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GLI STIPENDI DEI DOCENTI GRIDANO VENDETTA, STANZIARE RISORSE ADEGUATE
Comunicato

salvadanaio-rotto1“Secondo un recente rapporto dell’Ocse su ruoli e stipendi dei capi di istituto di 27 Paesi, i dirigenti scolastici italiani sarebbero tra i più pagati, classificandosi soltanto dopo Australia e Regno Unito. 

La differenza invece con le retribuzioni dei docenti è in assoluto la maggiore al mondo. 

Un preside australiano, infatti, guadagna l’85% in più di un proprio insegnante, nel Regno Unito si sale al 136%: quasi due volte e mezzo. Ma In Italia il divario è ancora più marcato: siamo al 160% in più, pari a oltre due volte e mezzo lo stipendio medio di un docente in cattedra. Ovviamente parliamo di retribuzione lorda e sappiamo che la tassazione in Italia colpisce molto gli stipendi medi. Ma si tratta comunque di numeri che confermano ancora una volta come il trattamento economico degli insegnanti italiani gridi vendetta”.

Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che ricorda come anche un’indagine condotta due anni fa dal Centro Studi Nazionale della Gilda sottolineasse lo stato di progressivo impoverimento dei docenti italiani.

Secondo i dati elaborati dal sindacato analizzando la variazione annua degli stipendi in relazione all’andamento dell’inflazione dal 1997 al 2018, dal 2007 al 2019 le buste paga mensili si sono alleggerite di circa 170 euro lordi.

“Un calo vertiginoso delle retribuzioni – rimarca Di Meglio – che dal 2019 ad oggi, con ogni probabilità, si è ulteriormente acuito. Questo scivolamento costante verso il basso non è più tollerabile e perciò in sede di apertura del rinnovo contrattuale la Gilda si batterà affinché vengano stanziati fondi specifici per l’aumento stipendiale dei docenti, così da riequilibrare finalmente la forbice sempre più ampia con le retribuzioni delle altre categorie di dipendenti pubblici”.

 

Roma, 11 maggio 2021

 
PER LA SCUOLA L’ORCHESTRA È CAMBIATA MA LA MUSICA È SEMPRE LA STESSA
Comunicato

Schermata-2019-03-12-alle-10.14.35-1“L’orchestra è cambiata ma la musica è rimasta la stessa: le classi pollaio continueranno ad affliggere la scuola italiana, inficiando la sicurezza di alunni e insegnanti e la qualità della didattica. La pandemia poteva essere un’occasione per iniziare a sanare le gravi falle del nostro sistema scolastico e per riconoscere finalmente alla scuola, anche con i fatti, la sua importanza strategica per tutto il Paese. E invece contiamo soltanto parole e omissioni ma nessuna opera”.

 

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta i provvedimenti sugli organici dei docenti per il prossimo anno scolastico che lasciano invariati tutti i limiti agli sdoppiamenti delle classi senza prevedere alcuna deroga al numero degli alunni per classe.

“Con ogni probabilità, se avverrà in presenza, a settembre assisteremo a un rientro a scuola ancora con classi di 27 alunni nella primaria e 31 nella secondaria, stipati in aule che già in condizioni normali non garantirebbero sempre la sicurezza, figurarsi nel contesto pandemico attuale.

 

Evidentemente, il futuro che il governo immagina per la scuola italiana non pone realmente al centro l’imprescindibilità del contatto diretto tra docenti e discenti, pur sottolineata da più parti, perché se davvero fosse così, si sarebbe intervenuti seriamente su tutte le misure necessarie per garantire un ritorno sui banchi in sicurezza, compreso un doveroso ampliamento degli organici”.

 

Al mancato investimento sugli organici fa eco il fenomeno drammatico del precariato che rischia seriamente di minare il regolare inizio del prossimo anno scolastico. Ai 213mila docenti precari vanno aggiunti anche i pensionamenti che, secondo le cifre ancora parziali a disposizione, finora ammontano a circa 28mila. Numeri che potrebbero far schizzare a quota 250mila l’esercito di precari.

  

Roma, 23 aprile 2021

 
MOBILITÀ, SCONCERTO PER MODI E TEMPI ORDINANZA MINISTERIALE
Comunicato
MOBILITÀ, SCONCERTO PER MODI E TEMPI ORDINANZA MINISTERIALE
“Dopo giorni di silenzio, senza alcuna convocazione di un incontro neppure informale da parte del ministero, ieri sera è stata diramata improvvisamente l’ordinanza sulla mobilità. Una modalità che desta sconcerto, sia per la mancata informazione preventiva alle organizzazioni sindacali, sia per l’estrema ristrettezza dei tempi fissati per la presentazione delle domande che scadranno il 13 aprile. Considerate anche le festività pasquali e le difficoltà provocate dalle misure di contenimento anti-Covid, inevitabilmente le nostre strutture sindacali, impegnate nell’assistenza al personale scolastico, dovranno lavorare con ritmi molto stressanti e ciò non gioverà di certo al regolare e sereno svolgimento delle operazioni”. Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.
Entrando nel merito dell’ordinanza, poi, Di Meglio rimarca con grande amarezza la mancata soluzione della questione riguardante il vincolo quinquennale, sulla quale pure c’è stato un intenso confronto con i sindacati affinché venisse affrontata a livello politico. “Il vincolo quinquennale viene confermato dall’ordinanza, continuando a perpetrare una grave ingiustizia che la Gilda ha più volte denunciato”.
“Dopo questo colpo di scena da parte di viale Trastevere, chiediamo che si intervenga almeno sul fronte della mobilità annuale per sanare la situazione, augurandoci che quanto prima sia dato seguito alle intenzioni espresse dal ministro Bianchi in merito alla ripresa di buone relazioni sindacali. A tal proposito – conclude Di Meglio – è opportuno notare che ad oggi non è stato ancora convocato nessuno dei tavoli di lavoro annunciati durante il nostro primo incontro”.
Roma, 30 marzo 2021
“Dopo giorni di silenzio, senza alcuna convocazione di un incontro neppure informale da parte del ministero, ieri sera è stata diramata improvvisamente l’ordinanza sulla mobilità. Una modalità che desta sconcerto, sia per la mancata informazione preventiva alle organizzazioni sindacali, sia per l’estrema ristrettezza dei tempi fissati per la presentazione delle domande che scadranno il 13 aprile. Considerate anche le festività pasquali e le difficoltà provocate dalle misure di contenimento anti-Covid, inevitabilmente le nostre strutture sindacali, impegnate nell’assistenza al personale scolastico, dovranno lavorare con ritmi molto stressanti e ciò non gioverà di certo al regolare e sereno svolgimento delle operazioni”. Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.

Entrando nel merito dell’ordinanza, poi, Di Meglio rimarca con grande amarezza la mancata soluzione della questione riguardante il vincolo quinquennale, sulla quale pure c’è stato un intenso confronto con i sindacati affinché venisse affrontata a livello politico. “Il vincolo quinquennale viene confermato dall’ordinanza, continuando a perpetrare una grave ingiustizia che la Gilda ha più volte denunciato”.

“Dopo questo colpo di scena da parte di viale Trastevere, chiediamo che si intervenga almeno sul fronte della mobilità annuale per sanare la situazione, augurandoci che quanto prima sia dato seguito alle intenzioni espresse dal ministro Bianchi in merito alla ripresa di buone relazioni sindacali. A tal proposito – conclude Di Meglio – è opportuno notare che ad oggi non è stato ancora convocato nessuno dei tavoli di lavoro annunciati durante il nostro primo incontro”. 


Roma, 30 marzo 2021
 
GILDA A GOVERNO: INTOLLERABILE SOVRAFFOLLAMENTO AULE
Comunicato

classi pollaio“Avere 30 alunni per classe non era tollerabile prima della pandemia e non lo è ancora di più adesso con le misure sul distanziamento sociale imposte dall’emergenza sanitaria e l’avanzata impetuosa della variante inglese del virus che contagia soprattutto la fascia scolastica della popolazione.

Al Governo e al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, che sul tema si è già espresso con toni critici, chiediamo di intervenire con urgenza per arginare l’annoso fenomeno del sovraffollamento delle aule”.

Il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, torna a battere su uno dei tasti più dolenti della scuola italiana, inviando a viale Trastevere una richiesta formale in cui sottolinea l’esigenza non più procrastinabile di reperire le risorse economiche necessarie per adeguare i locali attualmente a disposizione per le attività didattiche e per aumentare il numero dei docenti in servizio. “Spazi e organici – conclude Di Meglio - sono le due leve sulle quali bisogna agire se si vuole davvero porre fine all’odioso fenomeno delle classi pollaio”.

 

Roma, 9 marzo 2021

 
Stabilità e qualità per la professione docente
Comunicato

proposta Gilda reclutamentoPresentata in videoconferenza stampa la proposta della FGU-Gilda degli Insegnanti per un nuovo sistema di reclutamento


 

Un intervento strutturale sulla formazione in ingresso e sulle abilitazioni, basato su meccanismi automatici, caratterizzato da un percorso certo, lineare e fisso nel tempo, in grado di ricondurre il precariato a percentuali fisiologiche, e che salvaguardi la qualità dell’insegnamento e sia conforme alle norme europee sui contratti a tempo determinato. È questo l’obiettivo che si pone la proposta della FGU-Gilda degli Insegnanti per un nuovo sistema di reclutamento, presentata da Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della FGU-Gilda degli Insegnanti, e Antonio Antonazzo, responsabile del Dipartimento Precari della Gilda degli Insegnanti, nel corso della videoconferenza stampa “Stabilità e qualità per la professione docente”.
Sul canale YouTube della Federazione Gilda-Unams è disponibile la registrazione della videoconferenza.

Un intervento strutturale sulla formazione in ingresso e sulle abilitazioni, basato su meccanismi automatici, caratterizzato da un percorso certo, lineare e fisso nel tempo, in grado di ricondurre il precariato a percentuali fisiologiche, e che salvaguardi la qualità dell’insegnamento e sia conforme alle norme europee sui contratti a tempo determinato.

È questo l’obiettivo che si pone la proposta della FGU-Gilda degli Insegnanti per un nuovo sistema di reclutamento, presentata da Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della FGU-Gilda degli Insegnanti, e Antonio Antonazzo, responsabile del Dipartimento Precari della Gilda degli Insegnanti, nel corso della videoconferenza stampa “Stabilità e qualità per la professione docente”. 


Sul canale YouTube della Federazione Gilda-Unams è disponibile la registrazione della videoconferenza.

 

 
PRECARIATO, RECLUTAMENTO E CONTRATTO SIANO PRIORITÀ DEL NEO MINISTRO
Comunicato

Ministro Bianchi“I nostri migliori auguri di buon lavoro al neo ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. Il mondo dell’istruzione, come tutti gli altri settori del Paese, sta attraversando ormai da un anno uno dei suoi momenti più difficili ma, grazie all’infaticabile impegno dei docenti e di tutti i lavoratori della scuola, non si è mai fermato, ha resistito e continua a resistere. Tanta strada c’è ancora da fare per superare questa crisi e per dare risposte ai tanti problemi che da anni affliggono la scuola italiana. Auspichiamo di poter instaurare un dialogo costruttivo e di avere presto un confronto per illustrare le nostre proposte di intervento”.

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, accoglie la nomina del nuovo titolare di viale Trastevere.

 

“Tra le questioni prioritarie di cui sarà investito Bianchi, evidenziamo quella del precariato, diventata una malattia cronica che conta oltre 200mila docenti precari e che può essere sanata soltanto mettendo in campo un sistema di reclutamento efficiente in grado di garantire una stabilizzazione seria e più veloce. Poi c’è il capitolo del rinnovo del contratto da affrontare, per il quale chiediamo vengano reperite le risorse economiche necessarie prima di tutto per colmare la differenza retributiva con gli altri dipendenti del pubblico impiego, e poi con i docenti degli altri Paesi europei. Fondamentale è anche la semplificazione delle normative contrattuali e la sburocratizzazione del lavoro degli insegnanti”.

 

 

Roma, 13 febbraio 2021

 
Per la riapertura delle scuole servono misure adeguate di accompagnamento a tutela della sicurezza e della salute
Comunicato

Per la riapertura delle scuole servono misure adeguate di accompagnamento a tutela della sicurezza e della salute

 

La decisione di tornare a lavorare in presenza, a partire dal 26 aprile, in tutte le scuole di ogni ordine e grado, pur essendo un obiettivo condiviso, è stata assunta - come comunicato dal Presidente del Consiglio Draghi nella sua conferenza stampa di ieri – basandosi su un calcolo di “rischio ragionato” che non basta a dare tranquillità e garanzie al personale e agli alunni, le cui condizioni relativamente al distanziamento sono rimaste immutate, nonostante le varianti del virus.
Allora la domanda da porsi è: “Quali misure di sicurezza in più sono state nel frattempo approntate visto che in tutte zone di rischio, comprese arancione e gialla, debbono permanere tutte le precauzioni anticovid per scongiurare la diffusione del contagio?”
È dunque necessario - ed è bene che le autorità preposte, tutte, riflettano attentamente sul da farsi - che in questi giorni che ci separano dalla effettiva generale apertura del 26 aprile vengano messi in atto provvedimenti adeguati. E ciò perché la pandemia non ha cessato di manifestare i suoi effetti dannosi per la salute e la vita delle persone.
Occorre a tal fine anzitutto aggiornare i protocolli di sicurezza, peraltro mai puntualmente applicati, che sono fermi all’estate del 2020; poi occorre attivare un’efficace azione di tracciamento, potenziare i trasporti (che sono il luogo dove le persone che frequentano la scuola corrono i rischi maggiori di contagio) e, soprattutto, occorre consentire che le scuole – supportate dagli uffici scolastici regionali, e non più costrette a seguire le discutibili decisioni delle Regioni, fin qui dimostratesi ampiamente non all’altezza – possano auto organizzarsi circa gli orari di ingresso e di uscita, la durata delle lezioni  e quant’altro occorra per garantire il lavoro e le lezioni in sicurezza.
E infine è indispensabile, non appena esaurite le attuali priorità vaccinali stabilite dal Governo, riprendere subito e portare rapidamente a termine la vaccinazione del personale scolastico.
Roma, 17 aprile 2021

La decisione di tornare a lavorare in presenza, a partire dal 26 aprile, in tutte le scuole di ogni ordine e grado, pur essendo un obiettivo condiviso, è stata assunta - come comunicato dal Presidente del Consiglio Draghi nella sua conferenza stampa di ieri – basandosi su un calcolo di “rischio ragionato” che non basta a dare tranquillità e garanzie al personale e agli alunni, le cui condizioni relativamente al distanziamento sono rimaste immutate, nonostante le varianti del virus. 

Allora la domanda da porsi è: “Quali misure di sicurezza in più sono state nel frattempo approntate visto che in tutte zone di rischio, comprese arancione e gialla, debbono permanere tutte le precauzioni anticovid per scongiurare la diffusione del contagio?

”È dunque necessario - ed è bene che le autorità preposte, tutte, riflettano attentamente sul da farsi - che in questi giorni che ci separano dalla effettiva generale apertura del 26 aprile vengano messi in atto provvedimenti adeguati. E ciò perché la pandemia non ha cessato di manifestare i suoi effetti dannosi per la salute e la vita delle persone.

Occorre a tal fine anzitutto aggiornare i protocolli di sicurezza, peraltro mai puntualmente applicati, che sono fermi all’estate del 2020; poi occorre attivare un’efficace azione di tracciamento, potenziare i trasporti (che sono il luogo dove le persone che frequentano la scuola corrono i rischi maggiori di contagio) e, soprattutto, occorre consentire che le scuole – supportate dagli uffici scolastici regionali, e non più costrette a seguire le discutibili decisioni delle Regioni, fin qui dimostratesi ampiamente non all’altezza – possano auto organizzarsi circa gli orari di ingresso e di uscita, la durata delle lezioni  e quant’altro occorra per garantire il lavoro e le lezioni in sicurezza.

E infine è indispensabile, non appena esaurite le attuali priorità vaccinali stabilite dal Governo, riprendere subito e portare rapidamente a termine la vaccinazione del personale scolastico.

 

Roma, 17 aprile 2021

 

 

FLC CGIL     
CISL Scuola     UIL Scuola Rua     SNALS Confsal     GILDA Unams
Francesco Sinopoli     Maddalena Gissi     Giuseppe Turi     Elvira Serafini     Rino Di Meglio

 

 
COVID, GILDA: RIAPRIRE LE SCUOLE MA CON PRUDENZA
Comunicato
COVID, GILDA: RIAPRIRE LE SCUOLE MA CON PRUDENZA
Convegno “Pandemia, sicurezza e diritti di cittadinanza” promosso dalla Fgu- Gilda Unams della Lombardia con il professor Massimo Galli, direttore della clinica di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano
“Pandemia, sicurezza e diritti di cittadinanza” è il titolo del convegno promosso dalla Fgu- Gilda Unams della Lombardia al quale hanno partecipato in video collegamento numerosi relatori tra cui Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, e il professor Massimo Galli, direttore della clinica di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano. L’iniziativa è stata l’occasione per discutere anche della riapertura delle scuole dopo Pasqua prospettata dal Governo.
“La riapertura delle scuole – ha affermato Di Meglio - è un tema che interessa 8 milioni di studenti, un paio di milioni tra personale docente e Ata e, considerando i genitori degli alunni, altri 16 milioni circa di cittadini. Nessun altro settore mette in movimento così tante persone quotidianamente ed è evidente, quindi, che il problema sicurezza sia particolarmente delicato per la comunità scolastica. Le classi deserte provocano un grande dolore per tutti, perché la scuola è lezione in classe, è laboratorio, è presenza. Ma se la chiusura serve per mettere il Paese in sicurezza, lo accettiamo. Il ministro Bianchi ha affermato di voler riaprire le scuole dopo Pasqua, mi auguro che si creino le opportune condizioni per consentire il ritorno in classe in sicurezza. Per ridurre al minimo il rischio del contagio a scuola, che comunque sappiamo non potrà mai essere a livello zero, sono due gli elementi fondamentali su cui bisogna intervenire: gli spazi e il personale”.
In merito al ritorno in classe di studenti e insegnanti subito dopo Pasqua, secondo il professor Galli gli aspetti strettamente legati alla valutazione epidemiologica dicono, purtroppo, che non è assolutamente opportuno. “Come era atteso, abbiamo a che fare con questa nuova variante inglese, diventata ormai prevalente, che si diffonde molto bene anche tra bambini e adolescenti. È pur vero – ha proseguito Galli nel suo intervento – che è stata vaccinata la gran parte degli insegnanti, aspetto che perlomeno riduce l’elemento di tensione sulla riapertura delle scuole per quanto riguarda la messa in sicurezza degli operatori. Però è evidente che bambini e giovani che contraggono il virus portano l’infezione a casa contagiando nonni e genitori che, se non ancora vaccinati, non sono in sicurezza e non lo saranno di certo dopo Pasqua”.
Per l’infettivologo, dunque, “si tratta di un discorso più demagogico che realistico rispetto ai bisogni. Una proposta che mi sentirei di fare, di non semplice realizzazione, è di una riapertura graduale con test salivari, che sono poco invasivi e possono essere facilmente gestiti in ambiente scolastico da insegnanti già vaccinati. Su questa base – ha spiegato Galli - potremmo almeno avere una rapida identificazione dei focolai di infezione nelle singole scuole, sempre che questo sistema funzioni e sia provato”. “In questo modo potremmo limitare il rischio, ma temo che se facessimo i test e riaprissimo subito dopo Pasqua, continueremmo a dover richiudere perché troveremmo un sacco di focolai ancora aperti. Pur con le limitazioni imposte, temo che le feste pasquali finiranno per essere una causa di incremento di spostamenti delle persone e, come ormai sappiamo bene, il virus cammina sulle gambe della gente”.
Roma, 26 marzo 2021

Convegno “Pandemia, sicurezza e diritti di cittadinanza” promosso dalla Fgu- Gilda Unams della Lombardia con il professor Massimo Galli, direttore della clinica di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano


galli_Gilda_25_03_2021“Pandemia, sicurezza e diritti di cittadinanza” è il titolo del convegno promosso dalla Fgu- Gilda Unams della Lombardia al quale hanno partecipato in video collegamento numerosi relatori tra cui Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, e il professor Massimo Galli, direttore della clinica di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano. L’iniziativa è stata l’occasione per discutere anche della riapertura delle scuole dopo Pasqua prospettata dal Governo.

“La riapertura delle scuole – ha affermato Di Meglio - è un tema che interessa 8 milioni di studenti, un paio di milioni tra personale docente e Ata e, considerando i genitori degli alunni, altri 16 milioni circa di cittadini. Nessun altro settore mette in movimento così tante persone quotidianamente ed è evidente, quindi, che il problema sicurezza sia particolarmente delicato per la comunità scolastica. Le classi deserte provocano un grande dolore per tutti, perché la scuola è lezione in classe, è laboratorio, è presenza. Ma se la chiusura serve per mettere il Paese in sicurezza, lo accettiamo. Il ministro Bianchi ha affermato di voler riaprire le scuole dopo Pasqua, mi auguro che si creino le opportune condizioni per consentire il ritorno in classe in sicurezza. Per ridurre al minimo il rischio del contagio a scuola, che comunque sappiamo non potrà mai essere a livello zero, sono due gli elementi fondamentali su cui bisogna intervenire: gli spazi e il personale”.

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MOBILITÀ, RIAPRIRE CONTRATTO SU VINCOLO QUINQUENNALE, IMMOBILIZZATI E INGABBIATI
Comunicato

valigia “Il vincolo quinquennale, così come quello che coinvolge le categorie dei docenti immobilizzati e ingabbiati, è stato stabilito da una legge dello Stato e per modificarlo è quindi necessario un intervento legislativo della politica. Noi faremo la nostra parte e ci batteremo affinché si riapra immediatamente il contratto per concordare con un’intesa politica, come fu per la chiamata diretta, l’abolizione di tutti questi vincoli da cancellare poi definitivamente con una norma parlamentare”.

A dichiararlo è Maria Di Patre, vice coordinatrice nazionale della Gilda degli Insegnanti, alla vigilia dell’incontro sulla mobilità che si terrà oggi pomeriggio con il ministero dell’Istruzione. 

“Si tratta di docenti da anni costretti, a fronte di stipendi troppo bassi, a prestare servizio a centinaia di chilometri dalle loro famiglie, patendone tutte le conseguenze emotive che poi rischiano di ripercuotersi sul piano professionale.

Se non riscontreremo la volontà politica di accogliere le nostre proposte – conclude Di Patre – non sarà possibile procedere con il tavolo tecnico”.

 

 Roma, 1 marzo 2021

 
INCONTRO BIANCHI, DI MEGLIO: AL VIA DIALOGO PER IL BENE DELLA SCUOLA
Comunicato

“La scuola non è un’azienda, ma un’importante istituzione della nostra Repubblica per il cui bene dobbiamo remare tutti nella stessa direzione. Perciò apprezziamo la disponibilità all’ascolto e al dialogo dichiarata dal ministro Bianchi, che segna un cambio di passo significativo e che auspichiamo possa inaugurare una nuova stagione improntata ad una reale collaborazione”.

A dichiararlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, al termine del primo incontro avvenuto questa mattina tra il neo titolare dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali.

 

“Accogliamo con grande soddisfazione anche la notizia del rinvio delle elezioni del Cspi che avevamo chiesto, finora invano, alla luce dell’attuale situazione epidemiologica che non può, purtroppo, garantire la necessaria sicurezza sanitaria per lo svolgimento delle consultazioni. Così come – aggiunge il coordinatore nazionale della Gilda – valutiamo positivamente l’intenzione del ministro di portare avanti un’operazione di trasparenza sui dati, una battaglia che ci ha visto impegnati sin dall’inizio della pandemia”.

 

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LAVORO IN DAD NON È TEMPO PERSO, SI PARTE DA PREMESSA SBAGLIATA
Comunicato

draghi “Definire tempo perso il lavoro svolto durante questo difficilissimo anno pandemico significa partire con il piede sbagliato. Di tutto si può discutere, ma sempre rispettando chi si è fatto in quattro con la Didattica a distanza. Senza, poi, dimenticare che, salvo rare eccezioni, la scuola dell’infanzia e la primaria hanno continuato con la didattica in presenza”.

È quanto afferma Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, in merito alle dichiarazioni del presidente incaricato Mario Draghi.

 

E sull’ipotesi di prolungamento del calendario scolastico, Di Meglio aggiunge che “da insegnante trovo inutile protrarre le lezioni di un paio di settimane. A parte le difficoltà oggettive che comporterebbe, sia da un punto di vista organizzativo con gli esami di fine ciclo, sia da un punto di vista climatico, con edifici scolastici perlopiù inadeguati, un tale provvedimento si rivelerebbe inefficace rispetto al recupero degli apprendimenti da parte degli alunni. Piuttosto, risulterebbe più opportuno finanziare corsi di recupero individuali per gli studenti rimasti realmente indietro”.

 

 Roma, 9 febbraio 2021

 
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