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Graduatorie di Istituto di III^ fascia ATA –  Non ancora definita la tempistica per la presentazione delle domande.
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COVID-19: NO A RECUPERI ORE DECISI DA CONSIGLIO DI ISTITUTO, IL CCNL PARLA CHIARO
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COVID, LA FGU-GILDA ADERISCE ALLA CAMPAGNA #DATIBENECOMUNE
Comunicato
COVID, LA FGU-GILDA ADERISCE ALLA CAMPAGNA #DATIBENECOMUNE
La FGU-Gilda degli Insegnanti aderisce alla campagna #DatiBeneComune (https://datibenecomune.it/), insieme con oltre cento promotori tra associazioni, ong e media, per chiedere, come si legge nella lettera aperta rivolta al Governo, di “rendere disponibili, aperti, interoperabili (machine readable) e disaggregati tutti i dati comunicati dalle Regioni al Governo dall’inizio dell’epidemia per monitorare e classificare il rischio epidemico, e di fare lo stesso per tutti i dati che alimentano i bollettini con dettaglio regionale, provinciale e comunale, della cosiddetta Sorveglianza Integrata Covid-19 dell'Istituto Superiore di Sanità e i dati relativi ai contagi all’interno dei sistemi, in particolar modo scolastici”.
“Quella per la trasparenza dei dati sull’epidemia nelle scuole è una battaglia che la Gilda sta portando avanti da quando è iniziato l’anno scolastico – afferma il coordinatore nazionale Rino Di Meglio -. In tal senso, è fondamentale l’unione tra le tante realtà che compongono la società civile e per questo abbiamo accolto con grande favore l’iniziativa #DatiBeneComune.
La trasparenza è un elemento costitutivo banale, quanto fondamentale, di uno stato democratico.
Per poter assumere le decisioni idonee a tutelare e conciliare il diritto alla salute con quello all’istruzione, entrambi sanciti costituzionalmente, occorrono dati in grado di fotografare con la massima precisione possibile la reale situazione epidemiologica. Tra chi sostiene strenuamente l’apertura delle scuole e chi si schiera sul fronte opposto della chiusura, forse finora si è scritto e parlato troppo a vanvera, alimentando soltanto la confusione. Meno toni da crociata e più laicità”, conclude Di Meglio.
Roma, 17 novembre 2020

dati_bene_comuneLa FGU-Gilda degli Insegnanti aderisce alla campagna #DatiBeneComune (https://datibenecomune.it/), insieme con oltre cento promotori tra associazioni, ong e media, per chiedere, come si legge nella lettera aperta rivolta al Governo, di “rendere disponibili, aperti, interoperabili (machine readable) e disaggregati tutti i dati comunicati dalle Regioni al Governo dall’inizio dell’epidemia per monitorare e classificare il rischio epidemico, e di fare lo stesso per tutti i dati che alimentano i bollettini con dettaglio regionale, provinciale e comunale, della cosiddetta Sorveglianza Integrata Covid-19 dell'Istituto Superiore di Sanità e i dati relativi ai contagi all’interno dei sistemi, in particolar modo scolastici”.

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COVID, DI MEGLIO: SERVONO DATI COMPLETI, NECESSARIO FOCUS ISS SU SCUOLA
Comunicato

assemblea_11_nov_2020Grande partecipazione all’assemblea online che si è svolta questa mattina: 5.000 i docenti collegati in videoconferenza da tutta Italia

 

“Sui numeri dei contagi nelle scuole continua a mancare chiarezza. La ministra Azzolina riferisce percentuali che non aiutano a comprendere l’effettiva portata del contagio negli ambienti scolastici. Occorrono dati completi, non parcellizzati, in grado di fotografare con la massima precisione possibile la reale situazione epidemiologica, così da poter assumere, sulla base di dati scientifici autorevoli, le decisioni che servono per tutelare e conciliare il diritto alla salute con quello all’istruzione, entrambi sanciti costituzionalmente.

Chiediamo, perciò, all’Istituto Superiore di Sanità, che settimanalmente redige e pubblica un rapporto complessivo, di realizzare quanto prima un focus specifico sulla scuola e di renderne noti i risultati”.

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta le dichiarazioni della titolare di viale Trastevere alla trasmissione Radio Anch’io.

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CONCORSO STRAORDINARIO, PROVE SUPPLETIVE SONO UN DIRITTO
Comunicato

mascherina“Da oggi le prove del concorso straordinario, che il ministero dell’Istruzione ha strenuamente voluto iniziassero il 22 ottobre scorso nonostante l’impennata della curva epidemiologica, sono sospese a data da destinarsi.

Anziché incaponirsi al di là di ogni buon senso, sarebbe stato opportuno rinviare le prove concorsuali, così da evitare disparità di trattamento tra chi, pur se tra mille ragionevoli preoccupazioni dovute alla situazione sanitaria e alle trasferte di chilometri e chilometri, ha potuto partecipare e chi, invece, ha dovuto rinunciare perché in quarantena.

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COVID, DI MEGLIO: TERMOSCANNER NELLE SCUOLE, FINALMENTE CI SI MUOVE
Comunicato
COVID, DI MEGLIO: TERMOSCANNER NELLE SCUOLE, FINALMENTE CI SI MUOVE
“Apprezziamo che finalmente abbia trovato ascolto la nostra proposta sui termoscanner, avanzata sin dagli inizi della discussione sul protocollo di sicurezza nelle scuole. Peccato, però, che si chiuda il recinto quando ormai i buoi sono scappati”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta la richiesta, contenuta in una risoluzione prima accolta dal Governo e poi presentata e approvata in aula alla Camera, di installare i termoscanner per la rilevazione della temperatura agli alunni e al personale all’ingresso delle strutture scolastiche o delle classi.
“Dal lontano mese di maggio chiediamo che venga applicata questa misura – ricorda Di Meglio – ma abbiamo sempre incontrato una netta chiusura da parte del ministero dell’Istruzione che ha preferito insistere affinché siano i genitori a misurare la temperatura dei loro figli prima di andare a scuola. Una soluzione che, per chi come noi è pratico del mestiere e sa bene come funzionano certi meccanismi, abbiamo sempre ritenuto poco praticabile”.
Roma, 4 novembre 2020

termoscanner“Apprezziamo che finalmente abbia trovato ascolto la nostra proposta sui termoscanner, avanzata sin dagli inizi della discussione sul protocollo di sicurezza nelle scuole. Peccato, però, che si chiuda il recinto quando ormai i buoi sono scappati”.

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta la richiesta, contenuta in una risoluzione prima accolta dal Governo e poi presentata e approvata in aula alla Camera, di installare i termoscanner per la rilevazione della temperatura agli alunni e al personale all’ingresso delle strutture scolastiche o delle classi.

“Dal lontano mese di maggio chiediamo che venga applicata questa misura – ricorda Di Meglio – ma abbiamo sempre incontrato una netta chiusura da parte del ministero dell’Istruzione che ha preferito insistere affinché siano i genitori a misurare la temperatura dei loro figli prima di andare a scuola. Una soluzione che, per chi come noi è pratico del mestiere e sa bene come funzionano certi meccanismi, abbiamo sempre ritenuto poco praticabile”. 

Roma, 4 novembre 2020

 
DID, GILDA NON FIRMA IL CONTRATTO E CHIEDE UN TAVOLO POLITICO
Comunicato

Il contratto sulla didattica digitale integrata non ci trova d'accordo né nel metodo né nel merito e, dunque, non lo sottoscriviamo.

Per mesi abbiamo chiesto al ministero dell'Istruzione di aprire un tavolo per discutere le modalità di attuazione della DDI, ma l'Amministrazione si è sempre rifiutata, preferendo agire unilateralmente con decreti, circolari e note.

Soltanto il 22 ottobre siamo stati convocati con una proposta di Ccni e tempi strettissimi per la trattativa.

Quanto al merito, si tratta di un contratto che in realtà non interviene sulle questioni importanti da regolare, come i tempi, il tipo e le modalità della prestazione lavorativa richiesta ai docenti, ma non fa che ricalcare il decreto ministeriale dell'agosto scorso e le linee guida.

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PROPOSTE E OBIETTIVI UNITARI PER IL SETTORE SCUOLA
Comunicato

Riassunti in un documento unitario proposte e obiettivi su cui  GILDA Unams, FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal intendono avviare una fase di intense iniziative. Previsto un piano ampio di assemblee a sostegno di una piattaforma che, a partire dal confronto sulle più immediate emergenze, orienterà le azioni sindacali nelle interlocuzioni col Governo e le forze politiche sulla prossima legge di Bilancio e in vista del rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro.

 

PROPOSTE E OBIETTIVI UNITARI PER IL SETTORE SCUOLA
Un intervento straordinario di almeno 20 miliardi di euro
“Migliorare la qualità dei sistemi di istruzione e formazione in termini di ampliamento dei servizi per innalzare i risultati educativi (i risultati dei testi internazionale sull’acquisizione delle competenze, la diminuzione del tasso di abbandono scolastico e del fenomeno dei NEET, l’aumento della quota dei diplomati e laureati, l’aumento della partecipazione all’attività formativa degli adulti)” è uno degli obiettivi strategici del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Mai come nella drammatica congiuntura sociale e politica che sta vivendo il Paese, è emersa l’importanza del ruolo che riveste la scuola come strumento di promozione e crescita della persona, fondamentale per rafforzare la coesione e la tenuta democratica, sostenendo l’intera comunità nazionale nell’impegno richiesto per il superamento dell’emergenza e la fuoriuscita dalla crisi indotta dalla pandemia.
L’alto livello di consapevolezza finalmente manifestato in questa circostanza dalla Comunità Europea con l’annuncio degli interventi straordinari sostenuti dal cosiddetto Recovery Fund delinea una prospettiva di forte rilancio di cui va colta fino in fondo l’opportunità e che deve avere nelle politiche dell’istruzione e della formazione uno dei suoi assi portanti.
In tal senso, pur mantenendosi nell’ambito degli assi strategici indicati dalla Comunità, dev’essere orientato l’utilizzo delle risorse che il Governo si appresta a stanziare per sostenere la fuoriuscita dalla crisi. Un forte impegno sulla scuola è indispensabile per dare al Paese e alle nuove generazioni una prospettiva di crescita duratura e stabile, assumendo la conoscenza come risorsa trasversale e diffusa.
Su queste premesse e su questi obiettivi FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams intendono sviluppare nell’immediato la propria iniziativa sindacale, con un piano ampio di assemblee sostenuta da un ampio coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori a sostegno di una piattaforma che a partire dal confronto sulle più immediate emergenze orienterà le azioni sindacali nelle interlocuzioni col Governo e le forze politiche sulla prossima legge di bilancio e in vista del rinnovo del Contratto Nazionale di lavoro.
Un contratto che regoli la Didattica a Distanza
L’aggravarsi di una situazione che vede una ripresa di diffusione dei contagi, le disposizioni e indicazioni intervenute in materia e lo stesso protocollo di agosto sulla sicurezza rendono ineludibile la richiesta di avviare il tavolo negoziale per un Contratto integrativo che dia opportuna regolazione alle modalità lavorative introdotte o significativamente ampliate a causa dell’emergenza pandemica, come la didattica a distanza e il lavoro agile, cui non si può escludere di dover fare ricorso nel perdurare delle attuali criticità. Sono numerosi gli aspetti da affrontare e disciplinare, dalla gestione dell’orario alla sicurezza e tutela della salute rispetto all’uso dei dispositivi informatici, alla salvaguardia della dimensione di vita privata e familiare attraverso il diritto alla disconnessione, alla gestione delle situazioni di accertata fragilità, all’esigenza di riconoscimento salariale per eventuale lavoro aggiuntivo in presenza di un’accresciuta gravosità dei carichi di lavoro.
Tutela della salute in un ambiente sicuro
Occorre migliorare i livelli di sicurezza e di tutela della salute delle alunne e degli alunni e del personale attraverso l’istituzione in ogni istituto di un servizio di medicina scolastica in grado di svolgere tutte le funzioni necessarie alla vita della scuola (profilassi, medicina preventiva, vigilanza igienica, controllo dello stato di salute di ogni componente della comunità).
Un contratto per stipendi di livello europeo
Non è più rinviabile l’apertura delle trattative per il rinnovo contrattuale riguardante il triennio 2019-21, che deve dare una prima concreta risposta all’annosa questione di un riallineamento a livello europeo delle retribuzioni dei docenti italiani, obiettivo da perseguire con gradualità ma rispetto al quale il nuovo contratto deve dare una risposta significativa e apprezzabile. Solo così può dimostrarsi credibile l’impegno più volte dichiarato dal Governo a una valorizzazione della professione docente, rafforzandone la valenza sociale e la stessa appetibilità sul mercato del lavoro. Analogamente si deve agire sul versante del personale Ata, mettendo mano alla revisione dei profili per rispondere all’accresciuto livello di professionalità richiesto a tutte le figure dell’area, dal DSGA al collaboratore scolastico.
Un organico docente e ATA stabile e libero dalla precarietà
Vanno rivisti i criteri di attribuzione degli organici alle scuole attraverso la messa in discussione dei parametri stabiliti nel contesto segnato dai pesanti tagli operati nella XVI Legislatura (piano Tremonti-Gelmini). Fondamentale debellare la piaga del precariato attraverso il superamento della distinzione tra organico di diritto e organico di fatto, sia per il personale docente (a partire dalle dotazioni dei posti di sostegno che oggi vedono più di 70.000 posti in deroga) sia per il personale ATA. Occorre ridefinire in modo strutturale un sistema di reclutamento che, accanto al canale concorsuale ordinario di cui garantire la regolare frequenza, consenta di valorizzare l’esperienza di lavoro acquisita dal personale precario assunto ricorrentemente con contratti a tempo determinato, cui vanno assicurate prospettive di stabilizzazione del proprio rapporto di lavoro, anche rendendo disponibili a tal fine opportuni percorsi di abilitazione. Indispensabile è inoltre un massiccio investimento rivolto alla maggiore efficacia nell’uso delle tecnologie di supporto alla didattica (da ciò l’istituzione di un Assistente Tecnico in ogni scuola del primo ciclo) e maggiore sicurezza ed efficacia nella cura e nella sorveglianza (da qui la preposizione in tutti e circa i 40.000 plessi scolastici di un Collaboratore scolastico in più). L’organico assegnato alle scuole dev’essere commisurato anche alla necessità di supportare in modo adeguato i processi di innovazione necessari per assicurare una sempre maggior efficacia dell’azione didattica; tale obiettivo si persegue anche con una riduzione del numero di alunni per classe evitando situazioni di sovraffollamento che non pregiudicano ogni possibilità di personalizzazione dei percorsi educativi e formativi.
Organici completi a copertura integrale di ogni unità scolastica. Un’Amministrazione periferica a supporto delle istituzioni scolastiche
Non è più accettabile avere un così elevato numero di scuole prive di Dirigenti e di Direttori dei Servizi. Occorre perciò consentire la partecipazione degli assistenti amministrativi facenti funzione DSGA - anche se sprovvisti di titolo specifico - alle procedure riservate per accedere al profilo di DSGA, assicurando nel contempo il regolare e puntuale svolgimento ogni due anni dei concorsi a posti di DS e di DSGA. Va inoltre previsto il rafforzamento degli Uffici dell’Amministrazione scolastica sul territorio nelle loro funzioni di supporto all’autonomia scolastica, colmando i vuoti di organico oggi assai significativi.
Un’Amministrazione efficiente sia al centro che nei territori
L’Amministrazione centrale e periferica del Ministero dell’Istruzione è da anni in affanno, afflitta da carenze e ritardi che la condannano spesso all’inefficienza. Vanno coperte le dotazioni organiche, svuotate dal mancato reintegro dei pensionamenti, con le conseguenti disfunzioni emerse da ultimo in occasione della compilazione delle graduatorie provinciali delle supplenze. A livello centrale occorre superare i limiti e le inefficienze di un sistema informatico (SIDI) obsoleto, che appesantiscono il lavoro degli uffici di segreteria delle scuole e le costringe a dotarsi a proprie spese di costosissimi applicativi privati. In questo modo si potranno porre anche le premesse per una inderogabile sburocratizzazione del lavoro docente.
Una scuola ad alta connettività
Le oltre 8.000 istituzioni scolastiche autonome e le 40.000 sedi in cui si articolano devono disporre dell’accesso alla banda larga per mettersi al passo con la velocità della elaborazione dei dati anche nel campo della didattica.
Un’edilizia scolastica all’altezza dei tempi presenti.
Poiché lo stato degli edifici scolastici è da anni oggetto di denuncia per la loro vetustà e inadeguatezza, si impongono la necessità e l’urgenza di un piano che garantisca entro limiti temporali certi, definiti e relativamente rapidi (max 5 anni), ove non si proceda a costruzioni ex novo, la ristrutturazione, la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico di scuole nelle quali sia per tutti veramente agevole e bello lavorare e studiare. La scuola deve a tutti gli effetti, anche per la qualità delle strutture in cui agisce, rappresentare un punto di eccellenza per l’intera comunità.
Roma, 21 ottobre 2020

oo_ss_unitariePROPOSTE E OBIETTIVI UNITARI PER IL SETTORE SCUOLA


Un intervento straordinario di almeno 20 miliardi di euro 

Migliorare la qualità dei sistemi di istruzione e formazione in termini di ampliamento dei servizi per innalzare i risultati educativi (i risultati dei testi internazionale sull’acquisizione delle competenze, la diminuzione del tasso di abbandono scolastico e del fenomeno dei NEET, l’aumento della quota dei diplomati e laureati, l’aumento della partecipazione all’attività formativa degli adulti)” è uno degli obiettivi strategici del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Mai come nella drammatica congiuntura sociale e politica che sta vivendo il Paese, è emersa l’importanza del ruolo che riveste la scuola come strumento di promozione e crescita della persona, fondamentale per rafforzare la coesione e la tenuta democratica, sostenendo l’intera comunità nazionale nell’impegno richiesto per il superamento dell’emergenza e la fuoriuscita dalla crisi indotta dalla pandemia.L’alto livello di consapevolezza finalmente manifestato in questa circostanza dalla Comunità Europea con l’annuncio degli interventi straordinari sostenuti dal cosiddetto Recovery Fund delinea una prospettiva di forte rilancio di cui va colta fino in fondo l’opportunità e che deve avere nelle politiche dell’istruzione e della formazione uno dei suoi assi portanti.In tal senso, pur mantenendosi nell’ambito degli assi strategici indicati dalla Comunità, dev’essere orientato l’utilizzo delle risorse che il Governo si appresta a stanziare per sostenere la fuoriuscita dalla crisi. Un forte impegno sulla scuola è indispensabile per dare al Paese e alle nuove generazioni una prospettiva di crescita duratura e stabile, assumendo la conoscenza come risorsa trasversale e diffusa. Su queste premesse e su questi obiettivi FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams intendono sviluppare nell’immediato la propria iniziativa sindacale, con un piano ampio di assemblee sostenuta da un ampio coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori a sostegno di una piattaforma che a partire dal confronto sulle più immediate emergenze orienterà le azioni sindacali nelle interlocuzioni col Governo e le forze politiche sulla prossima legge di bilancio e in vista del rinnovo del Contratto Nazionale di lavoro.

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DDI: DAL MINISTERO NESSUNA RIAPERTURA DEL CCNI, GILDA RIBADISCE DISSENSO
Comunicato

CCNI DDI“Pieno rispetto verso le posizioni diverse assunte dai sindacati firmatari, con i quali abbiamo percorso un lungo tratto di strada, ma non condividiamo la sottoscrizione di un contratto integrativo che non definisce regole certe e in cui mancano elementi fondamentali quali tempi, tipo e modalità della prestazione lavorativa richiesta ai docenti”.

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, ribadisce la contrarietà nei confronti del CCNI oggetto ieri di un incontro tra organizzazioni sindacali e ministero dell’Istruzione durante il quale al testo del 26 ottobre è stata aggiunta una dichiarazione congiunta tra Amministrazione e sindacati definita da Di Meglio “una lista di buone intenzioni improntata più alla poesia che alla prosa”.

“Per definire cosa e come devono fare i docenti, sono state necessarie due note interpretative a firma del capo dipartimento e alle quali se ne aggiungerà una terza congiunta. Ciò dimostra che questo contratto parte con il piede sbagliato e che da parte del ministero è evidentemente mancata la volontà di riaprire la contrattazione e di convocare un incontro politico a livello adeguato per affrontare la questione con l’attenzione che merita”, conclude il coordinatore nazionale della Gilda.

 

Roma, 10 novembre 2020

 
COVID, DI MEGLIO: TERMOSCANNER NELLE SCUOLE, FINALMENTE CI SI MUOVE
Comunicato
COVID, DI MEGLIO: TERMOSCANNER NELLE SCUOLE, FINALMENTE CI SI MUOVE
“Apprezziamo che finalmente abbia trovato ascolto la nostra proposta sui termoscanner, avanzata sin dagli inizi della discussione sul protocollo di sicurezza nelle scuole. Peccato, però, che si chiuda il recinto quando ormai i buoi sono scappati”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta la richiesta, contenuta in una risoluzione prima accolta dal Governo e poi presentata e approvata in aula alla Camera, di installare i termoscanner per la rilevazione della temperatura agli alunni e al personale all’ingresso delle strutture scolastiche o delle classi.
“Dal lontano mese di maggio chiediamo che venga applicata questa misura – ricorda Di Meglio – ma abbiamo sempre incontrato una netta chiusura da parte del ministero dell’Istruzione che ha preferito insistere affinché siano i genitori a misurare la temperatura dei loro figli prima di andare a scuola. Una soluzione che, per chi come noi è pratico del mestiere e sa bene come funzionano certi meccanismi, abbiamo sempre ritenuto poco praticabile”.
Roma, 4 novembre 2020

termoscanner“Apprezziamo che finalmente abbia trovato ascolto la nostra proposta sui termoscanner, avanzata sin dagli inizi della discussione sul protocollo di sicurezza nelle scuole. Peccato, però, che si chiuda il recinto quando ormai i buoi sono scappati”.

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta la richiesta, contenuta in una risoluzione prima accolta dal Governo e poi presentata e approvata in aula alla Camera, di installare i termoscanner per la rilevazione della temperatura agli alunni e al personale all’ingresso delle strutture scolastiche o delle classi.

“Dal lontano mese di maggio chiediamo che venga applicata questa misura – ricorda Di Meglio – ma abbiamo sempre incontrato una netta chiusura da parte del ministero dell’Istruzione che ha preferito insistere affinché siano i genitori a misurare la temperatura dei loro figli prima di andare a scuola. Una soluzione che, per chi come noi è pratico del mestiere e sa bene come funzionano certi meccanismi, abbiamo sempre ritenuto poco praticabile”. 

Roma, 4 novembre 2020

 
DI MEGLIO IN ASSEMBLEA CON 8000 DOCENTI: INAUDITA CIRCOLARE SU CCNI DDI
Comunicato
DI MEGLIO IN ASSEMBLEA CON 8000 DOCENTI: INAUDITA CIRCOLARE SU CCNI DDI
“Troviamo inaudito che alle nostre ripetute richieste di dialogo e confronto i piani alti del ministero dell’Istruzione rispondano con una circolare che, di fatto, le ignora completamente. È sconcertante che un capodipartimento intervenga sul contratto integrativo relativo alla DDI e alla DAD che è privo di alcun valore perché non sottoscritto dalla maggioranza dei sindacati rappresentativi. Se viale Trastevere continuerà su questa strada, non ci sarà alcuna possibilità di instaurare relazioni sindacali corrette”. È quanto ha dichiarato Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, intervenendo all’assemblea online indetta da tutte le province siciliane alla quale hanno preso parte in videoconferenza 8.000 docenti.
Unanime il disappunto espresso dai partecipanti sia sul contratto che sulla circolare, ritenuti entrambi di nessun aiuto per le scuole nella gestione della difficile situazione in cui si trovano e, anzi, accusati di alimentare ulteriore confusione.
I coordinatori delle Gilde siciliane hanno inoltre contestato aspramente alcune decisioni assunte dal direttore dell’ufficio scolastico regionale in merito alle operazioni di inizio anno scolastico, in particolare quelle riguardanti le assegnazioni provvisorie.
Roma, 28 ottobre 2020

dimeglio_27_10_2020“Troviamo inaudito che alle nostre ripetute richieste di dialogo e confronto i piani alti del ministero dell’Istruzione rispondano con una circolare che, di fatto, le ignora completamente.

È sconcertante che un capodipartimento intervenga sul contratto integrativo relativo alla DDI e alla DAD che è privo di alcun valore perché non sottoscritto dalla maggioranza dei sindacati rappresentativi. Se viale Trastevere continuerà su questa strada, non ci sarà alcuna possibilità di instaurare relazioni sindacali corrette”.

È quanto ha dichiarato Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, intervenendo all’assemblea online indetta da tutte le province siciliane alla quale hanno preso parte in videoconferenza 8.000 docenti.

Unanime il disappunto espresso dai partecipanti sia sul contratto che sulla circolare, ritenuti entrambi di nessun aiuto per le scuole nella gestione della difficile situazione in cui si trovano e, anzi, accusati di alimentare ulteriore confusione.
I coordinatori delle Gilde siciliane hanno inoltre contestato aspramente alcune decisioni assunte dal direttore dell’ufficio scolastico regionale in merito alle operazioni di inizio anno scolastico, in particolare quelle riguardanti le assegnazioni provvisorie.

Roma, 28 ottobre 2020

 
SUPPLENZE COVID BLOCCATE, GILDA: ENNESIMO CASO DI CATTIVA GESTIONE

Ennesimo caso di cattiva gestione della macchina amministrativa da parte del Ministero dell’Istruzione: in alcune regioni, come segnalano gli organi di informazione e come risulta anche a noi, a causa di errori nei conteggi dell’organico Covid, sono state bloccate molte supplenze per consentire di rimettere mano ai numeri sbagliati.

Addirittura in Friuli Venezia Giulia l’Ufficio Scolastico Regionale ha emanato una circolare con la quale comunica ai dirigenti scolastici di sospendere ogni tipologia di contratto di supplenza, compresa quella di sostituzione maternità.

 

Ancora una volta il nostro sistema scolastico deve pagare lo scotto dell’incompetenza di chi lo amministra.

La conseguenza è che molte classi resteranno scoperte, con studenti ai quali viene negato il pieno diritto all’istruzione e docenti precari privati di un’opportunità di lavoro. Tutto questo in un momento estremamente difficile per l’intero Paese e per la scuola.

Ogni ulteriore commento sarebbe superfluo. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta il caso delle supplenze Covid bloccate.

 

 

Roma, 23 ottobre 2020

 
Scuola: Gilda, Azzolina scenda non significa si dimetta,ma..
Rassegna Stampa
Scuola: Gilda, Azzolina scenda non significa si dimetta,ma..
(ANSA) - ROMA, 21 OTT – Lo slogan “Il ministro scenda” non significa chiederne le dimissioni, ma l’apertura
di un dialogo. Temo, però, che la ministra non si confronterà con noi; in questi mesi il confronto è stato
assente e quando un albero nasce storto è difficile si raddrizzi". Lo ha detto Rino Di Meglio, coordinatore
nazionale della Gilda degli Insegnanti, nel corso della conferenza stampa unitaria online “La scuola è al
capolinea! La Ministra scenda!”. “Non un atto fatto dal ministro in questi mesi è andato bene: gli spazi non
sono stati reperiti, di docenti ne sono stati assunti pochi ma non sappiamo quanti. Nella gestione
dell’emergenza ci vorrebbero coesione e collaborazione. Ci auguriamo che il premier intervenga: con Conte
e gli ex ministri dell’Istruzione avevamo sottoscritto accordi che sono stati totalmente disattesi”.
(Fonte: Ansa)

conferenza

(ANSA) - ROMA, 21 OTT – Lo slogan “Il ministro scenda” non significa chiederne le dimissioni, ma l’apertura di un dialogo.

Temo, però, che la ministra non si confronterà con noi; in questi mesi il confronto è stato assente e quando un albero nasce storto è difficile si raddrizzi.

Lo ha detto Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, nel corso della conferenza stampa unitaria online

“La scuola è alcapolinea! La Ministra scenda!”.

“Non un atto fatto dal ministro in questi mesi è andato bene: gli spazi non sono stati reperiti, di docenti ne sono stati assunti pochi ma non sappiamo quanti. Nella gestionedell’emergenza ci vorrebbero coesione e collaborazione. Ci auguriamo che il premier intervenga: con Contee gli ex ministri dell’Istruzione avevamo sottoscritto accordi che sono stati totalmente disattesi”.

(Fonte: Ansa)

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