Centinaia di firme per invitare i docenti a non rinunciare alla libertà di espressione, sancita dalla Costituzione come diritto fondamentale di ogni cittadino italiano, e a non lasciarsi intimidire da minacce di provvedimenti lesivi di questo diritto e, quindi, illegittimi. Ecco l'appello sottoscritto dai dirigenti della Gilda degli Insegnanti durante la recente assemblea nazionale svoltasi ad Alghero e con cui si ribadisce la gravità della nota riservata emanata dal dirigente scolastico regionale dell'Emilia Romagna e si chiede al ministro Gelmini la rimozione di Limina.
Si svolgerà il 5 giugno a Roma in piazza Santi Apostoli, alle ore 15, la manifestazione nazionale indetta dalla Gilda degli Insegnanti per protestare contro i tagli agli organici, la riforma della scuola superiore, l’ipotesi di bloccare gli scatti di anzianità e le norme e le procedure disciplinari nei confronti dei docenti previste dal decreto Brunetta.
"La libertà dei cittadini, che lavorano come dipendenti dello Stato, di esprimere le proprie opinioni con tutti i normali mezzi di comunicazione, è un diritto inviolabile sancito dalla Costituzione. E se un funzionario dello Stato non rispetta questa norma fondamentale della Carta costituzionale, alla quale ha giurato fedeltà, non può ricoprire il ruolo importante che riveste e deve cambiare lavoro". Così il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, commenta la circolare riservata con cui il direttore dell'ufficio scolastico dell'Emilia Romagna, Marcello Limina, invita i dirigenti degli uffici scolastici provinciali a vigilare affinché i docenti non esprimano critiche attraverso dichiarazioni alla stampa.