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PIANO DI FORMAZIONE 2016/17, INCONTRO AL MIUR DEL 26/07/2016
Formazione

formazioneIl giorno 26 luglio 2016 alle ore 12 presso il MIUR si è tenuta una riunione informativa tra Amministrazione e OO.SS. sul piano della formazione dei docenti e delle scuole previsto a partire dall’a.s. 2016-17.
Per l’Amministrazione erano presenti Novelli, D’amico, Leoni, Baretta.

Per la segreteria tecnica del Ministro Damien Lanfray.

La dott.ssa Novelli ha dettato a grandissime linee il percorso del piano che doveva essere presentato dal Ministro domani in conferenza stampa.

Poiché ci sono alcune parti del piano stesso che abbisognano di verifiche e aggiustamenti, il MIUR intende presentare il Piano alla fine di agosto o per i primi di settembre per consentire alle scuole di procedere alla sua applicazione.

Il piano, a detta del MIUR, ha visto la partecipazione delle associazioni professionali, e si intende tenere aperto il dialogo nel mese prossimo. Il documento consta di circa 60 pagine e non è stato consegnato in bozza alle OO.SS.
Per il 2016 ci sarebbero circa 26 milioni da utilizzare.

La cifra a regime, come la legge 107/15 prevede, è di 40 milioni annui. Le risorse sarebbero distribuite a bando per reti di scuola o con scuola capofila con la collaborazione dell’USR.  Il target sono le scuole e i docenti. Si parla infatti di piano per la crescita professionale dei docenti che darà le priorità di indirizzi nella formazione nei prossimi tre anni.
Il documento dovebbe essere in tre parti:
 - esigenze nazionali (es. gestione della classe, competenze linguistiche):
  - esigenze della scuola piano fatto dal dirigente legato al piano di miglioramento e dello sviluppo professionale del docente (portfolio personale del docente).

Da ricordare che sono stati espressamente richiesti dalle associazioni professionali definizioni degli Standard Professionali dei docenti.

Le priorità  della formazione per il prossimo triennio dovebbero rispettare una quota sostanziale  per l’autonomia scolastica.

Vi possono essere due livelli di intervento: una dimensione classica (competenze digitali e lingue straniere), una dimensione legata alle competenze di sistema (progettazione per autonomia). In questo caso i percorsi formativi saranno congiunti con i dirigenti.
Nella seconda parte è prevista anche l’area dell’inclusione che dovrebbe toccare anche temi emergenti quali l’emarginazione giovanile, ecc.

Un capitolo fondamentale è relativo alla questione governance, capitolo fondamentale con la presenza di una task force regionale. L’organizzazione prevede il riferimento dei piani territoriali di formazione agli ambiti con un monitoraggio degli interventi formativi.

A livello di singola scuola viene riconosciuto il piano di formazione dell’istituto con risorse certe entro l’anno solare.
La formazione avverrà mediante Unità Formative Certificate con ore in presenza e gran parte dell’intervento mediante lavoro laboratoriale/on line.

Ci saranno delle tipologie proposte di unità formative che potranno essere attivate anche con l’uso della carta del docenti. Il numero delle unità formative minimo è ancora da verificare e dovrebbe essere spalmato sul triennio.

La terza parte del documento punta invece sui temi della valorizzazione delle risorse della scuola, della valorizzazione dei formatori e sulla  trasferibilità delle esperienze.
Nelle risorse per la formazione verrà utilizzato anche il Fondo sociale europeo. Il piano dovrebbe mettere a sistema tutte le risorse già esistenti (compresi i fondi PON).

Ci sarà il monitoraggio del piano (partendo dai piani formativi di istituto). Per fare questa è prevista l’attivazione di una piattaforma del MIUR che consentirà di vedere le scelte formative dei docenti. Ci sarà quindi un unico sistema integrato a livello informativo nella logica di sussidiarietà con le associazioni professionali. Il ruolo centrale del docente che potrà essere parte attiva nella progettazione.

La delegazione della Gilda, insieme alle altre OO.SS., ha messo in rilievo che il piano appare molto ambizioso e non facilmente comprensibile senza l’analisi del testo in bozza. Da rimarcare sempre la necessaria centralità delle scelte a livello di Collegio dei Docenti e soprattutto il fatto che l’attività di formazione deve essere ricondotta all’applicazione del contratto vigente che non comporta obblighi in termini di ore aggiuntive. Se ciò non fosse e si procedesse ad un obbligo unilaterale per i docenti senza riconoscimento economico si aprirà un grave contenzioso e una profonda spaccatura con i docenti.

In questo caso la Gilda chiamerà tutti i docenti alla mobilitazione contro il Piano di Formazione.

In particolare appare pericoloso continuare nelle logica della certificazione unilaterale dei crediti professionali anche mediante la creazione di un portfolio professionale individuale che è da leggere unitamente alla “chiamata diretta” e agli elementi di valorizzazione con bonus per il merito.

La Gilda chiede che il Piano venga spostato dopo l’apertura del contratto nazionale collettivo scuola nel quale far rientrare la formazione come elemento di qualità, condiviso con tutti i docenti.
Purtroppo la delegazione del MIUR fino all’ultimo ha continuato a ribadire che “saranno poche ore..”, “si interverrà con cautela”, ma senza nessuna apertura circa il riconoscimento economico aggiuntivo del lavoro e delle ore fatte.
Il MIUR si è riservato di riconvocare nel prossimo mese un tavolo con le OO.SS. dando maggiori ragguagli tecnici sulla natura e i contenuti del Piano.

Roma, 26 luglio 2016
La delegazione della FGU-Gilda degli Insegnanti

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