'istituto;
questione card per il personale educativo;
necessità di un incontro relativo alle problematiche dell'alternanza scuola lavoro

 La delegazione della Gilda degli Insegnanti

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