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Scuola, partono i ricorsi per gli scatti
Rassegna Stampa
Di Patre (Gilda): decine di adesioni dal Nuorese e Ogliastra.
Il nuovo decreto ha abolito le progressioni di anzianità
Scuola, partono i ricorsi per gli scatti
 
di Valeria Gianoglio NUORO Reduce da una manifestazione infuocata a Firenze con una folta delegazione nuorese e da altri centri dell’isola e il mega striscione “Renzi, procura de moderare sa tirannia”, e col dolce sapore ancora in bocca della vittoria davanti alla Corte di giustizia europea sul caso precari, la vicecoordinatrice nazionale della Gilda, Maria Domenica Di Patre, lancia in queste ore proprio dalla sua Nuoro una nuova battaglia sindacale.
 
È la battaglia contro il blocco degli scatti di anzianità negli stipendi degli insegnanti e la loro trasformazione neidiscutissimi “scatti di merito”, prevista dalla riforma del governo Renzi ribattezzata come “La buona scuola”.
«Dopo la vittoria per i precari – spiega, infatti, la numero 2 nazionale del sindacato, Maria Di Patre – proprio in queste ore a Nuoro stiamo raccogliendo le adesioni per un nuovo ricorso davanti alla Corte di giustizia europea.
Perché purtroppo la storia recente delle battaglie per la scuola ci ha insegnato che per far valere i diritti degli insegnanti bisogna sempre più spesso ricorrere alla giustizia, ai giudici e agli avvocati. E anche per denunciare lo scandalo dell’abolizione degli scatti di anzianità e la loro trasformazione in qualcosa che ha contorni scandalosi, dobbiamo rivolgerci alla legge».
E così, nelle ultime ore, la sede nuorese della Gilda, in stretto collegamento con quella nazionale, è tutta un pullulare di norme, avvocati e moduli di ricorso.
Mentre i telefoni trillano in continuazione e dall’altro capo, centinaia di docenti di Nuoro e provincia chiedono dove possono firmare la loro delega perché i legali del sindacato li assistano in tribunale contro il blocco degli scatti. Come nella vicenda dei precari, infatti, anche nel caso-scatti, la Gilda coordinerà due azioni giudiziarie che seguiranno due percorsi paralleli.
Il primo percorso porterà di fronte alla Corte di giustizia europea, il secondo, invece, in diversi tribunali della Sardegna. «Abbiamo cominciato a raccogliere le adesioni ai ricorsi proprio da Nuoro e Tortolì – spiega la numero 2 nazionale della Gilda – e seguiremo tutti i nostri assistiti sia nei tribunali locali, sia alla Corte di giustizia europea, se necessario».
 
La nuova ondata di ricorsi per il riconoscimento degli scatti di anzianità solo nel Nuorese ha una platea di potenziali interessati pari a circa 3200 docenti. Tanti quanti sono i docenti di ruolo in tutta la Provincia. Già da questi primi giorni di raccolta delle adesioni per fare i ricorsi, alla Gilda pronosticano che le deleghe saranno alcune centinaia.
«La riforma che Renzi ha battezzato “La buona scuola” di fatto abolisce gli scatti di anzianità, e li trasforma in scatti “di competenza”. I primi arriveranno nel 2019 – spiega la sindacalista Maria Domenica di Patre – con i nostri ricorsi noi chiediamo il recupero degli scatti di anzianità che saranno bloccati dal 2013 al 2018, e il rinnovo del contratto di lavoro già scaduto dal 2009». I nuovi scatti previsti dalla riforma, quelli legati alla competenza, come spiega la sindacalista nuorese, ciascun insegnante li ottiene se dà un contributo al miglioramento della scuola attraverso, in particolare, l’organizzazione di progetti extra-curricolari. In teoria, quindi, giusto per declinarlo nel Nuorese, un insegnante in Barbagia avrebbe più possibilità di conquistare uno scatto di competenza se organizza un corso pomeridiano di ballo sardo, anziché se insegna molto bene la sua materia in classe.
«Intendiamoci – precisa Maria Di Patre – non siamo contrari alla valutazione dei docenti, ma questi scatti di competenza non sono certo il modo per farla. Noi siamo pagati per insegnare bene la nostra materia. Invece questi scatti si ottengono anche con corsi di aggiornamento a spese dei docenti.
Al massimo se ne possono ottenere 12: uno scatto ogni tre anni e ogni scatto corrisponde a 60 euro Significa che non si raggiungerà mai la cifra che si sarebbe raggiunta con gli scatti di anzianità. Anche per questo non abbiamo alcuna intenzione di stare a guardare».
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