Speciale Utilizzazioni e Assegnazioni provvisorie

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TROPPI CONTENZIOSI NELLE SCUOLE, IL SISTEMA VA RIFORMATO

caso "esplosivo" al Liceo di Adrano“La situazione del liceo Verga di Adrano è diventata ormai insostenibile e perciò sollecitiamo il ministro Bianchi ad intervenire per riportare tra la comunità scolastica quel clima di serenità indispensabile per lavorare bene e che adesso manca, provocando gravi danni agli studenti impegnati in questi giorni negli esami di Maturità”.

A lanciare l’appello al vertice di viale Trastevere è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, riferendosi al caso dell’istituto della provincia di Catania dove il dirigente scolastico avrebbe revocato numerosi docenti interni dal ruolo di commissario d’esame in seguito ad alcuni procedimenti disciplinari avviati mesi fa. Nella stessa scuola, inoltre, i docenti lamentano il continuo mancato rispetto delle delibere del Collegio dei Docenti.

“Questo caso dimostra la fallibilità dell’autonomia scolastica che, senza i necessari controlli, rischia di trasformarsi in anarchia. Situazioni come quella di Adrano non sono infrequenti, in più occasioni abbiamo purtroppo riscontrato un uso improprio di potere da parte di alcuni dirigenti scolastici a danno dei docenti che, per difendersi, possono rivolgersi soltanto alla magistratura. Ed è noto a tutti come i tempi della giustizia, soprattutto in alcune zone d’Italia, siano lenti.
Sarebbe, dunque, quanto mai necessaria una riforma di carattere legislativo del sistema del contenzioso nelle scuole, che miri a creare collegi di conciliazione e ad evitare che gli insegnanti siano costretti a sostenere di tasca propria le spese legali, diversamente dai presidi che possono contare sull’Avvocatura dello Stato.
Per garantire che le sanzioni disciplinari non siano utilizzate come armi improprie, inoltre, analogamente a quanto avviene con il Consiglio Superiore della Magistratura, la Gilda propone da sempre l’istituzione del Consiglio superiore della docenza, a garanzia della libertà di insegnamento”, conclude Di Meglio.

 

Roma, 28 giugno 2021

SUPPLENZE COVID BLOCCATE, GILDA: ENNESIMO CASO DI CATTIVA GESTIONE

Ennesimo caso di cattiva gestione della macchina amministrativa da parte del Ministero dell’Istruzione: in alcune regioni, come segnalano gli organi di informazione e come risulta anche a noi, a causa di errori nei conteggi dell’organico Covid, sono state bloccate molte supplenze per consentire di rimettere mano ai numeri sbagliati.

Addirittura in Friuli Venezia Giulia l’Ufficio Scolastico Regionale ha emanato una circolare con la quale comunica ai dirigenti scolastici di sospendere ogni tipologia di contratto di supplenza, compresa quella di sostituzione maternità.

 

Ancora una volta il nostro sistema scolastico deve pagare lo scotto dell’incompetenza di chi lo amministra.

La conseguenza è che molte classi resteranno scoperte, con studenti ai quali viene negato il pieno diritto all’istruzione e docenti precari privati di un’opportunità di lavoro. Tutto questo in un momento estremamente difficile per l’intero Paese e per la scuola.

Ogni ulteriore commento sarebbe superfluo. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta il caso delle supplenze Covid bloccate.

 

 

Roma, 23 ottobre 2020

MOBILITÀ ANNUALE, DI PATRE: TUTTI POTRANNO PRESENTARE DOMANDA

mdipatre“Un risultato di cui possiamo definirci globalmente soddisfatti, soprattutto perché è stato sventato il rischio che alcune categorie di docenti venissero escluse dalla possibilità di rientrare nelle proprie province”.

Così Maria Di Patre, vice coordinatrice nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta la firma del CCNI sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie il cui testo resta invariato rispetto allo scorso anno.

“Anche i docenti assunti con decorrenza giuridica dal primo settembre 2019, ovvero chi è sottoposto al vincolo quinquennale, – afferma Di Patre - potranno presentare domanda di assegnazione provvisoria.

Nessun blocco, dunque, per questi insegnanti, così come per quelli assunti sui posti di quota 100.

Alla normativa dovranno attenersi anche i docenti in servizio nei licei musicali, altrimenti – spiega la vice coordinatrice nazionale - il contratto dovrebbe tornare al Mef, i tempi si allungherebbero e ciò comprometterebbe tutta la mobilità annuale”.

“Ci auguriamo – conclude Di Patre – che l’Amministrazione mantenga fede all’impegno assunto durante la trattativa e dia seguito alla nostra richiesta di maggiore uniformità tra le varie regioni e province per le date delle operazioni, così da evitare le discrasie che si verificano ogni anno e che arrecano innumerevoli disagi agli insegnanti e all’organizzazione di tutta la complessa macchina scolastica”.

Roma, 9 luglio 2020

SCIOPERO, DI MEGLIO: FORTE SEGNALE POLITICO IN NOME DELLA SICUREZZA

Computer e tablet offline per rivendicare il diritto di studenti, docenti e tutto il personale scolastico di tornare a scuola a settembre in regime di piena sicurezza. Sta andando in scena così lo sciopero generale proclamato dalla Federazione Gilda-Unams e dagli altri maggiori sindacati rappresentativi nell’ultimo giorno di didattica a distanza che in alcune regioni vede i docenti impegnati negli scrutini.

“Sono note a tutti le condizioni di estrema difficoltà che hanno caratterizzato gli ultimi tre mesi di attività scolastica e che stanno segnando anche la conclusione di questo anomalo e faticoso anno – afferma Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti – e non abbiamo di certo assunto a cuor leggero la decisione di astenerci oggi dal servizio.

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PROTOCOLLO SICUREZZA: SERVONO NORME CHIARE E UNIVOCHE

"La scuola è un luogo di lavoro molto complesso, costituito da 8250 sedi e 42500 plessi in tutta Italia, e ha una sua peculiarità che lo rende diverso dai contesti aziendali e di cui devono tenere in debito conto tutte le misure per la tutela della salute".

È quanto afferma Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che questo pomeriggio ha partecipato all'incontro con il ministero dell'Istruzione e il Comitato Tecnico Scientifico sul protocollo di sicurezza per l'esame di Maturità e la ripresa delle attività didattiche in presenza a settembre.

"Non sono accettabili norme generiche, bensì occorrono regole precise e univoche a tutti i livelli che, con l'ausilio di linee guida, stabiliscano con chiarezza chi deve fare cosa, per evitare l'assai sgradevole fenomeno dello scaricabarile.

Così come – aggiunge Di Meglio – è bene che si evitino norme in contraddizione tra di loro, come nel caso del decreto legge 22/2020 e l'ordinanza ministeriale sugli esami di Stato del secondo ciclo, laddove il primo lega lo svolgimento della prova di Maturità alla riapertura delle scuole e al rientro in classe il 18 maggio e all'andamento epidemiologico della pandemia e la seconda, invece, stabilisce che la Maturità avrà luogo in presenza".

"Il 17 giugno è dietro l'angolo e, considerata la complessità della macchina organizzativa, dubito che entro l'inizio dell'esame possano essere garantite condizioni di assoluta sicurezza per studenti, insegnanti e personale scolastico", conclude il coordinatore nazionale della Gilda.

Roma, 12 maggio 2020

Richiesta unitaria di incontro politico e di rinvio dell’informativa su concorsi

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Dott. Luigi Fiorentino

Capo di Gabinetto del Ministro dell’Istruzione

Dott. Marco Bruschi

Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione

LORO INDIRIZZI

 

Oggetto: richiesta di incontro politico e di rinvio dell’informativa su concorsi

 


Le scriventi Segreterie, con la presente chiedono un rinvio dell’incontro di informativa previsto per mercoledì 15 aprile alle ore 15.00. Ritengono infatti necessario un preliminare confronto politico per inquadrare la questione reclutamento e concorsi in un contesto che nelle ultime settimane ha subito progressivi e sempre più profondi mutamenti, così come appaiono del tutto incerte le prospettive, tenuto conto che l’andamento dell’epidemia e i tempi di un’auspicabile uscita dalla stessa non sono ad oggi prevedibili con certezza.

Ciò premesso, e ribadita la non disponibilità a partecipare all’incontro di informativa del 15 aprile, le scriventi segreterie chiedono che sia fissato quanto prima un confronto a livello politico, della cui convocazione rimangono pertanto in attesa.

 

Roma, 14 aprile 2020

 


Flc CGIL CISL FSUR UIL Scuola Rua SNALS Confsal GILDA Unams
Francesco Sinopoli Maddalena Gissi Giuseppe Turi Elvira Serafini Rino Di Meglio

Maturità: Gilda, emergenza non sia pretesto evitare confronto

rino di meglioRino Di Meglio, a proposito della bozza del decreto non inviata a sindacati che rappresentano 1 milione di prof

"Non è possibile rimanere in silenzio di fronte a un comportamento istituzionalmente inaccettabile: la grave emergenza che il Paese tutto sta affrontando non può costituire un pretesto per bypassare il confronto democratico con i docenti e il personale scolastico". 

Lo scrive il coordinatore della Gilda degli insegnanti, Rino Di Meglio, a proposito della bozza del decreto che riguarda la scuola "non inviata" - scrive - ai sindacati che rappresentano un milione di lavoratrici e lavoratori del mondo della scuola".

"L´emergenza richiede coinvolgimento delle parti sociali,  collaborazione ed unità di intenti, cioè il modus operandi che stanno attuando il Presidente del Consiglio e tutta la Pubblica Amministrazione, ad eccezione della Scuola, dove si prefigurano anche interventi che toccheranno il contratto e l´ordinamento giuridico degli organi collegiali", conclude il sindacalista.

È ROTTURA AL TERMINE DEL CONFRONTO FRA SINDACATI E MINISTERO SU RECLUTAMENTO E ABILITAZIONI

oo_ss_unitarieÈ stato di totale chiusura rispetto alle proposte dei sindacati l'atteggiamento assunto oggi dall'Amministrazione a conclusione del confronto sui provvedimenti attuativi del decreto su reclutamento e abilitazioni.

Il verbale che è stato redatto al termine dei due giorni di confronto dà conto della totale indisponibilità rispetto a richieste che si ponevano in termini di piena coerenza con quanto emerso nel lungo percorso che ha visto sindacati e Amministrazione impegnati a definire le modalità con cui dare seguito a quanto stabilito in diverse intese, a partire da quella del 24 aprile scorso a Palazzo Chigi e successivamente in quelle con i ministri dell'Istruzione e Ricerca, riassunte nei verbali di conciliazione del dicembre scorso.

Intese che oggi, in presenza di un rinnovato assetto del ministero, vengono totalmente disattese.

I segretari generali di Flc CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams hanno deciso di convocare con urgenza le segreterie unitarie per una più compiuta valutazione e per assumere le decisioni conseguenti, tenuto conto che le ragioni per cui sono state a suo tempo sospese le iniziative di mobilitazione vengono oggi definitivamente a cadere.

 

Roma, 30 gennaio 2020

REGIONALIZZAZIONE, GILDA: LA SCUOLA ITALIANA È UNA E INDIVISIBILE

 "La fumata nera con cui si è chiuso il vertice di ieri a Palazzo Chigi è per noi un buon segno che accogliamo, quindi, con soddisfazione perché dimostra come la strada della regionalizzazione sia del tutto impraticabile per il sistema di istruzione.

La scuola italiana è e deve restare una e indivisibile".

È quanto afferma la Gilda degli Insegnanti intervenendo in merito al nulla di fatto che ha costretto i ministri interessati dall'Autonomia Differenziata ad aggiornare la discussione a giovedì mattina.

"L'intesa siglata lo scorso 24 aprile tra sindacati e Governo parla chiaro: la scuola deve essere lasciata fuori dalla partita della regionalizzazione.

Non si tratta di una semplice promessa - sottolinea la Gilda - ma di un impegno formale messo nero su bianco dopo una lunga ed estenuante trattativa durata una notte intera e sottoscritto da Conte e Bussetti.

In quanto ministro della Repubblica italiana, Bussetti ha il dovere istituzionale di difendere l'unità nazionale del sistema scolastico e di garantire lo stesso diritto all'istruzione dalle Alpi alla Sicilia.

A un sistema basato su scuole di serie A e serie B continueremo sempre a dire no, così come rifiutiamo il modello del Trentino Alto-Adige che per noi non rappresenta affatto un esempio da imitare.

Se il ministro Bussetti ha davvero intenzione di convincere i sindacati della bontà e della validità della regionalizzazione della scuola - conclude la Gilda - sappia che noi sarà solo fiato sprecato".

Roma, 9 luglio 2019

Iniziativa a Palermo dei sindacati scuola CGIL-CISL-UIL-SNALS-GILDA #liberidinsegnare #liberidimparare

sindacati unitariIniziativa a Palermo dei sindacati scuola CGIL-CISL-UIL-SNALS-GILDA
#liberidinsegnare #liberidimparare

 

Sono questi gli hashtag alla base dell’iniziativa promossa dai sindacati scuola che potranno essere condivisi e rilanciati da insegnanti, studenti, cittadini per raccontare le loro esperienze e per ribadire l’importanza di un’istruzione senza censure e condizionamenti.

La libertà di insegnamento è un bene fondamentale e indispensabile in ogni società democratica.

È una prerogativa che la nostra Costituzione affida alle scuole e ai docenti. Spirito critico, capacità di analisi e di lettura dei fatti del mondo, sono gli obiettivi che gli studenti dovrebbero raggiungere nel loro percorso di studi per l’esercizio di una cittadinanza attiva.

Per 

• garantire il pluralismo,

• difendere le prerogative professionali,

• tutelare libertà fondamentali che attengono alla nostra democrazia costituzionale,

• rivendicare l’istituzione di un organismo indipendente con il compito di valutare il corretto esercizio della libertà di insegnamento e di tutelare l'autonomia professionale individuale e collegiale

• affermare i valori che devono essere gelosamente custoditi e difesi dalla nostra Scuola in tutto il Paese

 

i sindacati del comparto istruzione e ricerca indicono un’iniziativa nazionale che si terrà a Palermo il giorno 24 maggio, con una grande assemblea aperta ed una fiaccolata.

Contemporaneamente altre iniziative analoghe si svolgeranno a livello locale in tutta Italia.

I fatti che riguardano la professoressa Dell’Aria sono il sintomo di una pericolosa tendenza della politica a invadere e condizionare gli spazi in cui si esercitano l’azione didattica e l’autonomia delle istituzioni scolastiche.

Una tendenza che potrebbe facilmente accentuarsi nella prospettiva, da combattere e respingere nettamente, di un governo del sistema scolastico non più unitario e nazionale ma affidato alla competenza delle singole regioni.

Invitiamo tutto il personale docente, ATA e dirigente, le RSU a farsi parte attiva per far crescere su tutto ciò il livello complessivo di attenzione e di consapevolezza, promuovendo momenti di discussione da portare a sintesi in documenti che potranno essere inviati alle strutture nazionali perché ne favoriscano la circolazione anche nell’ambito delle iniziative assunte a livello nazionale.

In tutte le iniziative attivate proseguirà la raccolta di adesioni all’appello “contro la regionalizzazione del sistema di istruzione”; ricordiamo che la sottoscrizione dell’appello può essere fatta anche on line al seguendo indirizzo: https://goo.gl/forms/anOr0fhibkHXFWDK2

Roma, 20 maggio 2019

Sigle unitarie

Esame di Stato del II ciclo, pubblicata l’ordinanza

Esame di Stato del II ciclo, pubblicata l’ordinanza
Sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è disponibile, da oggi, l’ordinanza ministeriale relativa all’Esame di Stato conclusivo del II ciclo di Istruzione. Il documento guiderà presidenti, commissari e docenti nelle tappe di avvicinamento alle prove di giugno e nello svolgimento delle stesse. L’ordinanza, anche a fronte delle novità che entrano in vigore per effetto del decreto legislativo 62 del 2017, quest’anno viene pubblicata con largo anticipo rispetto al passato, per volere del Ministro Marco Bussetti.
“Continua - spiega, infatti, il Ministro - il percorso di accompagnamento delle scuole verso le prove di giugno. Con l’ordinanza offriamo un quadro chiaro delle norme e delle diverse tappe dell’Esame. Nelle prossime settimane andremo avanti con le simulazioni della prima e della seconda prova che abbiamo voluto per consentire a insegnanti e studenti di ‘testare’ i nuovi scritti previsti dal decreto 62 del 2017. Proseguiremo anche gli incontri sui territori con docenti e ragazzi”.
L’ordinanza, i contenuti
Entro il prossimo 15 maggio ogni consiglio di classe elaborerà un documento che espliciterà “i contenuti, i metodi, i mezzi, gli spazi e i tempi del percorso formativo” seguito dagli studenti e anche “i criteri, gli strumenti di valutazione adottati e gli obiettivi raggiunti”. Il documento illustrerà, poi, le attività, i percorsi e i progetti eventualmente svolti nell’ambito di “Cittadinanza e Costituzione” ai fini della prova orale. I commissari condurranno il colloquio tenendo infatti conto di quanto previsto dal documento elaborato dai docenti della classe.
La prima riunione plenaria delle commissioni si terrà il prossimo 17 giugno alle 8.30. La prima prova, italiano, è calendarizzata per il 19 giugno, alle 8.30. il giorno dopo, giovedì 20 giugno, sempre alle 8.30, ci sarà la seconda prova, diversa per ciascun indirizzo di studi. L’ordinanza individua anche le date per le eventuali prove suppletive.
Una specifica sezione del documento è destinata, quest’anno, alla prova orale: le commissioni dovranno dedicare un’apposita sessione di lavoro alla sua preparazione. L’ordinanza esplicita i vari passaggi del colloquio che prenderà il via da materiali predisposti dalla commissione (testi, documenti, esperienze, progetti, problemi) e che servirà a verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi caratteristici delle singole discipline e la capacità del candidato di utilizzare le proprie conoscenze e di metterle in relazione per argomentare in maniera critica e personale. I materiali, precisa l’ordinanza, costituiranno solo uno spunto di avvio del colloquio che si svilupperà poi in una più ampia e distesa trattazione di carattere pluridisciplinare, per fare emergere al meglio il percorso fatto da ciascuno studente. Nella predisposizione di questi materiali di partenza la commissione terrà conto del percorso didattico effettivamente svolto, in coerenza con il documento prodotto a maggio da ciascun consiglio di classe.
Per garantire a tutti i candidati trasparenza e pari opportunità, la commissione predisporrà, per ogni classe, un numero di buste con i materiali di avvio del colloquio pari al numero dei candidati aumentato almeno di due unità, in modo da assicurare anche all’ultimo candidato di esercitare la facoltà di scelta fra tre buste. Il giorno del colloquio, infatti, il presidente di commissione preleverà in modo casuale tre buste alla presenza di ciascun candidato e le sottoporrà a quest’ultimo che ne sceglierà una. I materiali delle buste già scelte dai candidati non potranno essere riproposti in successivi colloqui.
Nelle prossime settimane, come annunciato dal Ministro Bussetti, proseguiranno le simulazioni delle prove scritte. Il 26 marzo il MIUR pubblicherà una nuova simulazione della prova di italiano, il 2 aprile è in calendario la pubblicazione di ulteriori esempi della seconda prova.
In allegato, l’ordinanza completa.

Infografica_tappe_Maturita_2019Sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è disponibile, da oggi, l’ordinanza ministeriale relativa all’Esame di Stato conclusivo del II ciclo di Istruzione. Il documento guiderà presidenti, commissari e docenti nelle tappe di avvicinamento alle prove di giugno e nello svolgimento delle stesse. L’ordinanza, anche a fronte delle novità che entrano in vigore per effetto del decreto legislativo 62 del 2017, quest’anno viene pubblicata con largo anticipo rispetto al passato, per volere del Ministro Marco Bussetti.

“Continua - spiega, infatti, il Ministro - il percorso di accompagnamento delle scuole verso le prove di giugno. Con l’ordinanza offriamo un quadro chiaro delle norme e delle diverse tappe dell’Esame. Nelle prossime settimane andremo avanti con le simulazioni della prima e della seconda prova che abbiamo voluto per consentire a insegnanti e studenti di ‘testare’ i nuovi scritti previsti dal decreto 62 del 2017. Proseguiremo anche gli incontri sui territori con docenti e ragazzi”.

L’ordinanza, i contenuti
Entro il prossimo 15 maggio ogni consiglio di classe elaborerà un documento che espliciterà “i contenuti, i metodi, i mezzi, gli spazi e i tempi del percorso formativo” seguito dagli studenti e anche “i criteri, gli strumenti di valutazione adottati e gli obiettivi raggiunti”. Il documento illustrerà, poi, le attività, i percorsi e i progetti eventualmente svolti nell’ambito di “Cittadinanza e Costituzione” ai fini della prova orale. I commissari condurranno il colloquio tenendo infatti conto di quanto previsto dal documento elaborato dai docenti della classe.

La prima riunione plenaria delle commissioni si terrà il prossimo 17 giugno alle 8.30. La prima prova, italiano, è calendarizzata per il 19 giugno, alle 8.30. il giorno dopo, giovedì 20 giugno, sempre alle 8.30, ci sarà la seconda prova, diversa per ciascun indirizzo di studi. L’ordinanza individua anche le date per le eventuali prove suppletive.

Una specifica sezione del documento è destinata, quest’anno, alla prova orale: le commissioni dovranno dedicare un’apposita sessione di lavoro alla sua preparazione. L’ordinanza esplicita i vari passaggi del colloquio che prenderà il via da materiali predisposti dalla commissione (testi, documenti, esperienze, progetti, problemi) e che servirà a verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi caratteristici delle singole discipline e la capacità del candidato di utilizzare le proprie conoscenze e di metterle in relazione per argomentare in maniera critica e personale. I materiali, precisa l’ordinanza, costituiranno solo uno spunto di avvio del colloquio che si svilupperà poi in una più ampia e distesa trattazione di carattere pluridisciplinare, per fare emergere al meglio il percorso fatto da ciascuno studente. Nella predisposizione di questi materiali di partenza la commissione terrà conto del percorso didattico effettivamente svolto, in coerenza con il documento prodotto a maggio da ciascun consiglio di classe.

Per garantire a tutti i candidati trasparenza e pari opportunità, la commissione predisporrà, per ogni classe, un numero di buste con i materiali di avvio del colloquio pari al numero dei candidati aumentato almeno di due unità, in modo da assicurare anche all’ultimo candidato di esercitare la facoltà di scelta fra tre buste. Il giorno del colloquio, infatti, il presidente di commissione preleverà in modo casuale tre buste alla presenza di ciascun candidato e le sottoporrà a quest’ultimo che ne sceglierà una. I materiali delle buste già scelte dai candidati non potranno essere riproposti in successivi colloqui.

Nelle prossime settimane, come annunciato dal Ministro Bussetti, proseguiranno le simulazioni delle prove scritte. Il 26 marzo il MIUR pubblicherà una nuova simulazione della prova di italiano, il 2 aprile è in calendario la pubblicazione di ulteriori esempi della seconda prova.

In allegato, l’ordinanza completa.

Roma, 11 marzo 2019