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IMMISSIONI IN RUOLO, GILDA: POCHE 10MILA ASSUNZIONI A FRONTE DI 130MILA PRECARI
Comunicato
precari2Stabilizzazione del personale scolastico, manovra finanziaria, valorizzazione della professione docente: ecco gli argomenti di cui hanno discusso oggi pomeriggio i sindacati e il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, durante l’incontro che si è svolto a viale Trastevere.

 

Sul fronte delle immissioni in ruolo, Gelmini ha confermato che, salvo cambiamenti da parte del ministero dell’Economia, riguarderanno 10mila insegnanti e 6mila Ata. In merito alla manovra Finanziaria, poi, il ministro ha ribadito che si procederà in tempi brevissimi alla redazione del decreto interministeriale con cui si dovrebbero recuperare gli scatti di anzianità. Per quanto riguarda il merito, infine, alle sigle sindacali è stato comunicato che la parte dei risparmi inutilizzata per il recupero degli scatti di anzianità sarà destinata alla sperimentazione di forme di valorizzazione della professione docente. Il ministero, però ha sottolineato che, in mancanza di un accordo con i sindacati, il Governo interverrà per via legislativa.

 

“Dalle nostre proiezioni – afferma il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio – risulta che, nonostante i tagli feroci operati dal Governo, i precari sono ancora numerosissimi: calcolando sia i supplenti che hanno ricoperto l’incarico per tutto l’anno, sia quelli che hanno prestato servizio fino al termine dell’anno scolastico, i precari sono 130mila, cioè uno ogni sei insegnanti. Oltre a ciò – aggiunge Di Meglio – bisogna considerare che i posti concessi non rappresentano neanche il 50% dei pensionamenti. In questo modo, si continua ad accentuare una politica di precarizzazione del personale scolastico che nuoce alla qualità dell’insegnamento, incidendo negativamente sulla continuità didattica”.

 

Il coordinatore nazionale della Gilda esprime un giudizio negativo anche sulla Finanziaria, ribadendo che si tratta di una manovra iniqua “perché – spiega – a pagare non sono tutti i cittadini, ma soltanto i dipendenti pubblici e, in particolar modo, gli insegnanti. Perciò ci auguriamo che i risparmi vengano utilizzati per restituire le progressioni di anzianità, prestando attenzione soprattutto ai neo immessi in ruolo e ai docenti che altrimenti, andando in pensione nei prossimi tre anni, rischiano di subire una perdita economica permanente”.

 

Critico anche il commento in merito alla valorizzazione del personale docente: “Non riteniamo – conclude Di Meglio – che un sistema serio di valutazione possa essere individuato in modo sbrigativo e senza risorse. Siamo disponibili a discutere, purché ci si occupi di migliorare la qualità dell’insegnamento e non si premino progettifici e attività burocratiche”.

 

Roma, 4 agosto 2010

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