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CONCORSO STRAORDINARIO, RINVIARLO SAREBBE SCELTA DI BUON SENSO
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Dopo la crisi Covid: occhi e coscienze aperti
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Corso intensivo in preparazione al Concorso Straordinario classi A 24- A 25 (Inglese)
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Circolare interministeriale del Ministero della Salute e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 4 settembre 2020, n. 13 - Indicazioni operative relative alle procedure di competenza del dirigente scolastico
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SUPPLENZE COVID BLOCCATE, GILDA: ENNESIMO CASO DI CATTIVA GESTIONE

Ennesimo caso di cattiva gestione della macchina amministrativa da parte del Ministero dell’Istruzione: in alcune regioni, come segnalano gli organi di informazione e come risulta anche a noi, a causa di errori nei conteggi dell’organico Covid, sono state bloccate molte supplenze per consentire di rimettere mano ai numeri sbagliati.

Addirittura in Friuli Venezia Giulia l’Ufficio Scolastico Regionale ha emanato una circolare con la quale comunica ai dirigenti scolastici di sospendere ogni tipologia di contratto di supplenza, compresa quella di sostituzione maternità.

 

Ancora una volta il nostro sistema scolastico deve pagare lo scotto dell’incompetenza di chi lo amministra.

La conseguenza è che molte classi resteranno scoperte, con studenti ai quali viene negato il pieno diritto all’istruzione e docenti precari privati di un’opportunità di lavoro. Tutto questo in un momento estremamente difficile per l’intero Paese e per la scuola.

Ogni ulteriore commento sarebbe superfluo. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta il caso delle supplenze Covid bloccate.

 

 

Roma, 23 ottobre 2020

 
PROPOSTE E OBIETTIVI UNITARI PER IL SETTORE SCUOLA
Comunicato

Riassunti in un documento unitario proposte e obiettivi su cui  GILDA Unams, FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal intendono avviare una fase di intense iniziative. Previsto un piano ampio di assemblee a sostegno di una piattaforma che, a partire dal confronto sulle più immediate emergenze, orienterà le azioni sindacali nelle interlocuzioni col Governo e le forze politiche sulla prossima legge di Bilancio e in vista del rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro.

 

PROPOSTE E OBIETTIVI UNITARI PER IL SETTORE SCUOLA
Un intervento straordinario di almeno 20 miliardi di euro
“Migliorare la qualità dei sistemi di istruzione e formazione in termini di ampliamento dei servizi per innalzare i risultati educativi (i risultati dei testi internazionale sull’acquisizione delle competenze, la diminuzione del tasso di abbandono scolastico e del fenomeno dei NEET, l’aumento della quota dei diplomati e laureati, l’aumento della partecipazione all’attività formativa degli adulti)” è uno degli obiettivi strategici del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Mai come nella drammatica congiuntura sociale e politica che sta vivendo il Paese, è emersa l’importanza del ruolo che riveste la scuola come strumento di promozione e crescita della persona, fondamentale per rafforzare la coesione e la tenuta democratica, sostenendo l’intera comunità nazionale nell’impegno richiesto per il superamento dell’emergenza e la fuoriuscita dalla crisi indotta dalla pandemia.
L’alto livello di consapevolezza finalmente manifestato in questa circostanza dalla Comunità Europea con l’annuncio degli interventi straordinari sostenuti dal cosiddetto Recovery Fund delinea una prospettiva di forte rilancio di cui va colta fino in fondo l’opportunità e che deve avere nelle politiche dell’istruzione e della formazione uno dei suoi assi portanti.
In tal senso, pur mantenendosi nell’ambito degli assi strategici indicati dalla Comunità, dev’essere orientato l’utilizzo delle risorse che il Governo si appresta a stanziare per sostenere la fuoriuscita dalla crisi. Un forte impegno sulla scuola è indispensabile per dare al Paese e alle nuove generazioni una prospettiva di crescita duratura e stabile, assumendo la conoscenza come risorsa trasversale e diffusa.
Su queste premesse e su questi obiettivi FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams intendono sviluppare nell’immediato la propria iniziativa sindacale, con un piano ampio di assemblee sostenuta da un ampio coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori a sostegno di una piattaforma che a partire dal confronto sulle più immediate emergenze orienterà le azioni sindacali nelle interlocuzioni col Governo e le forze politiche sulla prossima legge di bilancio e in vista del rinnovo del Contratto Nazionale di lavoro.
Un contratto che regoli la Didattica a Distanza
L’aggravarsi di una situazione che vede una ripresa di diffusione dei contagi, le disposizioni e indicazioni intervenute in materia e lo stesso protocollo di agosto sulla sicurezza rendono ineludibile la richiesta di avviare il tavolo negoziale per un Contratto integrativo che dia opportuna regolazione alle modalità lavorative introdotte o significativamente ampliate a causa dell’emergenza pandemica, come la didattica a distanza e il lavoro agile, cui non si può escludere di dover fare ricorso nel perdurare delle attuali criticità. Sono numerosi gli aspetti da affrontare e disciplinare, dalla gestione dell’orario alla sicurezza e tutela della salute rispetto all’uso dei dispositivi informatici, alla salvaguardia della dimensione di vita privata e familiare attraverso il diritto alla disconnessione, alla gestione delle situazioni di accertata fragilità, all’esigenza di riconoscimento salariale per eventuale lavoro aggiuntivo in presenza di un’accresciuta gravosità dei carichi di lavoro.
Tutela della salute in un ambiente sicuro
Occorre migliorare i livelli di sicurezza e di tutela della salute delle alunne e degli alunni e del personale attraverso l’istituzione in ogni istituto di un servizio di medicina scolastica in grado di svolgere tutte le funzioni necessarie alla vita della scuola (profilassi, medicina preventiva, vigilanza igienica, controllo dello stato di salute di ogni componente della comunità).
Un contratto per stipendi di livello europeo
Non è più rinviabile l’apertura delle trattative per il rinnovo contrattuale riguardante il triennio 2019-21, che deve dare una prima concreta risposta all’annosa questione di un riallineamento a livello europeo delle retribuzioni dei docenti italiani, obiettivo da perseguire con gradualità ma rispetto al quale il nuovo contratto deve dare una risposta significativa e apprezzabile. Solo così può dimostrarsi credibile l’impegno più volte dichiarato dal Governo a una valorizzazione della professione docente, rafforzandone la valenza sociale e la stessa appetibilità sul mercato del lavoro. Analogamente si deve agire sul versante del personale Ata, mettendo mano alla revisione dei profili per rispondere all’accresciuto livello di professionalità richiesto a tutte le figure dell’area, dal DSGA al collaboratore scolastico.
Un organico docente e ATA stabile e libero dalla precarietà
Vanno rivisti i criteri di attribuzione degli organici alle scuole attraverso la messa in discussione dei parametri stabiliti nel contesto segnato dai pesanti tagli operati nella XVI Legislatura (piano Tremonti-Gelmini). Fondamentale debellare la piaga del precariato attraverso il superamento della distinzione tra organico di diritto e organico di fatto, sia per il personale docente (a partire dalle dotazioni dei posti di sostegno che oggi vedono più di 70.000 posti in deroga) sia per il personale ATA. Occorre ridefinire in modo strutturale un sistema di reclutamento che, accanto al canale concorsuale ordinario di cui garantire la regolare frequenza, consenta di valorizzare l’esperienza di lavoro acquisita dal personale precario assunto ricorrentemente con contratti a tempo determinato, cui vanno assicurate prospettive di stabilizzazione del proprio rapporto di lavoro, anche rendendo disponibili a tal fine opportuni percorsi di abilitazione. Indispensabile è inoltre un massiccio investimento rivolto alla maggiore efficacia nell’uso delle tecnologie di supporto alla didattica (da ciò l’istituzione di un Assistente Tecnico in ogni scuola del primo ciclo) e maggiore sicurezza ed efficacia nella cura e nella sorveglianza (da qui la preposizione in tutti e circa i 40.000 plessi scolastici di un Collaboratore scolastico in più). L’organico assegnato alle scuole dev’essere commisurato anche alla necessità di supportare in modo adeguato i processi di innovazione necessari per assicurare una sempre maggior efficacia dell’azione didattica; tale obiettivo si persegue anche con una riduzione del numero di alunni per classe evitando situazioni di sovraffollamento che non pregiudicano ogni possibilità di personalizzazione dei percorsi educativi e formativi.
Organici completi a copertura integrale di ogni unità scolastica. Un’Amministrazione periferica a supporto delle istituzioni scolastiche
Non è più accettabile avere un così elevato numero di scuole prive di Dirigenti e di Direttori dei Servizi. Occorre perciò consentire la partecipazione degli assistenti amministrativi facenti funzione DSGA - anche se sprovvisti di titolo specifico - alle procedure riservate per accedere al profilo di DSGA, assicurando nel contempo il regolare e puntuale svolgimento ogni due anni dei concorsi a posti di DS e di DSGA. Va inoltre previsto il rafforzamento degli Uffici dell’Amministrazione scolastica sul territorio nelle loro funzioni di supporto all’autonomia scolastica, colmando i vuoti di organico oggi assai significativi.
Un’Amministrazione efficiente sia al centro che nei territori
L’Amministrazione centrale e periferica del Ministero dell’Istruzione è da anni in affanno, afflitta da carenze e ritardi che la condannano spesso all’inefficienza. Vanno coperte le dotazioni organiche, svuotate dal mancato reintegro dei pensionamenti, con le conseguenti disfunzioni emerse da ultimo in occasione della compilazione delle graduatorie provinciali delle supplenze. A livello centrale occorre superare i limiti e le inefficienze di un sistema informatico (SIDI) obsoleto, che appesantiscono il lavoro degli uffici di segreteria delle scuole e le costringe a dotarsi a proprie spese di costosissimi applicativi privati. In questo modo si potranno porre anche le premesse per una inderogabile sburocratizzazione del lavoro docente.
Una scuola ad alta connettività
Le oltre 8.000 istituzioni scolastiche autonome e le 40.000 sedi in cui si articolano devono disporre dell’accesso alla banda larga per mettersi al passo con la velocità della elaborazione dei dati anche nel campo della didattica.
Un’edilizia scolastica all’altezza dei tempi presenti.
Poiché lo stato degli edifici scolastici è da anni oggetto di denuncia per la loro vetustà e inadeguatezza, si impongono la necessità e l’urgenza di un piano che garantisca entro limiti temporali certi, definiti e relativamente rapidi (max 5 anni), ove non si proceda a costruzioni ex novo, la ristrutturazione, la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico di scuole nelle quali sia per tutti veramente agevole e bello lavorare e studiare. La scuola deve a tutti gli effetti, anche per la qualità delle strutture in cui agisce, rappresentare un punto di eccellenza per l’intera comunità.
Roma, 21 ottobre 2020

oo_ss_unitariePROPOSTE E OBIETTIVI UNITARI PER IL SETTORE SCUOLA


Un intervento straordinario di almeno 20 miliardi di euro 

Migliorare la qualità dei sistemi di istruzione e formazione in termini di ampliamento dei servizi per innalzare i risultati educativi (i risultati dei testi internazionale sull’acquisizione delle competenze, la diminuzione del tasso di abbandono scolastico e del fenomeno dei NEET, l’aumento della quota dei diplomati e laureati, l’aumento della partecipazione all’attività formativa degli adulti)” è uno degli obiettivi strategici del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Mai come nella drammatica congiuntura sociale e politica che sta vivendo il Paese, è emersa l’importanza del ruolo che riveste la scuola come strumento di promozione e crescita della persona, fondamentale per rafforzare la coesione e la tenuta democratica, sostenendo l’intera comunità nazionale nell’impegno richiesto per il superamento dell’emergenza e la fuoriuscita dalla crisi indotta dalla pandemia.L’alto livello di consapevolezza finalmente manifestato in questa circostanza dalla Comunità Europea con l’annuncio degli interventi straordinari sostenuti dal cosiddetto Recovery Fund delinea una prospettiva di forte rilancio di cui va colta fino in fondo l’opportunità e che deve avere nelle politiche dell’istruzione e della formazione uno dei suoi assi portanti.In tal senso, pur mantenendosi nell’ambito degli assi strategici indicati dalla Comunità, dev’essere orientato l’utilizzo delle risorse che il Governo si appresta a stanziare per sostenere la fuoriuscita dalla crisi. Un forte impegno sulla scuola è indispensabile per dare al Paese e alle nuove generazioni una prospettiva di crescita duratura e stabile, assumendo la conoscenza come risorsa trasversale e diffusa. Su queste premesse e su questi obiettivi FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams intendono sviluppare nell’immediato la propria iniziativa sindacale, con un piano ampio di assemblee sostenuta da un ampio coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori a sostegno di una piattaforma che a partire dal confronto sulle più immediate emergenze orienterà le azioni sindacali nelle interlocuzioni col Governo e le forze politiche sulla prossima legge di bilancio e in vista del rinnovo del Contratto Nazionale di lavoro.

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CONCORSO STRAORDINARIO, APPELLO A CONTE: ALMENO PROVE SUPPLETIVE
Comunicato

All’ostinazione della ministra Azzolina rispetto al concorso straordinario, rispondiamo rivolgendo un appello al presidente Conte affinché almeno vengano approntate prove suppletive per consentire di partecipare anche ai docenti precari in quarantena, da anni in attesa di un’occasione di stabilizzazione.

 

Con la curva del contagio in costante salita, far spostare i candidati da una provincia ad un’altra, se non addirittura da una regione a un’altra, è un azzardo che andrebbe evitato. Come abbiamo già ampiamente sostenuto, il buon senso dovrebbe indurre il Governo a rinviare le prove a tempi migliori.

 

Alla luce dell’emergenza sanitaria in corso, riteniamo inoltre che sarebbe stato più opportuno vietare del tutto le elezioni per il rinnovo degli organi collegiali e le loro riunioni in presenza e indicare come unica modalità quella a distanza.

 

 

Roma, 19 ottobre 2020

 
BLOCCO QUINQUENNALE, UN VULNUS ALLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA
Comunicato

blocco_mobilita_2020 “La norma sul vincolo quinquennale contenuta nel Decreto Scuola risulta eccessivamente restrittiva, perché blocca persino i movimenti nell’ambito della stessa provincia e della stessa regione. Inoltre, rappresenta un vulnus ai diritti della contrattazione collettiva tra le cui materie figura, appunto, la mobilità”.

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ORGANICO COVID: POCHI SUPPLENTI, COLPA DEI RITARDI NELLE GPS
Comunicato

Oltre a ripetere come un disco rotto che l’avvio di questo anno scolastico non sta presentando difficoltà maggiori rispetto al passato, che gli allarmi sulla carenza di personale docente sono infondati e che a giorni verranno completate le operazioni di nomina dei supplenti, la ministra Azzolina farebbe bene a sostanziare queste affermazioni con i numeri.
Quanti sono, per esempio, i supplenti dell’organico Covid entrati in servizio fino ad ora? A noi risulta che anche su questo fronte si stiano registrando notevoli problemi. E, d’altra parte, non potrebbe essere diversamente, considerati i ritardi nella pubblicazione delle Gps dovuti agli innumerevoli errori nell’assegnazione dei punteggi.
I due aspetti, infatti, sono interconnessi, perché prima di accettare una supplenza su una cattedra che potrebbero perdere poco dopo, i docenti precari, come è comprensibile, preferiscono aspettare la convocazione dalle Gps o dalle Graduatorie di Istituto.
La narrazione rassicurante, in cui la ministra dell’Istruzione continua instancabilmente a spendersi, è smentita dai ritardi a catena e dalle realtà vissute ogni giorno dalle scuole, dove gli studenti devono fare i conti con la mancanza di insegnanti che li costringe a orari ridotti, presenze in classe a gruppi e giorni alterni e alla didattica a distanza.
Roma, 1 ottobre 2020

 
In piazza il 26 settembre per una politica che promuova la scuola
Comunicato

oo_ss_unitarieI cinque sindacati più rappresentativi spiegano perché aderiscono alla manifestazione nazionale indetta dal comitato Priorità alla scuola.

 

Fare di istruzione e formazione temi centrali nelle scelte di investimento, a partire dalla destinazione delle risorse del recovery fund. Rinsaldare l’alleanza tra scuola e società, riconoscere al lavoro nella scuola dignità e giusto valore, anche al fine di rendere più attrattiva la professione del docente, garantire su tutto il territorio nazionale edifici scolastici sicuri e adeguati a una didattica innovativa, rimuovere alla radice le cause di un divario digitale legato a insufficienze nella dotazione di dispositivi e nella rete di connessione, supportare efficacemente le istituzioni scolastiche sotto il profilo dei presìdi igienico sanitari per consentire uno svolgimento in sicurezza delle attività didattiche, evitando il rischio di nuove chiusure.
Queste, insieme alla necessità che si completino nel più breve tempo possibile le nomine del personale docente e ATA - con le dovute garanzie di legittimità e riconoscimento di diritti lavorativi e sindacali - al fine di permettere un funzionamento a pieno regime delle scuole, sono le ragioni che hanno indotto FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams a essere presenti a Roma, in piazza del Popolo, sabato 26 settembre, insieme ad altre espressioni associative delle famiglie e del mondo scolastico, alla manifestazione indetta dal comitato “Priorità alla scuola”.
Mentre Governo e Parlamento si apprestano a compiere scelte importanti da cui dipendono le prospettive di rilancio della crescita del Paese, diventa più che mai urgente intervenire sui tanti nodi che attanagliano da anni la scuola italiana, resi ancor più evidenti e intricati dall’emergenza pandemica. Nodi che restano purtroppo irrisolti in avvio del nuovo anno scolastico, essendosi rivelata del tutto insufficiente l’azione di governo, contrassegnata da incertezze e ritardi anche nella finalizzazione delle risorse stanziate per rafforzare le dotazioni organiche, insieme a una gestione del reclutamento segnata da limiti e contraddizioni evidenti, con grave pregiudizio della stabilità del lavoro.
Non è il momento di ricorrere ad azioni di sciopero in questa fase, nella quale l’impegno si indirizza soprattutto a favorire il ritorno in sicurezza alle attività in presenza. Questa la linea di comportamento seguita in questa circostanza, con la scelta di essere presenti alla manifestazione promuovendo la più larga partecipazione del personale scolastico. È invece il momento di fare scelte coraggiose per combattere disuguaglianze, dispersione, precarietà, destinando parte consistente dei fondi “Next Generation Ue” ai luoghi dove le “prossime generazioni” dovranno crescere e formarsi. Per questo i sindacati saranno in piazza il 26 settembre, dopo aver riunito on line il giorno precedente i propri organismi dirigenti. Su questo chiedono che si apra da subito una fase di intenso confronto con l’Amministrazione e il Governo, mentre sollecitano l’avvio dei negoziati per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto nel 2018. È sulla base di ciò che saranno valutate le ulteriori mobilitazioni sindacali.
Roma, 22 settembre 2020

Fare di istruzione e formazione temi centrali nelle scelte di investimento, a partire dalla destinazione delle risorse del recovery fund. Rinsaldare l’alleanza tra scuola e società, riconoscere al lavoro nella scuola dignità e giusto valore, anche al fine di rendere più attrattiva la professione del docente, garantire su tutto il territorio nazionale edifici scolastici sicuri e adeguati a una didattica innovativa, rimuovere alla radice le cause di un divario digitale legato a insufficienze nella dotazione di dispositivi e nella rete di connessione, supportare efficacemente le istituzioni scolastiche sotto il profilo dei presìdi igienico sanitari per consentire uno svolgimento in sicurezza delle attività didattiche, evitando il rischio di nuove chiusure.

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Scuola: Gilda, Azzolina scenda non significa si dimetta,ma..
Rassegna Stampa
Scuola: Gilda, Azzolina scenda non significa si dimetta,ma..
(ANSA) - ROMA, 21 OTT – Lo slogan “Il ministro scenda” non significa chiederne le dimissioni, ma l’apertura
di un dialogo. Temo, però, che la ministra non si confronterà con noi; in questi mesi il confronto è stato
assente e quando un albero nasce storto è difficile si raddrizzi". Lo ha detto Rino Di Meglio, coordinatore
nazionale della Gilda degli Insegnanti, nel corso della conferenza stampa unitaria online “La scuola è al
capolinea! La Ministra scenda!”. “Non un atto fatto dal ministro in questi mesi è andato bene: gli spazi non
sono stati reperiti, di docenti ne sono stati assunti pochi ma non sappiamo quanti. Nella gestione
dell’emergenza ci vorrebbero coesione e collaborazione. Ci auguriamo che il premier intervenga: con Conte
e gli ex ministri dell’Istruzione avevamo sottoscritto accordi che sono stati totalmente disattesi”.
(Fonte: Ansa)

conferenza

(ANSA) - ROMA, 21 OTT – Lo slogan “Il ministro scenda” non significa chiederne le dimissioni, ma l’apertura di un dialogo.

Temo, però, che la ministra non si confronterà con noi; in questi mesi il confronto è stato assente e quando un albero nasce storto è difficile si raddrizzi.

Lo ha detto Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, nel corso della conferenza stampa unitaria online

“La scuola è alcapolinea! La Ministra scenda!”.

“Non un atto fatto dal ministro in questi mesi è andato bene: gli spazi non sono stati reperiti, di docenti ne sono stati assunti pochi ma non sappiamo quanti. Nella gestionedell’emergenza ci vorrebbero coesione e collaborazione. Ci auguriamo che il premier intervenga: con Contee gli ex ministri dell’Istruzione avevamo sottoscritto accordi che sono stati totalmente disattesi”.

(Fonte: Ansa)

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STOP LEZIONI: SCUOLA TRATTATA DA CENERENTOLA, COME SEMPRE
Comunicato
“La scuola si conferma la cenerentola tra le istituzioni italiane, vittima di scelte politiche e amministrative sbagliate, di mancanze e di miopia. A pagarne lo scotto non sono soltanto gli studenti, ma tutto il sistema Paese che sta ipotecando le professionalità che domani costituiranno il suo asse produttivo, economico e culturale”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.
“Dopo l’ordinanza regionale che dispone la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado in Campania, siamo particolarmente preoccupati che decisioni analoghe possano essere adottate su scala nazionale. Sarebbe grave se un simile provvedimento coinvolgesse anche soltanto gli istituti secondari di secondo grado perché – afferma Di Meglio – la didattica a distanza, che comunque è un surrogato di scuola per gli studenti di qualunque età, è impraticabile per tutti gli alunni che svolgono attività di laboratorio”.
“Durante i lunghi mesi di stop alle lezioni in presenza, ben poco è stato fatto su tutti i fronti per garantire un ritorno sereno in classe. Non è stato risolto il problema della carenza di spazi e docenti, così come nessun investimento significativo è stato compiuto nel trasporto pubblico, che si sta rivelando un anello molto debole della catena. Invece di destinare risorse all’acquisto di monopattini e biciclette elettriche e di banchi con le rotelle – conclude il coordinatore nazionale della Gilda – meglio sarebbe stato aumentare il parco mezzi delle aziende di trasporto locale, così da consentire viaggi a bordo di autobus e metropolitane con la dovuta distanza di sicurezza”.
Roma, 16 ottobre 2020

cenerentola“La scuola si conferma la cenerentola tra le istituzioni italiane, vittima di scelte politiche e amministrative sbagliate, di mancanze e di miopia. A pagarne lo scotto non sono soltanto gli studenti, ma tutto il sistema Paese che sta ipotecando le professionalità che domani costituiranno il suo asse produttivo, economico e culturale”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.


“Dopo l’ordinanza regionale che dispone la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado in Campania, siamo particolarmente preoccupati che decisioni analoghe possano essere adottate su scala nazionale. Sarebbe grave se un simile provvedimento coinvolgesse anche soltanto gli istituti secondari di secondo grado perché – afferma Di Meglio – la didattica a distanza, che comunque è un surrogato di scuola per gli studenti di qualunque età, è impraticabile per tutti gli alunni che svolgono attività di laboratorio”.


“Durante i lunghi mesi di stop alle lezioni in presenza, ben poco è stato fatto su tutti i fronti per garantire un ritorno sereno in classe. Non è stato risolto il problema della carenza di spazi e docenti, così come nessun investimento significativo è stato compiuto nel trasporto pubblico, che si sta rivelando un anello molto debole della catena. Invece di destinare risorse all’acquisto di monopattini e biciclette elettriche e di banchi con le rotelle – conclude il coordinatore nazionale della Gilda – meglio sarebbe stato aumentare il parco mezzi delle aziende di trasporto locale, così da consentire viaggi a bordo di autobus e metropolitane con la dovuta distanza di sicurezza”.

Roma, 16 ottobre 2020

 
14 ottobre: una giornata di mobilitazione dei precari della scuola
Comunicato

 oo_ss_unitarieUna mobilitazione nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori precari della scuola il prossimo 14 ottobre, nel pomeriggio, davanti alle Prefetture con presidi, flash mob e iniziative che avverranno nel pieno rispetto delle misure di distanziamento.

Lo annunciano FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams dopo la decisione del Governo di avviare, in un contesto di emergenza sanitaria, lo svolgimento delle prove del concorso straordinario e, a seguire, di un maxi-concorso con oltre 500.000 candidati.

"Questi concorsi - affermano i segretari generali dei cinque sindacati - non produrranno alcun effetto immediato in termini di assunzioni, mentre esporranno la scuola e il personale coinvolto a un possibile aumento dei contagi e al rischio che molti precari, trovandosi eventualmente in situazione di contagio o di quarantena come effetto del lavoro che svolgono, siano esclusi dalla partecipazione al concorso".

"Ormai da mesi viviamo una condizione di assenza generale di disponibilità al confronto da parte del Ministero rispetto alle parti sociali, - proseguono - con il risultato che sul fronte delle assunzioni si è registrato un vero fallimento delle misure annunciate (circa 24 mila posti assegnati a fronte degli 84 mila previsti) e per quanto riguarda le supplenze continuano i disagi determinati dai ritardi e dagli errori nelle graduatorie".

"Oggi il lavoro nelle scuole – concludono - poggia anche sul 30% di organico occupato da lavoratrici e lavoratori precari che operano con professionalità e serietà, rispetto ai quali si è abusato del ricorso al contratto a termine senza mai offrire loro alcuna possibilità di abilitazione o di stabilizzazione".

Roma, 6 ottobre 2020

#rendiamostabileillavoro

#rendiamosicurelescuole

 
CONCORSO STRAORDINARIO, ARDUO RISPETTARE IL CALENDARIO
Comunicato

“Tra la pandemia che ha ripreso a imperversare e le ormai note difficoltà nella costituzione delle commissioni esaminatrici, nutriamo seri dubbi che si riuscirà a rispettare il calendario fissato dal ministero dell’Istruzione e a espletare le prove entro novembre”. Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, in merito al concorso straordinario il cui avvio è previsto da viale Trastevere per il 22 ottobre.

 

Secondo il leader della Gilda, che comunque ritiene la tempistica già tardiva rispetto alle esigenze della scuola, a pesare come macigni sulla tabella di marcia sono da una parte i numeri dei contagi, purtroppo in rialzo, e dall’altra i soliti nodi irrisolti che si presentano puntualmente a ogni tornata concorsuale: i compensi irrisori percepiti dai commissari e la mancanza dell’esonero dal servizio per i docenti impegnati nelle commissioni. Due fattori che, come da sempre denuncia la Gilda, scoraggiano fortemente gli insegnanti più qualificati dall’assumere l’incarico.

 

“Considerate le notevoli difficoltà del momento – sostiene Di Meglio – il calendario concorsuale sembra più una mossa propagandistica da parte del Ministero che un’intenzione reale. Senza poi tenere conto del solito modus operandi per cui certe informazioni, come questa riguardante le modalità di espletamento del concorso, vengono rese note agli organi di stampa prima di qualunque confronto con le organizzazioni sindacali. Visto che il ministero assume decisioni unilaterali, – conclude il coordinatore nazionale della Gilda – ovviamente tutte le conseguenze ricadranno soltanto sulla sua responsabilità”.

 

Roma, 28 settembre 2020

 
SUPPLENZE, DAL MI GIRANDOLA DI NUMERI, MANCA DATO COMPLESSIVO
Comunicato

 Il Ministero dell'Istruzione si ostina a non fare luce sul dato totale delle supplenze assegnate per quest'anno scolastico e preferisce fornire una girandola di numeri che non restituisce il quadro complessivo della situazione.

Le 110mila assegnazioni che viale Trastevere afferma di aver già fatto stridono con la realtà dei fatti che parla, invece, di gravi ritardi nelle nomine per le quali, da quanto ci risulta, non siamo neanche a metà del guado. Ciò che sarebbe utile sapere è quanti posti ci sono effettivamente vacanti.

Se, come sostiene il Ministero, le cattedre rimaste libere in seguito alle assunzioni in ruolo ammontano a 66.654, considerato che i posti disponibili autorizzati dal Mef sono 84.808, quelli assegnati risultano appena 18.254. Una cifra decisamente esigua se pensiamo che è frutto del reclutamento avvenuto attraverso tre canali: graduatorie di merito, graduatorie a esaurimento e chiamata veloce.

Ciò, purtroppo, dà ragione alle nostre previsioni secondo cui quest'anno conteremo oltre 200mila supplenze. In termini percentuali, dunque, il numero di stabilizzazioni è dimezzato rispetto all'anno scorso.

E dopo le nostre ripetute segnalazioni circa i ritardi nelle nomine e i diffusi errori nelle Gps, adesso arriva anche la conferma da parte dell'Usr Lombardia che, in una circolare inviata agli uffici periferici dell'Amministrazione, comunica che 'il numero dei posti sui quali convocare in Lombardia è particolarmente alto ed è pertanto prevedibile che le operazioni si protraggano per alcuni giorni' e rileva 'diffusi vuoti di organico'.

Per ovviare alla carenza di docenti, dunque, i dirigenti scolastici potranno attingere dalle nuove graduatorie di istituto, ma stipulando contratti in cui sia chiaramente esplicitata la clausola risolutiva per cui i supplenti assunti dovranno lasciare la cattedra all'arrivo degli insegnanti aventi titolo provenienti dalle Gps.

La toppa, insomma, è peggiore del buco perché provocherà il solito balletto di precari che nuoce a insegnanti e studenti.

Roma, 17 settembre 2020

 
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